Pitiriasi: una patologia multiforme

Letteralmente significa crusca. Il termine pitiriasi deriva infatti dal vocabolo greco pítyron, ossia appunto crusca, con evidente riferimento all’aspetto di fine desquamazione che assume la pelle quando è colpita da queste manifestazioni. Perché la definizione di pitiriasi non è affatto univoca e in dermatologia sono riconosciute diverse forme di patologia che portano questo nome, a cominciare dalle due statisticamente più diffuse: la pitiriasi versicolor e la pitiriasi alba. Nonostante vi siano alcuni punti di contatto, si tratta infatti di due dermatopatie differenti, come ci ha spiegato la dottoressa Patrizia Teofoli, Dirigente medico della 5° Divisione Dermatologica presso l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata, a Roma.

 

«La prima differenza fondamentale», precisa la dottoressa, «sta nel fatto che la Pitiriasi versicolor è una micosi, mentre la Pitiriasi alba è attualmente considerata una forma di eczema. Ancora: la prima si chiama così perché le chiazze desquamanti che provoca sulla cute possono variare dal rosa al caffelatte al bianco, mentre la forma alba è caratterizzata da macchie che sotto i raggi solari si modificano diventando completamente chiare (da qui il nome).
Quanto alle cause, se nel caso della Pitiriasi versicolor si è identificato il fungo responsabile del suo sviluppo (il colpevole si chiama Malassezia Furfur), nel caso della Pitiriasi alba l’eziologia è meno univoca ma per lo più la si considera una manifestazione della dermatite atopica o eczema costituzionale».

 

E per quanto riguarda i soggetti a rischio?
Diverse, in parte, anche le vittime prescelte: se entrambe le dermatiti colpiscono prevalentemente la fascia di età giovane, è vero anche che la Pitiriasi versicolor fa la sua comparsa più che altro dopo la pubertà (per una diversa situazione ormonale e, dunque, delle ghiandole sebacee), mentre la Pitiriasi alba si riscontra spesso nella prima infanzia. Non vi sono invece significative differenze dal punto di vista sessuale: davanti alla pitiriasi, insomma, uomini e donne sono uguali.

 

Pitiriasi versicolor: quelle macchie che compaiono al mare
La dottoressa Teofoli: “La forma versicolor è quella più diffusa” afferma la dott.essa Teofoli “e fino a qualche anno fa era volgarmente conosciuta anche come “fungo del mare”, perché sembrava fare la sua comparsa dopo l’estate. Oggi sappiamo che ciò dipende dal fatto che sulla pelle abbronzata le chiazze si notano di più, anche se è vero che nei mesi caldi il sudore e soprattutto l’umidità ambientale ne favoriscono realmente lo sviluppo. Va detto comunque che la Malassezia Furfur è un fungo presente sempre sulla pelle di ogni individuo, ma in particolari condizioni si moltiplica e diventa patogeno. In questi casi genera appunto – sul tronco, più raramente sulle braccia e quasi mai sul viso – delle piccole chiazze tondeggianti, che talvolta possono confluire tra loro e coprire buona parte del torace e del dorso, e che evidenziano una desquamazione al grattamento.”

 

Pitiriasi alba: quando il problema è l’atopia
«Nel caso invece della Pitiriasi alba, le chiazze sono sempre tondeggianti ma più grandi (arrivano fino a 2 cm) e ben isolate tra loro. Inoltre, a differenza della Pitiriasi versicolor, la Pitiriasi alba predilige il volto e le braccia, solo secondariamente il tronco: questo rende più facile la distinzione in fase di diagnosi.» Quanto ai fattori predisponenti, in entrambi i casi conta molto la componente genetica. La Pitiriasi alba – come si è detto – si manifesta frequentemente nei soggetti atopici e caratterizzati da allergie a pollini, acari e alimenti; mentre si pensa che la comparsa della Pitiriasi versicolor sia legata principalmente al tipo di aminoacidi presenti sulla cute, oltre che a un abbassamento delle difese immunitarie dovuto per esempio a malnutrizione o a terapie con immunosoppressori.

 

Prevenzione e terapia

Se dunque non si può fare molto per prevenire queste dermatiti, ci sono comunque alcuni accorgimenti che è importante osservare.
«Per quanto riguarda la Pitiriasi versicolor» conclude la specialista «è meglio evitare indumenti sintetici che non lasciano traspirare la pelle, asciugarsi sempre bene dopo i lavaggi e usare detergenti con antimicotici naturali o farmacologici.

Nel caso della Pitiriasi alba, invece, è fondamentale applicare sempre una fotoprotezione alta quando ci si espone ai raggi UV, e utilizzare un detergente oleoso e uno steroide topico a bassa potenza appena si nota un principio di forma eczematosa (prima cioè che compaiano le chiazze vere e proprie). In questo secondo caso, infine, è particolarmente importante mantenere una buona idratazione della cute, perché nei soggetti che presentano la Pitiriasi alba vi è sempre anche un po’ di xerosi, ossia di secchezza cutanea diffusa.»
Quanto alle terapie, per la micosi è necessaria una cura specifica antifungina, mentre nel caso della forma alba è importante usare regolarmente degli emollienti e dei detergenti poco aggressivi che proteggano il film idrolipidico della cute.

 

A cura di: Natalia Mongardi

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