Quel mostro di mia suocera

Quel mosro di mia suocera -EsseredonnaonlineNell’immaginario collettivo viene descritta come una specie di mostro mitologico, metà donna e metà arpia. Ci hanno scritto sopra dei libri, sul come ammazzarla e vivere felici. È protagonista d’innumerevoli sketch comici e barzellette. Per i proverbi popolari, in tutte le regioni d’Italia, è la principale causa del fallimento di un matrimonio… Stiamo parlando, ovviamente, della suocera. Anzi, di quel mostro di mia suocera. Scrive, per esempio, l’umorista Antonio Amurri: «Quando Dio cacciò Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre, comunicò all’uomo che si sarebbe guadagnato il pane col sudore della fronte, e alla donna che avrebbe partorito con dolore. Non poté, causa la particolare situazione, aggiungere quella che sarebbe stata la punizione più sottile e perfida: “E tutti e due avrete una suocera”».

Ma stanno davvero così le cose? Le suocere sono tutte creature diaboliche? Come ha spiegato Claudio Risé, scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta «l’affetto e il bisogno dell’attenzione materna porta il figlio all’ostilità verso il padre, che della madre è il legittimo compagno, e soprattutto lo porterà poi a richiedere alla moglie le stesse attenzioni, le stesse gratificazioni, a suo tempo ricevute, o desiderate, dalla madre. Il giovane maschio, però, non combina questo guaio, per solito, tutto da solo. La madre, che diventa suocera dopo il matrimonio, cerca in lui – spesso fin dall’infanzia – gratificazioni e conferme. Per non perderlo poi, mette di frequente in guardia il figlio nei confronti delle altre donne. La frase “nessuna ti amerà come me” riassume bene questo accaparramento materno, che è anche un allontanamento delle altre donne».

Insomma, trattasi del ben noto complesso di Edipo. Non vogliamo qui, però, aprire un dibattito sull’opera di Freud o chiederci se la psicoanalisi sia una vera scienza o una pseudo-scienza, come la definì il filosofo Karl Popper. Né tantomeno intendiamo occuparci degli eventuali aspetti patologici. Più modestamente, vorremmo proporre un semplice manuale di sopravvivenza, per evitare che quei piccoli (o grandi) fastidi, che le critiche, le intrusioni, le gelosie, l’invadenza dei rispettivi genitori (si legga, la madre di lui) compromettano il rapporto di coppia e sfocino in una guerra senza quartiere.

Per riuscirvi, bisogna innanzitutto ammettere che, a dispetto della vulgata comune, dei proverbi, dei libri comici e delle barzellette, non si possono attribuire alla suocera tutte le colpe. O almeno non le si può puntare contro l’indice accusatore se prima non si è fatto nulla per stabilire le basi di una, quantomeno, pacifica convivenza.

Stabilito questo, ecco come procedere. Intanto fate sempre molta attenzione a come parlate della suocera al vostro partner: è pur sempre sua madre e lui tenderà a giustificarla anche di fronte a comportamenti palesemente indiscreti o sfacciati. Per lo stesso motivo, non commette mai l’errore di mettere il vostro compagno nella condizione di dover scegliere tra voi e lei.

Se poi vi piomba in casa senza preavviso (succede sempre), non meditate subito vendetta. Provate a mantenere un atteggiamento discreto. Anche se è difficile, alla lunga paga sempre. E quando siete insieme, cercate argomenti piacevoli e neutrali, magari chiedetele consigli sulla cucina o sulla gestione della casa. E glissate con savoir-faire su argomenti tabù come l’educazione dei figli o le vacanze insieme.

Quel mostro di mia suocera - esseredonnaonlineCercate di coinvolgerla, affidatele un compito e tenetela impegnata. Tanto lei lo farà lo stesso, ma se provate a escluderla, farà danni maggiori. Al contrario, se avete davvero bisogno che vi faccia un favore, magari che vi dia una mano a sbrigare qualche faccenda domestica, sappiate che eseguirà il compito a modo suo. E che, dunque, dovete escludere a priori critiche e contestazioni. Evitate, però, di reiterare le richieste: il rischio è che diventino prestazioni automatiche, facendovi perdere il controllo della situazione e la vostra autonomia.

Ricordate che le suocere invadenti possono essere molto prevedibili: se già sapete che farà commenti fuori luogo, che vi riprenderà alla prima occasione, che non mancherà di sottolineare ogni vostro più piccolo errore, preparatevi in anticipo risposte diplomatiche. E un sorriso, diplomatico pure quello.

Se insiste perché le lasciate vostro figlio, cedete. Ma prima mettete dei paletti. Per esempio, assicuratevi che gli faccia fare il suo sonnellino o non gli dia da mangiare fuori pasto. E, nel caso in cui non rispetti il vostro volere, avrete una formidabile arma da giocare a vostro favore: nessuno potrà più darvi torto quando spiegherete perché non desiderate più lasciarle il piccolo. In ogni caso tenete a mente che i suoceri tendono a viziare i nipoti e fanno benissimo. È il loro compito: se mamma e papà rappresentano la regola, i nonni sono l’eccezione. Per questo, è importante non impiegarli (o non impiegarli troppo spesso) come genitori di complemento.

In ogni caso, quando e se i rapporti si fanno critici e la situazione complicata, la strategia migliore è affrontarla. Discutete, con calma naturalmente, argomentate le vostre ragioni e la vostra prospettiva. E valutate insieme se ci sono punti di incontro.

E, comunque, ricordate sempre che, con un po’ di fortuna, prima o poi diventerete suocere pure voi!

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