Favorire la resilienza nei bambini

Le difficoltà fortificano:  quante volte ce lo siamo sentite dire e quante volte lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. Ma quando spostiamo il punto di vista e ci caliamo nel ruolo di genitori, vorremmo soltanto evitare ai nostri figli tutte le esperienze negative e le difficoltà. Questo naturalmente va oltre le nostre capacità e le nostre possibilità. Qualcosa però possiamo fare: possiamo dotarli di un’ armatura solida e flessibile, fatta di resilienza.

Favorire la resilienza nei bambini - EsseredonnaonlineCosa si intende con questo termine, ancora poco noto? Resilienza  è un termine con cui in psicologia si indica  la capacità da parte di ognuno di noi di fronteggiare eventi traumatici, psicologici o fisici, in maniera positiva  e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.  Non tutte le persone, infatti, reagiscono alle stesso modo di fronte a una malattia,  un lutto,  una sconfitta o  una perdita: alcuni si abbandonano alla depressione, altri reagiscono con la rabbia, altri ancora riescono a trovare le risorse per affrontare il trauma e ad operare una sorta di “rinascita”.

Proviamo a spiegarlo con qualche esempio: pensate alla pittrice Frida Kahlo che dopo l’amputazione del piede, scrive nel suo diario: “Che bisogno ho dei piedi, se ho le ali per volare?”; o il pilota Alex Zanardi che  dopo l’amputazione di entrambe le gambe torna a camminare grazie all’uso di protesi e trova il coraggio di scherzare sulla sua menomazione dicendo: “Se dovessi rompermi di nuovo le gambe, questa volta basterebbe soltanto una chiave a brugola per rimettermi in piedi”.  Ecco queste parole sintetizzano quello che è lo spirito della resilienza.

Per comprendere meglio questo fenomeno, ne abbiamo parlato con la  dottoressa Sara Breschi, psicoterapeuta e psicoanalista  (www.sarabreschi.it )

Dottoressa Breschi, resilienti si nasce o si diventa?
È da tempo in atto un acceso dibattito tra gli studiosi che considerano la resilienza come un tratto di personalità, innato e stabile nel tempo e coloro che, invece, la considerano come un processo dinamico che varia nel tempo e nei diversi contesti. L’ipotesi più plausibile sostiene che la resilienza abbia, in realtà, una doppia natura: le qualità resilienti sono presenti come potenzialità in misura diversa in ognuno di noi fin dalla nascita ma, allo stesso tempo, possono essere diversamente potenziate durante tutto l’arco di vita

Perché alcuni individui sono più resilienti di altri?
La resilienza comporta lo sviluppo di capacità collegate sia a risorse interne, intrapsichiche, che esterne, sociali. L’insieme di una serie di caratteristiche di personalità e di fattori ambientali funzionano come fattori di protezione che fanno sì che alcune persone siano più resilienti di altre: avere vissuto un buon attaccamento nella prima infanzia; poter contare su persone amiche e fidate; essere flessibili, adattabili, curiosi; saper guardare gli accadimenti in prospettiva; assumersi le proprie responsabilità ma non le colpe altrui; avere senso dell’umorismo, immaginazione, interessi; saper comunicare; avere una fede, un progetto di vita; sentirsi utili nell’aiutare gli altri; prendere l’iniziativa, non restare passivi, non adagiarsi nel ruolo di vittima.

