Dall’euforia alla depressione, il Disturbo Bipolare

Dall’euforia alla depressione, il Disturbo BipolareDisturbo bipolare. Come sempre se ne parla soprattutto quando la questione tocca nomi famosi. E la lista di personaggi celebri affetti da Disturbo Bipolare, o maniaco-depressivo, è lunga e periodicamente finisce sotto i riflettori. È capitato, per esempio, quando si è tolto la vita l’attore Robin Williams, che appunto soffriva di questa patologia che fa andare l’umore sull’altalena. Perché riassumendo in modo estremo di questo si tratta. Di un’alternanza di stati emotivi contro-polari, che porta chi ne è affetto a passare da fasi di eccitamento estremo ad altre di forte inibizione e vera e propria depressione.

 

Il disturbo va affrontato subito, dai primi segnali
Il disturbo bipolare
, anche quando gli esiti non sono eclatanti o drammatici in modo estremo, è comunque un problema molto serio.
Se non affrontato in modo tempestivo e articolato, può avere conseguenze invalidanti sulla vita delle persone, per il suo impatto che coinvolge sia la sfera personale che quella sociale. Le relazioni affettive e la vita sociale e professionale.
Ciò non toglie che nel corso dei secoli (i confini della malattia maniaco-depressiva hanno iniziato a essere definiti verso la metà del 1800) siano stati affetti da Sindrome Bipolare alcuni dei personaggi più creativi nelle diverse arti. Tanto per rendere l’idea, scrittori come Edgar Allan Poe, Virginia Woolf, T.S. Eliot, Emily Dickinson, Ernest Hemingway. Ma anche in ambito musicale: compositori come Beethoven o Tchaikovsky e icone contemporanee e drammatiche come Kurt Cobain. Mentre tornando al cinema, sono “bipolari” Francis Ford Coppola, Mel Gibson, Catherine Zeta-Jones o Ben Stiller. Nomi famosi per un disturbo che secondo le stime del NIMH, il National Institute of Mental Health, colpisce circa l’1,2% della popolazione sopra i 18 anni. Senza particolari differenze di sesso e con una comparsa media tra i 18 e i 30 anni. Il primo disturbo fa infatti la sua apparizione, solitamente, alle soglie dell’età adulta, per poi ripresentarsi con frequenza varia nel corso dell’intera vita.

 

I principali sintomi e segni premonitori
Per quanto riguarda le varie forme con cui il disturbo bipolare può manifestarsi, vengono differenziati almeno tre tipi di sintomatologia.

Nel Disturbo Bipolare di Tipo I si hanno uno o più episodi maniacali o ipomaniacali protratti per almeno una settimana, in cui il soggetto è preso da stati di eccitazione estrema, euforia, comportamenti irrazionali ed eccessivi dal punto di vista sessuale e/o comportamentale. O anche uno o più episodi misti in cui le manie, le condotte compulsive e la depressione si manifestano contemporaneamente, con un umore che varia in tempi e modi molto rapidi e immotivati.

 

Il Disturbo Bipolare di Tipo II, invece contempla la presenza di almeno un episodio maniacale spontaneo alternato a uno di depressione maggiore, in cui si sviluppano anche tendenze auto lesive o suicidarie. Il disagio è significativo dal punto di vista clinico. Ma è altresì vero che sono proprio le persone affette da questa seconda tipologia di disturbo a presentare spesso accentuate inclinazioni artistiche. Che a volte si traducono, durante le fasi ipomaniacali protratte, in periodi di creatività estrema e apparentemente instancabile produttività. A differenza del tipo precedente, che ha uguale incidenza nel sesso maschile e femminile, questa seconda tipologia è più frequente nelle donne.

 

Viene poi chiamato Disturbo Bipolare Non Altrimenti Specificato (NAS) quell’insieme di sintomi non precisamente collocabili in una delle tipologie già descritte. Perché non ne soddisfano pienamente i criteri, per esempio dal punto di vista della durata: capita quando le alterazioni dell’umore non raggiungono la durata minima fissata come indicativa. Anche se va ricordato che come tutte le classificazioni, anche queste sono parziali forzature nelle quali non sempre può essere incasellata la realtà umana.

 

Infine il Disturbo Ciclotimico, che si diagnostica quando in un lasso di tempo più lungo, pari ad almeno due anni, si registrano ripetuti episodi ipomaniacali, intervallati da periodi depressivi che non sfociano tuttavia in una depressione maggiore. Le abilità sociali risultano compromesse, e possono esservi conseguenze in ambito lavorativo, personale, economico (quando il soggetto spende in modo compulsivo, o investe senza un fase di riflessione in iniziative finanziarie azzardate). Si tratta tuttavia di una forma più lieve di questo disturbo, perché l’intensità delle fasi di mania e di quelle depressive si mantiene moderata. Anche la sua incidenza è minore, e si ferma tra lo 0,5 e l’1%.

 

Cause e Terapia
L’eziologia del disturbo è quanto mai variegata, e comprende fattori di tipo genetico, biologico e ambientale. La componente genetica è stata accertata e costituisce un fattore di rischio importante per lo sviluppo della patologia maniaco-depressiva. Tanto che chi ha un parente (e soprattutto un parente prossimo) che ne soffre ha sicuramente una maggior probabilità di svilupparla. Tra le cause biologiche vengono considerate prima di tutto le anomalie del sistema endocrino, e in particolare l’eccesso di produzione di cortisolo, che appare correlato con l’insorgenza di depressione. Ma un ruolo spetta anche al deficit della serotonina, che determina sul sistema nervoso centrale effetti paragonabili alla depressione. Nei soggetti predisposti, infine, il disturbo bipolare può essere scatenato dall’associazione con particolari fattori ambientali e stili di vita: stress molto intensi e prolungati, alterazioni significative dei ritmi di sonno-veglia, abuso di alcol, droghe o sostanze stimolanti. Allo stesso modo deve essere articolato l’approccio terapeutico, che può affiancare per esempio la psicoterapia cognitivo-comportamentale alla somministrazione di farmaci che servano soprattutto a stabilizzare l’umore e diminuire l’intensità delle crisi.

 

 

Fonti

– American Psychiatric Association – DSM-5. Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Raffaello Cortina Ed, 5° ed

– McElroy SL1, Keck PE Jr – Metabolic syndrome in bipolar disorder: a review with a focus on bipolar depressionJ Clin Psychiatry 2014 Jan;75(1):46-61

– Carvalho AF, Dimellis D et al – Rapid cycling in bipolar disorder: a systematic reviewJ Clin Psychiatry 2014 Jun;75(6):e578-86

– Baldessarini RJ, Tondo L, Vázquez GH – Pharmacological treatment of adult bipolar disorderMol Psychiatry 2018 Apr 20

– Vieta E, Berk M, Schulze TG et al – Bipolar disordersNat Rev Dis Primers 2018 Mar 8;4:18008

 

– Spijker AT, van Zaane J et al – [Bipolar disorder and alcohol use disorder: practical recommendations for treatment, based on a literature review]Tijdschr Psychiatr 2018;60(2):87-95

 

 

 

 

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