Problemi di memoria: impariamo a evitarli

Problemi di memoria: impariamo a evitarliLa memoria, nel corso della nostra vita, ha senza dubbio un ruolo di primo piano nel determinare chi siamo: registra emozioni e sentimenti, ci occorre per praticare qualsiasi attività, dall’andare in bicicletta al lavarsi i denti ogni mattina, dal guidare la macchina al parlare la nostra lingua madre; ci permette di riconoscere cose che abbiamo già visto o sentito, o che abbiamo percepito con l’occhio e l’udito e ci fa riconoscere sapori e sensazioni perché registra tutte le nostre esperienze sensoriali immagazzinandole all’interno del nostro cervello.

 

Memoria: certamente ci sono alcune informazioni che si ricordano meglio di altre; ad esempio i nomi delle persone di famiglia, appuntamenti importanti o graditi, la capacità di leggere e scrivere appresa a scuola, la data di nascita, capacità pratiche come guidare e abitudini quotidiane di routine.
E allo stesso modo ce ne sono alcune di cui più facilmente ci si dimentica: il posto degli oggetti ad esempio, i nomi o le date, a volte anche di compleanni o ricorrenze, i cambiamenti della routine quotidiana, le cose che in realtà non abbiamo voglia di fare o le informazioni senza importanza o che in qualche modo ci turbano o disturbano.
E così sentiamo spesso dire dalla gente di avere una “buona” o una “cattiva” memoria, come se questa fosse una parte tangibile di se stessi, un’oggetto che funziona o non funziona, o che va “deteriorandosi” specialmente andando avanti con l’età.
Quando poi ci capita di dimenticare qualcosa, anche solo cosa abbiamo mangiato ieri, sopraggiungono tutta una serie di sentimenti sgradevoli : imbarazzo, frustrazione, ansia, perdita di fiducia in se stessi e talvolta anche paura, soprattutto se l’episodio si ripete. Ma in realtà quasi tutti hanno una buona memoria per alcune cose e non per altre, e il motivo principale per cui si dimentica è la distrazione oppure perché non si usano le informazioni apprese.
Quando ci sono difficoltà di memoria, non è l’intero processo ad essere in avaria; ma semplicemente una parte, o più parti, di esso non funzionano più come dovrebbero.

 

Come funziona la memoria?
La memoria funziona sulla base di diversi processi: un processo di registrazione della nuova informazione, un processo di ritenzione o immagazzinamento nel cervello e un finale processo di recupero dell’informazione, detto anche rievocazione.
Se non si riesce a ricordare qualcosa è perché probabilmente non è stata registrata bene fin dall’inizio, o non è stata immagazzinata dopo esser stata registrata, o perché la fase di recupero dell’informazione “fa cilecca” da qualche parte.

 

Ci sono alcuni requisiti indispensabili per poter registrare e ricordare correttamente:

  • la fiducia in se stessi: ovvero credere di essere in grado di ricordare e sicuri di riuscirci;
  • l’interesse per la cosa da memorizzare: decidere cosa sia importante da ricordare ovviamente dipende dagli interessi personali;
  • la capacità di attenzione: l’attenzione dirige la mente verso qualcosa di specifico escludendo tutto il resto, più si usano i sensi e più chiaramente sarà registrata l’informazione e
  • la capacità di organizzare le informazioni: ciascuno organizza in maniera automatica le nuove informazioni sviluppando sistemi personali per registrarle, e il cervello le organizza formando anche delle associazioni con quello che già conosce.

Se nel tempo siamo diventati sempre più smemorati o semplicemente vogliamo migliorare la nostra memoria possiamo ricorrere ad alcune strategie pratiche da attuare quotidianamente come “allenamento mnemonico”.

 

Fare degli elenchi
Prima di fare la spesa, prima di un viaggio o di un trasloco e persino prima di andare dal medico può essere utile fare un elenco di ciò che ci serve.
Gli elenchi sono dei sussidi portatili della memoria, che ci salvano in molte occasioni, e per essere utilizzati al meglio devono essere tenuti in un posto dove sia facile ritrovarli, vanno scritti su fogli grandi in modo tale che siano facili da vedere e da leggere e, se sono molto lunghi, devono essere suddivisi in categorie.
Importante è poi “spuntare” di volta in volta la voce inserita una volta completata e tenere l’elenco sempre a portata di mano in modo da aggiungervi tutto quello che ci viene in mente.

 

Ricorrere ad agende e calendari
Il sistema dell’agendina tascabile è forse uno dei metodi più vecchi, più utilizzati e più efficaci di sempre. Se combinato poi con un’agenda più grande, magari settimanale, o un calendario, da tenere bene in vista a casa, sul quale annotare qualsiasi cosa vogliate ricordare, risulta ancora più utile.
Trasferite con regolarità gli impegni dall’agendina al calendario e utilizzate un posto fisso in cui tenere quest’ultimo con accanto una penna o una matita in modo che sia sempre a portata di mano.

 

Fare “esercizi di consapevolezza”
Questa strategia evita soprattutto il logorio dei nervi e vi aiuta a concentrarvi utilizzando tutti i vostri sensi e portandovi ad avere un’autodisciplina costante.
Non si tratta di esercizi complicati ma di semplici “check” da eseguire come ad esempio controllare gli elettrodomestici di casa prima di uscire, controllare il contenuto di borse e tasche per verificare di aver preso tutto quello di cui avete bisogno oppure controllare l’automobile per evitare di chiuderla con le chiavi al suo interno o con le luci ancora accese.

 

Sforzarsi di essere ordinati
È vero che ognuno ha il proprio concetto di ordine e, per alcuni questo non coincide con l’avere le cose “al proprio posto”; ma senza ombra di dubbio, in qualsiasi modo lo si consideri, l’ordine semplifica la vita e amico della memoria.
Basta semplicemente stabilire un posto specifico in cui tenere oggetti di uso quotidiano o importanti come gli occhiali o il telefono quando non li si usano, le chiavi di casa o della macchina, patente e documenti importanti, bollette e fatture da pagare, medicine…

 

Avere delle abitudini fisse
Essere ordinati non significa solamente assegnare un posto per ogni cosa. Per alcune persone la routine è indispensabile, quindi seguire delle abitudini fisse può essere un’ulteriore strategia molto efficace.
Per chi prende delle medicine ogni giorno, ad esempio, può essere utile mettere sul contenitore giornaliero un’etichetta con i nomi delle pillole, lasciare il contenitore sempre nello stesso posto, conservare i medicinali nel loro contenitore originario estraendone solo la dose giornaliera e, se dovete assumerle fuori casa, mettere ogni giorno nel contenitore portatile solo il numero esatto che dovete prendere.
Per i lavori domestici può essere efficace seguire le buone abitudini di un tempo: lunedì il bucato, martedì stirare, mercoledì spesa e via dicendo stabilendo un tempo regolare per ogni faccenda domestica. Anche in questo caso, soprattutto per quelle mensili od occasionali, un calendario può servire da promemoria.

 
 
A cura di Simona Forti

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