Le regole della convivenza felice

I cinici direbbero che l’unica regola che funziona davvero è: non fatelo, restatevene ciascuno a casa propria e godetevi un po’ (o un bel po’) di buon sesso senza impegni! Ma noi, che siamo inguaribili romantiche e ci commoviamo fino alle lacrime ogni volta che ci capita di essere testimoni della nascita di un amore, e poi di una convivenza, e infine di una famiglia, ci crediamo. E per questo vogliamo qui suggerire qualche regola basilare per far sì che le cose funzionino. O meglio, per evitare quegli errori madornali che rischiano di far naufragare un progetto di vita a due prima ancora che nasca.

Intanto, si potrebbe fare qualche prova: per esempio, una lunga vacanza insieme, che è un’ottima occasione per controllare il tasso di sopportazione reciproco. Se poi, superata la prova, si decide di andare sul serio a vivere sotto lo stesso tetto, la prima regola da mettere in pratica è: stabilire le regole. Eccole.

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La convivenza deve iniziare senza che nessuno rinunci ai propri interessi e alle proprie amicizie. Esaltare la propria individualità all’interno della coppia è sano e stimolante. Lo sappiamo tutti, ma bisogna riconoscerlo a voce alta. E non ci si deve sentire messi da parte quando l’altro trascorre una serata (o addirittura un weekend) lontano da noi. Anzi, bisogna incoraggiarlo.

Anche ricavarsi il proprio spazio fisico è fondamentale, soprattutto all’interno di una casa piccola. Serve un angolo dove riuscire a dar sfogo alla propria creatività e ai propri hobby. Anche, o soprattutto, a quelli non condivisi (o criticati) dall’altro.

E poi bisogna ricordarsi sempre che ognuno ha nella propria testa un ordine mentale (o un disordine creativo) che si rispecchia in quello fisico della casa in cui vive. Comprendere quello del proprio partner, e rispettarlo, evita sonore quanto inutili arrabbiature. Al proposito si consiglia una regola aurea: a ciascuno il suo tubetto di dentifricio, perché c’è chi lo preme al centro e chi lo preme dal fondo. E questi ultimi, di solito, quando lo trovano stropicciato la prendono sul personale.

A proposito di indipendenza, non dovrebbe mancare nemmeno quella economica. Le finanze sono l’argomento che in assoluto è in grado di far litigare di più, specialmente quando gli stipendi sono molto diversi. L’ideale sarebbe contribuire secondo le proprie capacità: si potrebbe decidere di partecipare alle spese con una percentuale fissa, in modo da non trovarsi a recriminare bollette o conti dei ristoranti.

Poi, bisogna iniziare a dividersi i compiti. Spesso, infatti, succede, che uno dei due (la donna, quasi sempre) si carichi di tutte le incombenze e di tutti gli impegni. All’inizio lo fa senza fatica, in modo naturale, sulla spinta di un amore e di un entusiasmo grandi così. Nulla di più sbagliato: la piena collaborazione è essenziale fin dal primo momento. Va pianificata e concordata. L’idea di fare dei turni sembra ottima ma non funziona quasi mai, meglio dividersi i compiti e decidere, per esempio, che lui butta la spazzatura e lei passa l’aspirapolvere, lei fa la spesa, lui paga le bollette, lei riempie la lavatrice, lui la svuota e stende i panni…

Il focolare, si sa, ha il suo fascino. Ma si sa altrettanto bene che pigrizia e routine uccidono la coppia.  Chiudersi in casa e a rinunciare agli gli svaghi di prima, dato che ora si sta insieme lo stesso, non è salutare. Piuttosto, fate l’abbonamento a teatro, andate al cinema, organizzate cene con gli amici. Esagerate e iscrivetevi a un corso di tango o, perché no?, di liscio.

Le bugie non sono ammesse. E nemmeno il complesso di Peter Pan (che di solito colpisce lui). Se non riuscite a liberarvene forse avete fatto un errore, una convivenza così non può funzionare.

In ogni caso, dopo, non bisogna avere paura di chiedere compromessi, qualche limite. Non si va a vivere insieme per farsi i fatti propri. E soprattutto bisogna sempre ricordare che le uniche persone in grado di accettare tutto di voi sono le vostre madri, e non sempre tra l’altro. Venirsi incontro è indispensabile per mantenere in vita qualsiasi tipo di rapporto.

A proposito di mamme, papà, fratelli, sorelle, zii e cugini: la famiglia bisogna saperla gestire. E bloccarla quando diventa troppo invadente. Di consigli e apprezzamenti non richiesti sul proprio compagno (o sulla propria compagna, ahinoi) non vi è alcun bisogno!

Se avete superato indenni tutti questi tranelli e siete arrivati fin qui, beh, ora inizia la sfida vera. Perché nulla va dato per scontato. L’avvio di una convivenza può portare sia la donna sia l’uomo a un eccessivo rilassamento. E un errore tipico è quello di sentirsi accasati, perdendo di vista il proprio aspetto fisico. Badare a se stessi, tenersi in forma, restare tonici, è un segno di rispetto personale ma anche reciproco. Ma soprattutto la coppia non deve mai sedersi: al contrario deve cercare nuovi stimoli per tenere sempre viva l’attività sessuale con fantasia e creatività.

Bene, siete arrivati fino in fondo. Ce l’avete fatta. Ora potete iniziare a fare passi avanti insieme e supportarvi nelle avversità. Perché alla fine, il bello della convivenza è sapere che a casa troverete sempre qualcuno che vi ama. Auguri e figli… femmine.

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