Emozioni: nella mente e nel corpo

Emozioni: nella mente e nel corpo - EsseredonnaonlineRagione e sentimento.
Mente e corpo. Cuore e testa. Immagini che comunemente sono accostate per contrapposizione, soprattutto quando si parla del modo in cui sentiamo il mondo. E invece, una larga parte dell’opinione scientifica è sempre più orientata verso un “approccio unitario” alla cosiddetta neurobiologia dell’emozione. In altre parole a una lettura complessa dei fenomeni emotivi, che allaccia i sentimenti alla chimica cerebrale e al cosiddetto sistema mente-corpo. How we feel (come sentiamo, appunto) è il titolo di un recente libro di Giovanni Frazzetto, tradotto in italiano da Rizzoli come Perché proviamo ciò che proviamo (tradotto perché Frazzetto, nato in Italia, si è laureato in biologia molecolare allo University College di Londra e attualmente lavora a Berlino per l’Institute for Advanced Study). Nel libro lo studioso analizza – ma sarebbe più appropriato dire racconta, vista la capacità di coinvolgerci in un viaggio alla scoperta di noi stessi – vissuti come rabbia, odio, amore, paura, ansia, depressione. E lo fa muovendo dalla spiegazione scientifica ma lasciando poi entrare in scena – quando questa deve fermarsi – letteratura, teatro, psicoanalisi, filosofia. Perché i codici del nostro sentire sono troppo complessi per una spiegazione a senso unico. E perché, dopo gli studi di neuroscienziati come Antonio Damasio e Candace Pert, la mappatura delle nostre emozioni e dei processi cognitivi è un territorio che viene sì esplorato con rigore scientifico, ma mettendo da parte una volta per tutte il dualismo tra il cervello e il resto dell’organismo di cui esso fa parte.

Cartesio e il suo errore.
L’input più significativo alle riflessioni contemporanee l’ha dato Antonio Damasio. Portoghese trasferitosi negli Stati Uniti, e figura centrale delle neuroscienze, Damasio ha reso la “coscienza” oggetto di analisi scientifica. Il suo punto di partenza è che va confutata la distinzione cartesiana tra la mente (con fondamento non materiale) e il corpo. Per Damasio, viceversa, la razionalità e i processi decisionali sono strettamente connessi ai cosiddetti “marcatori somatici”. In pratica, le risposte automatiche che – nel momento di una scelta – l’organismo ci invia come segnale d’allarme in base alle passate esperienze. Lo scopo dei marcatori somatici è facilitare la selezione delle opzioni migliori dal punto di vista biologico ed evolutivo. Muovendo dall’osservazione di svariati casi clinici, Damasio sostiene che le emozioni vanno considerate come risposte fisiologiche che hanno lo scopo di ottimizzare le interazioni che l’organismo ha con l’ambiente che lo circonda. Nel suo più celebre saggio, L’errore di Cartesio. Emozioni, ragione e cervello umano (Adelphi), Damasio interpreta dati scientifici ed esperienze cliniche con questa esplicita chiave di lettura: mente, cervello e corpo sono indissolubilmente connessi e l’idea di un “pensiero puro”, svincolato cioè dalle emozioni e dai sentimenti, non ha alcun fondamento reale. La mente umana non può essere, in altre parole, paragonata a un computer: non potrà mai offrirci degli argomenti squisitamente razionali pro o contro una determinata scelta. Infatti, esisterà sempre un peso emotivo determinato dal bagaglio di esperienze, che ci darà indicazioni sulla base di sensazioni più o meno coscienti. C’è il corpo, quindi, in tutta la sua complessità e con tutti i suoi messaggi, dietro i sentimenti e le emozioni che percepiamo nelle più svariate circostanze. Scrive Damasio, a proposito dei sentimenti, che questi “ci aiutano a risolvere problemi non standard che implicano creatività, giudizio e processi decisionali, e che richiedono l’esibizione e la manipolazione di grandi quantità di conoscenza”.

Biochimica delle emozioni.
E i meccanismi della comunicazione interna tra mente e corpo sono stati anche al centro dei lavori di Candace Pert. La neuroscienziata e psico-farmacologa americana, scomparsa lo scorso anno, è nota principalmente per gli studi sul sistema immunitario e sui recettori degli oppiacei all’interno del cervello umano. Come autrice di Molecole di emozioni. La Scienza dietro la medicina del corpo-mente (Corbaccio), Pert è riuscita a sdoganare al di fuori dell’ambito strettamente accademico i misteri della chimica cerebrale. Protagonisti principali di tutti questi processi sono i neuropeptidi, sostanze chimiche prodotte dal nostro organismo, che agiscono come molecole messaggere attraverso un sistema di comunicazione con le cellule recettrici. In sintesi, in un organismo sano quando i neuropeptidi parlano trovano sempre dei recettori pronti ad ascoltarli. E secondo Pert è proprio la comprensione di questo passaggio di informazioni fittissimo che può trasformarsi nella mappa per comprendere, tra l’altro, i processi di malattia e di auto-riparazione. L’ambito in cui si è mossa Pert è stato quello della psicofarmacologia, che misura gli effetti dei farmaci e degli stati alterati di consapevolezza. Partendo dalle ricerche sugli oppiacei – in grado appunto di alterare la consapevolezza, e per questo usati in medicina per alleviare il dolore – il team di Pert è riuscito a identificare prima di tutto gli elementi recettori di questa droga nel cervello. Il passaggio successivo è stato individuare la beta endorfina, un neuropeptide oppiaceo sintetizzato dalle cellule nervose del cervello, e in grado di agire – fissandosi a recettori specifici – in zone lontanissime del corpo umano. Si entra così nel campo della biochimica delle emozioni: se era già stato dimostrato che rabbia, dolore, piacere & co sono mediati dal sistema limbico (che include ipotalamo, ipofisi e amigdala), le ricerche di Pert hanno aggiunto i tasselli successivi. Individuando i recettori degli oppiacei nel cervello, la neuro scienziata ha scoperto infatti che il sistema limbico ne è ricchissimo. Tanto per dare un’idea, amigdala e ipotalamo ne conterrebbero circa 40 volte più delle altre aree del cervello. Una volta accertate le basi bio-molecolari di questi processi mentali, quindi, i vissuti emotivi possono diventare uno strumento di lettura (anche scientifica) per i segreti del nostro benessere. Ed è più facile comprendere perché, per esempio, attraverso pratiche come il controllo del respiro o la meditazione, si possa intervenire sulla percezione del dolore, dell’ansia e di altre manifestazioni di quell’unico sistema chiamato ormai mente-corpo.

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