La dipendenza affettiva come arma: il perverso narcisista

Il perverso narcisista è spesso insospettabile, capace di mostrarsi seducente e premuroso mentre dietro la maschera è subdolo e spietato. Schematizzando, si può dire che è colui che mette in atto una sistematica manipolazione all’interno della coppia (le statistiche dicono che ad attuarla è quasi sempre l’uomo nei confronti della donna), per modellare a suo piacere la personalità del partner, creandogli una dipendenza affettiva che pesa nella vita quotidiana, minandone l’autostima e conducendolo a poco a poco alla sudditanza, all’apatia, alla depressione.

Ne abbiamo parlato con Pascale Chapaux-Morelli, autrice – insieme a Pascal Couderc – del libro “La manipolazione affettiva nella coppia” che lavora tra Italia e Francia e su questo tema coordina iniziative, counseling psicologico e gruppi di parola.

Nel libro parlate di due tipi di manipolazione psicologica, una più innocua e quasi sempre presente nella coppia, e una patologica e molto rischiosa. Può riassumerle brevemente?
Tutti cerchiamo, in certi momenti, di ottenere qualcosa di più dal partner, di indurlo a questa o a un’altra azione. In queste occasioni mettiamo in atto una manipolazione che è però abbastanza innocua, in quanto occasionale, sporadica, superficiale e soprattutto rinunciabile. Siamo cioè in un contesto non dannoso per entrambi, tanto più se il potere è gestito in alternanza dall’uno e dall’altra. Quando invece la manipolazione è sistematica, frutto di una tattica ben rodata, quando mina a diminuire o addirittura distruggere l’altro, quando è l’unica procedura contemplata, allora non è più innocente né innocua: avviene ai danni (psicologici) del partner che la subisce.

 

È possibile indicare in quali casi la tendenza di un partner a prevaricare silenziosamente l’altro rischia di sconfinare in un atteggiamento da perverso narcisista?
Non si diventa perverso narcisista per caso, o all’improvviso. Tuttavia, come accade per molte patologie, anche questa può emergere in modo lampante in determinate occasioni: ad esempio, le donne che si rivolgono alla nostra associazione raccontano spesso che il vero carattere del compagno è emerso subito dopo il matrimonio, alla nascita di un figlio o in un momento di difficoltà professionale del partner: insomma, sia quando il manipolatore si trova in una situazione di instabilità, sia quando si sente ormai sicuro della “presa”, con la donna ormai “ prigioniera” della relazione. A quel punto la seduzione non serve più, e l’ambiguità del carattere perverso diventa più visibile. Spesso poi questi individui cambiano atteggiamento da un giorno all’altro, lasciando la partner nello sgomento completo.

 

Può tracciare un identikit essenziale dei due tipi di personalità che instaurano questo tipo di rapporto perverso: il “carnefice” e la vittima predestinata?
Il punto che hanno in comune è la fragilità narcisistica. Ma mentre l’uno compensa questa frattura con un eccesso di narcisismo e una sopraffazione totale, l’altra dubita facilmente di sé, si lascia condizionare, perdona tutto. Per autoriparazione uno dei due prende, e l’altra dà. La vittima è inizialmente piena di vita, di interessi, desiderosa di dare ma poco sicura di sé: ha bisogno di conferme e si lascia coinvolgere velocemente nella relazione, aspettandosi molto. Viceversa, la persona perversa possiede un fiuto infallibile, sente la potenziale vulnerabilità dell’altro ma è molto difficile che all’inizio della conoscenza si lasci individuare, perché più un individuo è un perverso relazionale, più lo sa nascondere. Tuttavia, bisogna stare in guardia se con il nuovo partner ci si sente a disagio senza capire il perché, se le sue attenzioni sembrano eccessive, se ha degli sbalzi di umore sospetti, se parla poco di sé, se alterna momenti in cui è molto presente ad altri in cui è del tutto assente. In questi casi, bisogna agire con la massima prudenza, per non ritrovarsi presto così coinvolti nella relazione da non riuscire a spezzarne facilmente il meccanismo.

 

Nel libro, si fa riferimento agli epiloghi di cronaca nera e ai dati dei maltrattamenti in famiglia. Crede che dietro le violenze di coppia sia quasi sempre individuabile un rapporto del tipo da voi tratteggiato?
In questi fatti di cronaca la violenza psicologica è presente quasi sempre, tranne quando l’episodio è direttamente indotto dall’assunzione eccessiva di alcol o droga. Altrimenti, la violenza fisica ha comunque come contorno la violenza psicologica: solo una forte pressione e una grande dipendenza affettiva fanno sì che venga accettato ciò che invece è intollerabile. Tra l’altro, quando si chiede a una donna che viene regolarmente picchiata perché rimane con il partner, in genere risponde “Perché lo amo”. Solo un condizionamento psicologico può far amare chi fa del male, perverso o no.

 

In conclusione, può indicare i primi passi da compiere per uscire dalla morsa, prima di tutto interiore, di un perverso narcisista?
Prima di tutto parlare, confidarsi, cercare aiuto presso la famiglia, le amicizie, le associazioni. È fondamentale poi avere il sostegno di un professionista – psicologo e psicoanalista – per riuscire ad accettare di non essere quella che lui vorrebbe (consapevoli che tanto non sarà mai abbastanza!) e rinunciare alla speranza di aiutare l’altro a cambiare, vedendolo invece così com’è. Se si può, è importante avere un’occupazione esterna alla famiglia, anche per mantenere una propria indipendenza economica. Detto questo, con un perverso narcisista l’unica via di uscita è la fuga: proteggere beni personali e documenti, non esitare a denunciare i maltrattamenti e avvalersi dell’assistenza di un avvocato.

 

 

 

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Pascale Chapaux-Morelli

Scrittrice e presidente dell’Associazione di aiuto alle vittime di violenza psicologica. Lavora tra Italia e Francia e su questo tema coordina iniziative, counseling psicologico e gruppi di parola. Collabora con PsicOnline.

 

 

 

Pascal Couderc e Pascale Chapaux-Morelli
prefazione di Dacia Maraini

La manipolazione affettiva nella coppia.
Riconoscere ed affrontare il cattivo partner

Edizioni Psiconline

 

A cura di: Laura Taccani

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