Unghe fragili: cause e rimedi

 Croce e delizia di molte donne: le unghie, che non sempre sono come noi le vorremmo, ma, al contrario, risultano fragili, facili a sfaldarsi se non a rompersi… Per poterle curare, è indispensabile conoscere i motivi che determinano una loro crescita stentata. Lo chiediamo alla dottoressa Riccarda Serri, specialista in dermatologia e presidente dell’Associazione internazionale di ecodermatologia Skineco.

Unghie fragili: cause e rimedi - EsseredonnaonlineDottoressa Serri, si dice spesso che le unghie sono lo specchio del corpo…
È proprio così. Potremmo anzi affermare che la nostra salute si misura “sull’unghia”, la quale rispecchia lo stato di salute generale: le unghie fragili, che si spezzano facilmente, che crescono poco e male, o eccessivamente “molli”, possono far pensare a carenza di minerali (specie ferro e zinco),  di proteine e amminoacidi, o di vitamine. In tali casi, occorre indagare sulla salute generale e, fatta la diagnosi, è possibile curarsi e restituire bellezza e vigore alle unghie.

Ma le unghie fragili non sono caratteristiche soltanto di un organismo ammalato: sono molto frequenti tra le donne attorno alla quarantina, e possono essere causate dal contatto continuo con sostanze irritanti come i detersivi. In questi casi, è necessario ricordarsi di proteggerle sempre, isolandole con cere e preparati specifici durante la giornata, e nutrirle la sera con oli e liquidi in grado di agire sia a livello della matrice, sia sulla parte dell’unghia a contatto con l’esterno. Altrettanto importante è individuare, tra le cause di unghie fragili, la diminuzione di estrogeni che si verifica in premenopausa e in menopausa: in tali fasi della vita di una donna, infatti, non è raro che le unghie diventino più sottili.

Ad aggravare la situazione, spesso ci si mettono anche i cosiddetti “funghi”. Le infezioni fungine delle unghie, che noi medici chiamano onicomicosi , sono i problemi più frequenti che possono colpire le estremità di mani e piedi. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulle Onicomicosi colpiscono il 16,1% della popolazione dai 45 anni ai 65 anni, e ben il 20,7% degli ultrasessantenni. Danneggiano prevalentemente i piedi, e soprattutto il primo (alluce) e il secondo dito. È bene non prenderle sottogamba: per questo consiglio di rivolgersi subito al proprio farmacista di fiducia o al dermatologo per ricevere consigli appropriati e giusti rimedi (oggi sono disponibili soluzioni molto efficaci). Un trattamento non tempestivo, infatti, potrebbe rendere l’onicopatia non solo brutta a vedersi, ma anche difficile da debellare.

Perché si prendono queste infezioni? Per prima cosa perché le unghie rappresentano un bersaglio assai sensibile. Ricordiamo che le unghie sono un annesso cutaneo, e la loro funzione è quella di proteggere l’epitelio delle falangi distali delle dita di mani e piedi, nonché le terminazioni nervose digitali. In esse possiamo distinguere 3 strati di cheratociti addensati: strato dorsale, strato intermedio e strato profondo. La micosi delle unghie si verifica quando un fungo si insidia su una singola unghia o su più unghie contemporaneamente. I responsabili di tutto ciò si annidano e proliferano negli ambienti caldi e umidi, come docce, piscine e palestre. Sono in grado di penetrare nella pelle attraverso piccolissimi tagli o, semplicemente, attraverso separazioni tra l’unghia e il cosiddetto letto ungueale. Solitamente l’infezione ha inizio dai margini laterali dell’unghia e il naturale colore roseo darà posto a toni opachi di bianco-giallastro, con annessa fragilità e unghie dolenti. Se non presa in tempo, si osserverà uno scollamento dell’unghia dal letto ungueale (onicolisi ) ed una ipercheratosi  reattiva sub ungueale, con ispessimento della lamina. Per quanto riguarda i possibili fattori predisponenti per lo sviluppo di queste patologie, alcuni ipotizzano diabete, micosi passate, alluce valgo, patologie vascolari e dermatite atopica

Esistono due principali classi di funghi, che possono causare le micosi ungueali:

  •  i funghi filamentosi: i più comuni patogeni delle unghie. Tre le specie coinvolte: trychophyton rubrum (85%), trychophyton mentagrophyton (12%), Epidermophyton floccosum (3%). Queste specie sono in grado di attaccare e digerire la cheratina;
  •  i lieviti, e in particolare la Candida albicans. Caratteristica di questa infezione è una deformazione a cucchiaio dell’unghia.

Consiglio utile per quanto riguarda i piedi: se alcune cuticole si staccano, creando il tremendo effetto “pellicina”, non bisogna assolutamente tagliarle o, peggio ancora, tirarle: l’unghia potrebbe infettarsi. Invece può essere d’aiuto continuare ad ammorbidirle con un prodotto emolliente.

Negli ultimi tempi è diventato sempre più di moda lo smalto semipermanente: che cosa ne pensa la specialista? Io cerco di mettere sempre in guardia da questo trattamento estetico perché, se certamente comodo (è garantita una manicure perfetta per due settimane), prevede però un rovescio della medaglia non indifferente. Il benessere delle unghie viene messo infatti a dura prova da questo tipo di decorazione, esponendo al rischio di danni che possono richiedere anche molte settimane per risolversi: ad esempio, l’unghia può indebolirsi, spezzarsi o avere una reazione allergica e assumere un antiestetico colore giallastro.

 Nello specifico, questo tipo di smalto può provocare danni duraturi, causati dall’asportazione tramite solventi e lime. L’acetone, ad esempio, è usato per rendere permeabile lo smalto che poi viene rimosso del tutto, limando in modo anche aggressivo l’unghia. Questi passaggi risultano altamente nocivi per l’unghia, a cui rischia di essere asportato uno strato corneo. Se le cose vanno in questo modo, il danno è fatto ed è per lo più irreversibile. Purtroppo non finisce qui: secondo i dati di uno studio statunitense, i raggi UV, utilizzati per fissare lo smalto, possono risultare induttori di sostanze cancerogene. Infine, lo smalto semipermanente contiene degli ingredienti, quali la formaldeide e il toluene, che potrebbero provocare delle reazioni allergiche. È perciò sempre consigliabile controllare, prima dell’applicazione, gli ingredienti presenti nello smalto. Per correre ai ripari, quando ci si ritrova con unghie fragili, sciupate e ingiallite, esistono prodotti specifici per nutrirle e rinforzarle, ma servono tempo e pazienza, a volte  mesi, per rimediare ai danni che ormai si sono fatti.

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