Favorire la resilienza nei bambin9i - EsseredonnaonlineQuanto conta la famiglia  per lo sviluppo di queste risorse nel bambino?
Il bambino per crescere ha bisogno di adulti solidi, presenti e responsabili, adulti che Boris Cyrulnik definisce “tutori di resilienza”. Il bambino ha bisogno di regole, poche ma chiare, di imparare a reggere le frustrazioni e trovare spazi per sognare, creare, crescere sereno, di una base solida su cui poggiare e a cui rivolgersi per accrescere la stima di sé, la curiosità, il senso critico, la creatività.
Secondo la  teoria dell’attaccamento, si ritiene che il comportamento e il tipo di relazione affettiva che i genitori stabiliscono con i figli avranno ripercussioni non solo sul modo in cui si organizza il legame genitore-figlio ma anche sulla possibilità del bambino di sperimentare in futuro un adattamento sicuro. I bambini che hanno potuto sperimentare una relazione stretta con una figura di accudimento accogliente, supportiva, sempre pronta e capace di riconoscere i segnali di sconforto, di disagio e altrettanto pronta a rispondervi in modo sollecito, divengono individui capaci di esprimere le proprie emozioni perché sanno che potranno contare sulla figura genitoriale nel momento del bisogno e ciò consente loro di mantenere e sviluppare una sicurezza interna. Per sviluppare le determinanti della resilienza, il bambino ha bisogno di adulti capaci di creare una relazione di fiducia. Se un’esperienza negativa o traumatica accade a un soggetto che ha avuto la possibilità di strutturare un attaccamento sicuro, l’impatto immediato dell’esperienza sarà minore e la possibilità di ripararla sarà decisamente superiore a quella di un soggetto che non ha avuto un attaccamento sicuro.

La presenza, inoltre, di un familiare disposto all’ascolto consente di mettere in atto un altro tutore della resilienza: il racconto. In un primo momento esso sarà interiore, cioè si tratterà di una narrazione a se stessi dell’accaduto, del suo significato e della sua collocazione all’interno della propria esistenza. In seguito, individuato un ambito familiare protetto ed accogliente, il racconto potrà divenire condivisione e scambio del proprio mondo emotivo, che potrà offrire spunti di aggiustamento della visione di sé, degli altri e del mondo.
Al trauma, da sempre etichettato come disturbante, si associa con la resilienza, un valore positivo che valorizza, di conseguenza, il dolore quale esperienza di arricchimento umano.

7 spunti per favorire la resilienza nei bambini

  1. Favorire l’autostima. E’ importante che i genitori trovino il giusto equilibrio tra protezione e autonomia, far sentire il bambino supportato e allo stesso tempo permettergli di confrontarsi con la realtà e le sue difficoltà.
  2. Comunicare la speranza. Il particolare legame di attaccamento rende i messaggi dei genitori più significativi e d’impatto rispetto a tutti gli altri messaggi ai quali i bambini sono esposti. Comunicare (non solo a parole) i giusti messaggi può quindi contribuire alla strutturazione di una mente resiliente. Cerchiamo di trasmettere soprattutto messaggi di speranza e di fiducia nel cambiamento.
  3. Importanza dei successi. Ciascun bambino dovrebbe poter sperimentare qualche successo e avere un’isola di competenza (riuscire in una materia scolastica, in una attività, in un gioco, sentirsi accettato, benvoluto…) da cui trarre energia vitale e ottimismo. Aiutate i bambini a scoprire i propri talenti e capacità
  4. Dare significato/Imparare dagli errori. Di fronte ad errori o insuccessi è importante aiutare il bambino a considerarli come occasione per imparare e non come giudizio su di lui. Per farlo, occorre avere attese realistiche. Accettare quindi gli errori come aspetti della crescita ed evitare i ricatti affettivi poiché spesso i bambini sono convinti di essere accettati solo se hanno successo.
  5. Avere delle regole di comportamento. Un ambiente strutturato e delle regole chiare favoriscono la resilienza perché le strutture esterne promuovono le strutture interne: un bambino impara l’autocontrollo da aspettative chiare, regole e rinforzi. Inoltre una struttura è essenziale anche per esplorare il mondo: avere delle persone che sappiano dire «si» e «no», con calma, fa sentire sicuri per prendere iniziative e imparare.
  6. Stimolare la creatività valorizzare il gioco, la metafora, l’umorismo: queste attività aiutano ad esprimere e integrare le emozioni forti quali l’ansia, la paura, l’angoscia e sono valide esperienze di sostegno affettivo che permettono il recupero di quella sicurezza affettiva che favorisce la rielaborazione e il passaggio a meccanismi di difesa più adattivi.
  7. Sviluppare una buona rete sociale Una solida e ampia rete di rapporti interpersonali è in grado di fornire un ampio spettro di supporto emotivo, informativo e materiale utile a rafforza la resilienza stessa. Aiutiamo i bambini a costruirsi un’ampia rete di amici che lo accompagneranno nel suo cammino

A cura di Francesca Memini

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?