Pelle e capelli: detersione e cura post-vacanze

Con la consulenza del dottor Fabio Rinaldi, dermatologo a Milano e presidente dell’International Hair Research Foundation.

Dottor Rinaldi, non soltanto sole, vento e acqua marina hanno danneggiato la pelle e i capelli della maggioranza delle donne. Chi è rimasta in città ha dovuto lottare contro un altro nemico implacabile: l’inquinamento. E così, specie se si usano mezzi pubblici, scooter o biciclette, si risulta più esposti a patologie e infiammazioni dermatologiche. Come ha confermato un recente studio condotto dall’ IHRF, la Fondazione di ricerca per la patologia sui capelli da me presieduta: il 35% dei residenti nelle zone a traffico limitato ha dichiarato di soffrire meno di problemi alla pelle dopo la loro istituzione. Il campione (5mila persone) e il numero di professionisti coinvolti (oltre 100 specialisti in tutta Italia) rende l’approfondimento particolarmente attendibile.

In particolare, secondo la ricerca nel 33% dei casi sono diminuiti o attenuati fenomeni di sensibilizzazione, dermatiti , arrossamenti e irritazioni mentre il 18% degli intervistati afferma che questi problemi sono addirittura scomparsi. Nel complesso, il 51% dei cittadini conferma di aver provato sulla propria pelle – nel vero senso della parola – il benefico nesso di causa-effetto da quando la propria abitazione rientra nel perimetro di una Ztl o delle varie Aree C italiane.

 Per la pelle un ulteriore pericolo viene dal cloro delle piscine.  Purtroppo sì, soprattutto a danno delle donne con pelle secca, così come per coloro che soffrono di patologie come la dermatite atopica e simili.  Un’eccessiva concentrazione di cloro può portare a fenomeni di follicolite anche gravi. Inoltre, il cloro è capace di macchiare (o, talvolta, “smacchiare”), la pelle, causando spiacevoli alterazioni del colorito della cute. Ma anche i capelli sono molto danneggiati dalla presenza del cloro: il fusto si rovina e si decolora. In breve: si destruttura. Ecco perché, dopo ogni bagno in piscina, occorre sciacquarsi con acqua dolce, in modo da asportare i residui di cloro. E’ utile anche, ogni sera, utilizzare creme idratanti e balsami per capelli per reintegrare ciò che il cloro ha sottratto.

 Dottore, dopo le brutte notizie, veniamo allora ai consigli utili per non correre rischi. Cominciamo dai consigli per la cura dei capelli, con una premessa indispensabile: dopo qualsiasi bagno (in città come al mare o in piscina), non pettinare né spazzolare la testa bagnata. Il motivo è presto detto: da umidi i capelli sono molto meno resistenti che da asciutti alle trazioni provocate dai colpi di spazzola, o dai movimenti del pettine. Pertanto, essi possono spezzarsi, o- “bene” che vada- riempirsi di doppie punte.
I miei consigli:

  • con una pressione leggera tamponare la testa con un asciugamani di spugna morbida;
  • passare il phon, tiepido, a una distanza di circa 20 centimetri dalla testa. Il calore troppo elevato è dannoso per la microcircolazione del cuoio capelluto e può creare bolle d’aria nel fusto, portando alla rottura della cuticola , lo strato esterno del capello;
  • solo quando i capelli cominciano a perdere umidità, iniziare a spazzolare o pettinare i capelli, con movimenti sempre delicati;
  • non frizionarli o “tirarli” con troppa energia;
  •  usare spazzole e pettini a denti larghi, con punte arrotondate, che lascino passare l’aria calda e non creino nodi.
  • durante la fase dell’asciugatura fare una pausa di qualche minuto, in modo da lasciar raffreddare le cuticole.

