Le regole del buonumore

Introduzione: cosa è la gioia
Paul Ekman, psicologo statunitense e autore di numerose ricerche scientifiche sulle emozioni, definisce la gioia come una delle 5 emozioni primarie, assieme a dolore, rabbia, paura e disgusto. Ma che cosa è davvero? La gioia, lo abbiamo probabilmente provato tutti almeno una volta nella vita, è un’emozione intensa e improvvisa, spesso caratterizzata non solo dall’esperienza del piacere, ma anche da una certa dose di sorpresa e attivazione. La gioia è effimera, immediata, senza vincoli e senza tempo. A differenza della felicità, che vive tra passato e futuro, la gioia si sprigiona nell’immediato presente, che non si può né trattenere né tantomeno perdere. In quei momenti il tempo scorre velocissimo e diventa inarrestabile; il futuro diviene roseo e visto come un orizzonte di possibilità infinite, senza pericoli.

Ma quali sono i momenti in cui si prova gioia? E come possiamo riconoscerli?
Ricerche su queste emozioni hanno identificato alcuni frangenti comuni in cui si prova gioia: la scoperta di un qualcosa che si pensava persa, l’incontro con una persona che non vedevamo da tempo, un successo inaspettato, un giudizio positivo da parte di altri.
Ognuno di essi è accomunato dalla sorpresa, dalla scoperta e con un effetto spontaneo e innato: il sorriso :-). Inoltre, tra gli eventi della vita capaci di far provare una gioia intensa troviamo:

  • Innamorarsi
  • Ottenere una promozione professionale o superare un esame
  • Guarire da una grave malattia
  • Sposarsi
  • Avere un figlio
  • Andare in vacanza

Immersi in queste situazioni, tutto appare sotto una luce diversa. La dimensione del qui e ora è vissuta con maggiore intensità; si percepisce una sensazione di “pienezza”, sia spirituale che fisica; il livello dell’autostima e fiducia in se stessi aumenta sensibilmente e ci si sente più in sintonia nelle relazioni con gli altri.

La felicità
La felicità, d’altro canto, è un’emozione secondaria. Secondo Argyle, il maggior studioso di questa emozione, essa è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo di tutte le necessità primarie, secondarie e sovrastrutturali cui ogni essere umano è soggetto: la buona salute, la sicurezza lavorativa e affettiva, il tempo libero, la realizzazione di sé.
La felicità è determinata anche dal numero e dall’intensità delle emozioni piacevoli che l’individuo sperimenta durante l’arco della sua esistenza.
Le persone felici provano una grande sensazione di benessere sia in termini psicologici, sentendosi più libere, serene ed ottimiste verso se stessi e le persone vicine; sia in termini fisiologici, percependo con meno intensità l’attività fisica. Soprattutto, chi è felice, sorride spesso. Un viso raggiante, allegro, luminoso è senza ombra di dubbio la manifestazione più rappresentativa e universalmente riconosciuta di “felicità”.
Sempre secondo Argyle, le persone estroverse tendono ad essere più felici perché hanno una maggiore attività sociale, fanno amicizia più facilmente e partecipano più frequentemente ad attività pubbliche e collettive dove possono trovare maggiori motivi di divertimento e interesse.
Le persone felici sono coloro che sono riuscite ad accettare se stessi, con tutti i loro pregi e difetti, che hanno raggiunto una vera e completa consapevolezza di se stessi e che hanno fiducia nelle proprie capacità. Siedono sull’ultimo gradino della piramide di Maslow.

Benefici e consigli per il raggiungimento del buonumore
La gioia, la felicità e gli stati d’animo positivi in genere possono influire in maniera considerevole sia sui comportamenti che sui processi cerebrali dell’individuo. Quando le persone sono di buonumore pensano con prospettive ottimiste, e si sentono in grado di poter affrontare qualsiasi evento, o quasi.
Si sentono più forti, audaci, coraggiose, piene di energie; i propri difetti appaiono meno gravi e tendono ad essere più generosi e disponibili con gli altri. Sono investite da un forte ottimismo che pone tutto sotto una luce diversa: il mondo circostante appare più colorato e desiderabile e anche le persone sembrano migliori.

Ed infine ecco alcuni consigli per raggiungere il buonumore:

  • Trascorrere tempo in compagnia di persone felici, lasciandosi coinvolgere dalla loro felicità
  • Evitare di attribuire interamente a noi stessi la responsabilità di eventi spiacevoli che ci accadono
  • Praticare attività fisica
  • Curare il corpo, la mente e la presenza fisica
  • Ampliare i propri orizzonti e le proprie conoscenze
  • Non confrontare la propria condizione (sociale ed emotiva) con quella di altri individui
  • Identificare ciò che ci appaga e ci fa star bene e praticarlo: musica, cinema, svago
  • Valorizzare ciò che ci piace del nostro lavoro
  • Non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
  • Aiutare spontaneamente chi desidera essere aiutato
  • Individuare il legame tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico a provocare una sensazione di malumore.

 

A cura di: Simona Forti

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