Positive coaching, ricominciare da sé

Positive coaching, ricominciare da séNel lavoro, nello studio, nelle diete, nella salute. E ancora, nelle situazioni di stress e di disagio, nei cambiamenti importanti, nelle dipendenze, nella malattia. In una parola, nella vita. Il positive coaching, o life coaching, o allenamento motivazionale, è una strategia che sta diventando sempre più indispensabile nel contesto attuale. In un’epoca, cioè, caratterizzata da situazioni di precarietà affettiva, lavorativa e sociale ormai pronunciata. Oggi praticare il positive coaching è come acquisire una competenza specifica, e ha a che fare col conoscere se stessi e trovare i propri punti di forza per raggiungere nuovi obiettivi. Prima di tutto dentro di noi.
Ne abbiamo parlato con la dottoressa Veronica Pacella, Life & Health Coach (veronicapacella.com). Che tanto per cominciare spiega: «Il life coaching permette di realizzare, nella propria vita, quei cambiamenti che fanno emergere una versione migliore e più autentica di se stessi. Si tratta di un vero e proprio percorso di crescita personale in cui si riconosce e si sviluppa il proprio potenziale, superando paure, resistenze e auto-sabotaggi che ci frenano o ci scoraggiano. Possiamo dire anche che il l.c. aiuta le persone a pensare e agire diversamente, in modo da prendere consapevolezza di quello che ritengono importante per se stesse e per la vita che desiderano, attuando dei cambiamenti duraturi che migliorino tutte le aree (o una in particolare) della propria vita». In pratica il l.c. aiuta a scoprire ciò che è davvero importante, a cominciare dai valori personali e dai punti di forza soggettivi, così da definire gli obiettivi e creare una strategia per raggiungerli.
Prosegue la dottoressa Pacella: «I pilastri del life coaching sono: focalizzarsi interamente sull’individuo e sulla sua auto-realizzazione; suscitare una spinta verso la crescita e l’apprendimento, orientare verso la soluzione, motivarla e supportarla. Questo significa incoraggiamento e presa di responsabilità, ma anche mantenimento di un generale distacco che consenta al coach di vedere gli ostacoli o le barriere che, stando immersi nella propria vita, non si riescono a cogliere. Attraverso domande semplici ma potenti, dunque, il professionista ci supporta step by step dal punto in cui siamo, fino a dove vorremmo essere. Ci si può rivolgere a un life coach, per esempio, se si ha la sensazione che nella propria vita manchi qualcosa, se si vuole dare spazio alle proprie esigenze, se si ha il desiderio di cambiare senza sapere bene cosa o in che modo. Se si vuole tirare fuori una parte di sé per migliorare il proprio benessere, o se si ha bisogno di un supporto durante una fase di passaggio. Le aree su cui si lavora sono quindi molto ampie: dalla salute alla cura di sé, dalla crescita personale alla famiglia, dal lavoro alle amicizie, alle relazioni sentimentali».
Quando e come. Generalmente un percorso di life coaching può durare 3 o 6 mesi, con sessioni ogni due settimane. Una volta focalizzati gli obiettivi, si costruisce un piano di azione, e una progressione verso di essi. È importante chiarire, a questo punto, che il coach non suggerisce mai cosa fare ma fornisce i feedback positivi, suggerisce le domande giuste e dà la fiducia necessaria. La risposta arriva comunque da dentro di noi. «La forma più diffusa oggi in Italia è quella del business coaching, in cui si opera soprattutto all’interno dell’azienda o nell’ambito lavorativo. Si stanno però affermando anche altre aree legate alla cura di sé, e a una concezione più olistica del benessere e della crescita personale. L’health coaching appunto».
Cosa non è. È interessante a questo punto vedere cosa non è il coaching. Definirlo per sottrazione, e non per addizione. Il coaching tanto per cominciare non è il counseling, che spesso si sofferma su problematiche del passato per capire cosa abbia condotto alla situazione attuale. Il life coaching invece considera solo il momento presente e quello futuro. Inoltre, non è assimilabile alla consulenza e alla formazione: i consulenti sono esperti del settore di riferimento, che danno consigli dicendo cosa fare e non fare esattamente. Il life coach invece crede che le persone abbiano già dentro di sé la soluzione di cui hanno bisogno per raggiungere l’obiettivo, che viene poi raggiunto attraverso il supporto e le domande poste nel modo giusto. Come dire: pensa positivo.

Come trovare un life coach adatto a noi.
Grazie a Internet, possiamo trovare coach anche dall’altra parte del mondo. Il punto è non accontentarsi di uno qualsiasi, ma di chi è in grado di sostenerci e aiutarci a crescere in tutti i modi possibili. Dobbiamo poterci fidare ed essere noi stesse al 100%. Riassume sempre la dottoressa Pacella: «Ogni life coach ha le sue caratteristiche e il suo stile, è importante quindi capire quali sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Dobbiamo chiederci di cosa abbiamo bisogno, focalizzarci mentalmente sugli obiettivi che vogliamo raggiungere o sui cambiamenti che vorremmo attuare. Il secondo passaggio è guardare i vari profili e cercare di capire quali sono quelli più in linea con noi. Terzo step, la conoscenza: come in ogni relazione che funzioni, è importante sapere qualcosa in più sul coach». Quindi, oltre a leggere il sito internet e il percorso, è bene fare dei colloqui conoscitivi. Spesso vengono offerte delle sessioni gratuite di prova. Infine… l’intuito: «Noi donne abbiamo un intuito molto spiccato e riusciamo spesso a sentire se una cosa è adatta a noi o meno. Anche in questo caso si possono ascoltare le proprie sensazioni e fidarsi di quello che si sente. Siamo le uniche a poter capire se è davvero la persona giusta per noi».
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