  A proposito, ogni quanto bisogna lavare i capelli, e quali shampoo e balsamo usare? Che i lavaggi frequenti danneggino i capelli è decisamente un falso mito . La frequenza dello shampoo è soggettiva, ma quella “giusta” varia da un lavaggio quotidiano a due-tre alla settimana. Comunque, specie per chi abita in una grande città, è consigliabile lavarli al massimo ogni 3 giorni. Per la precisione: fare spesso lo shampoo con il prodotto giusto – delicato, a pH neutro, con l’indicazione “per lavaggi frequenti” – è la prima mossa per allontanare dal cuoio capelluto, oltre allo sporco, tutte le sostanze inquinanti. Mentre una spazzolata lunga ed energica non solo non è particolarmente utile, ma può essere addirittura dannosa, perché favorisce la rottura del capello se questo è già destrutturato.

Quindi, bisogna trattare i capelli dopo lo shampoo, una o due volte alla settimana, con creme e balsami  che servono a mantenere compatta la cuticola esterna, riducendo così la penetrazione degli inquinanti e proteggendo il fusto: prodotti a base di sostanze ristrutturanti della cheratina, come gli aminoacidi taurina e ornitina, sostanze chelanti, che sono in grado di “catturare” letteralmente molti agenti nocivi, trasportandoli via con sé durante il risciacquo, e qualche principio attivo che riduca l’infiammazione e l’irritazione della pelle.
Oltre ai tensioattivi cationici (sostanze dotate di una carica elettrica positiva), ingredienti fondamentali che neutralizzano l’elettricità del capello e aumentano notevolmente l’aderenza della cuticola al fusto e quindi la lucentezza delle chiome, nei balsami sono presenti anche altre sostanze che hanno la funzione di condizionare i capelli rendendoli morbidi e lucidi. Altri componenti importanti sono gli agenti proteici, derivati dal collagene o dalla placenta, in grado di fissarsi sul fusto o addirittura penetrare al suo interno, dandogli corpo e volume, e derivati del silicone. Nei balsami senza risciacquo sono in genere presenti anche oli minerali e vegetali.

Tutti, poi, possono contenere sostanze ad azione fotoprotettiva, come il benzofenone e il paba, per prevenire i danni provocati alla capigliatura dall’esposizione alla luce solare, legati alla fotossidazione della melanina nei capelli scuri e al processo del “photo-yellowing” (ingiallimento, scolorimento e opacizzazione) in quelli biondi.
 Non dimentichiamo, infatti, che, l’uso del balsamo, oltre ad essere un trattamento estetico insostituibile, è anche necessario per la salute dei capelli e può avere una funzione curativa.

Altra buona regola è quella di proteggere la testa con un cappellino quando si esce di casa, anche per evitare dannosi sbalzi di temperatura, nonché per ridurre quanto più possibile il contatto fra i capelli e le sostanze inquinanti.
Infine, un consiglio utile tutto l’anno, ma ancor di più in inverno: curare l’alimentazione, per difendere le chiome “dall’interno”. Solo con un regime equilibrato e bilanciato i capelli possono stare bene e difendersi anche dall’inquinamento. Non devono mai mancare proteine ricche di aminoacidi, preziosi per la pelle e la capigliatura, come la taurina e l’ornitina, abbondanti nella carne rossa, nei legumi e nella soia, oltre che minerali, vitamine e sostanze antiossidanti, di cui sono ricche soprattutto frutta e verdura. In alternativa: sono disponibili in farmacia buoni integratori alimentari.

 La pelle, invece, come va detersa quotidianamente? La detersione del viso è un’azione quotidiana molto importante, per chi si trucca e no. Lo sporco da eliminare è formato solo parzialmente dai residui del make-up: come abbiamo visto, infatti, sono lo smog, la polvere e il pulviscolo dei riscaldamenti che si depositano sulla pelle a soffocarla.  Due sono le regole base per una corretta detersione:

  • Lavare il viso, al mattino appena sveglia, e alla sera prima di andare a dormire;
  •  Utilizzare il detergente più adatto alla propria pelle, applicandolo con un dischetto di cotone. Attenzione: non deve provocare screpolature, allergie e arrossamenti di nessun tipo.
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