Depressione post-vacanze, se il rientro ci deprime

Depressione post-vacanze, se il rientro ci deprimeLa «depressione post-vacanze», diciamolo subito: non esiste. Nel DSM-V, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il più utilizzato da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo, non ve n’è traccia. E gli esperti parlano quantomeno di esagerazione. Insomma, non è una malattia. E forse non è neanche una cosa seria. Certo è che quella sensazione di diffuso malessere, quel cattivo umore, quella svogliatezza, quell’apatia, quella nostalgia malinconica che accompagna il rientro dalle vacanze colpisce tanti, tantissimi.

 

 

Depressione post-vacanze, post vacation blues o stress da ritorno: secondo l’Istat ne soffre più di una persona su dieci; secondo l’Oms (WHO) addirittura il 50% dei post-vacanzieri). E lo fa in modo democratico, senza distinzione di età, sesso, conto in banca.
Puoi aver trascorso un mese in barca a vela sulle acque cristalline dei Caraibi o una settimana in pensione completa sulla riviera romagnola, puoi aver fatto trekking sulle montagne del Tibet o aver trascorso giornate intere su un campo da golf ai piedi delle Dolomiti, puoi esserti scatenata nelle discoteche di Ibiza, aver macinato chilometri tra una costa e l’altra degli Stati Uniti oppure aver oziato su un’amaca cullata dal vento in una piccola isola dell’Egeo. È lo stesso. Una volta tornata in città, di fronte alla posta che trabocca dalla cassetta (e non sono mai buone notizie!), alla prima lavatrice da caricare, alla casa da riassettare, al ritorno in ufficio, al ritorno dei figli a scuola che si avvicina, alle mille scadenze che si accavallano, ecco che arriva quel pugno allo stomaco che toglie respiro.

 

Non conta la durata della vacanza e nemmeno il suo esito

Se non è stata all’altezza delle aspettative, scatta l’effetto delusione; se al contrario è stata un’esperienza straordinaria, unica, la prospettiva di undici lunghi mesi da far passare prima della prossima, getta nello sconforto. In tutti i casi, bastano pochi giorni perché l’umore scenda ai livelli pre-vacanza. Lo conferma anche uno studio sui tweet estivi che ha monitorato 37 milioni di cinguettii e i movimenti di 180 mila persone: è risultato che le parole felici aumentano nettamente con la distanza da casa e diminuiscono quando si lascia la meta della villeggiatura per tornare alla base.

 

Che fare dunque? Un nuovo inizio, con buoni propositi…

La soluzione non può certo essere quella di rinunciare alle vacanze per evitare il rischio di depressione da rientro. Né quella di lasciarsi andare all’idea di una vacanza perpetua, una vita sempre in viaggio e in costume: fidatevi, resterà un sogno. La risposta sta nel fatto che la depressione post-vacanze, come detto, non esiste. È un mito. Stanchezza e inquietudine, perdita di appetito o aumento della fame, tristezza e malinconia si evitano convincendosi che il ritorno alla normalità, alle proprie cose, alle proprie abitudini non è poi così male. Pensiamo che l’anno inizi adesso. E, in fondo, è un po’ così, settembre è l’occasione per un nuovo inizio, per nuovi progetti, per nuovi entusiasmi. Volendo, anche per iniziare a programmare la prossima vacanza, no?

In tutti i casi, comunque, è buona regola cominciare ad abituarsi al rientro per tempo e prepararsi in modo progressivo alla nuova (vecchia) routine. Meglio dunque evitare le ore piccole e le grandi abbuffate negli ultimi giorni di vacanza; meglio ancora rientrare qualche giorno prima che terminino le ferie per riprendere con gradualità le attività consuete. Voi, siete riuscite a farlo?

È fondamentale poi tornare in fretta a un’alimentazione corretta e bilanciata (che in vacanza, magari, ha lasciato campo ai peccati di gola), evitare di seppellirsi in casa e soprattutto fare un po’ di sport. L’attività fisica, infatti, aumenta i livelli di endorfina nel sangue, altrimenti noto come ormone della felicità. Passeggiare a ritmo sostenuto in pausa pranzo, pedalare per un’oretta al tramonto, fare un po’ di nuoto, magri all’aperto finché il clima regge, ha effetti benefici sul sistema immunitario e aiuta a smaltire tutti gli eccessi alimentari dell’estate.
A proposito di cibo: ricordate che il cioccolato fondente, le lenticchie, la verdure, la frutta e le noci hanno benefici antidepressivi, migliorano il sonno e aumentano la capacità di concentrazione. Esattamente come gli acidi grassi omega 3 di cui sono ricchi pesci come la trota, il pesce spada, lo sgombro, il merluzzo, il tonno, le sardine e le aringhe. Vanno invece evitati gli alcolici, limitati il tè e il caffè, gli insaccati e il latte. Almeno per i primi tempi.

Il lavoro più importante di tutti, però, va fatto su sé stessi. Per conoscersi meglio e imparare a gestire le proprie insicurezze, che nei momenti di cambiamento cercano di prendere il sopravvento. «La società», come non si stancano mai di ripetere gli psicologi, «propone modelli di persone sempre sicure e vincenti, ma in realtà si tratta proprio dei soggetti più fragili». Bisogna invece riuscire a piacersi proprio con i propri limiti, per dimostrare a sé stessi che nei momenti difficili si è più forti di quel che si pensa.
E poi basta un po’ di training autogeno per convincersi che gli impegni che ci aspettano non sono montagne insormontabili da scalare ma obiettivi ambiziosi da superare. E che se il lavoro non regala le soddisfazioni che ci si aspetta, basta concentrarsi sugli agli altri aspetti della vita: in primo luogo i propri affetti, ben più importanti.

 

 

References

Back to work blues you’re feeling are real, and treatable »

– Beat the post-holiday blues »

Three Strategies To Avoid The Post-Vacation Blues »

Ritorno dalle vacanze: il 10% degli italiani accusa il “post-vacation blues” »

Stress da rientro: cos’è e come si combatte il post vacation blues »

 

 

 

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