Rimuginio e ruminazione: quando il cervello non si spegne

Rimuginio e ruminazione: quando il cervello non si spegne - EsseredonnaonlineVi capita mai di essere ossessionati dai vostri pensieri? Vi addormentate la sera con un pensiero fisso che ritrovate puntualmente anche al mattino? Se dovete affrontare una situazione nuova continuate a tormentarvi su cosa potrebbe andare male? Quando vi succede qualcosa di spiacevole non fate altro che domandarvi perché?
Bene, anche voi fate parte del club dei rimuginatori: non c’è molto da andarne fieri, però. Infatti anche se generalmente si crede che il pensiero astratto sia il migliore risultato dell’evoluzione, concentrarsi sulle cose che non vanno non è affatto una soluzione adattiva, né una strategia efficace per risolvere un problema.
Ma cominciamo a fare chiarezza sui termini. In psicologia si distingue tra rimuginio (worry) e ruminazione (rumination): il tratto comune è un’iperattivazione delle facoltà cognitive, che invece di aiutarci a trovare una soluzione ci bloccano e innescano una spirale di negatività. La differenza è che il rimuginio si focalizza sul futuro mentre la ruminazione sul passato: mentre il rimuginatore mette in moto il cervello per prevedere o prevenire eventi negativi in situazioni di incertezza, il ruminatore si crogiola nelle sue disgrazie e nei suoi dolori.

Un esempio di rimuginio potrebbe essere quello di una persona che ha paura di volare ed è costretta per lavoro ad affrontare un viaggio in aereo. Nelle settimane precedenti i suoi pensieri saranno occupati da previsioni catastrofiche e tentativi di prefigurazione, in uno stato di ansia crescente e onnipervasivo che impedisce di godere della vita quotidiana. Nonostante la sensazione sia quella di fare qualcosa, di aumentare la nostra capacità di prevedere il futuro, in realtà siamo bloccati, bloccati nel rimuginio. Non facciamo nulla in concreto per risolvere il problema, se non pensarci. Come se pensare alle eventualità future in qualche modo ci permettesse di controllarle.

Il caso classico di ruminazione, invece, è per esempio quello del lutto: quando una persona cara ci lascia, ci sentiamo quasi in dovere di concentrarci su quello che è successo, ci impantaniamo nel nostro dolore domandandoci perché, ed evitiamo tutte le situazioni che potrebbero distrarci. E’ chiaro che non si tratta di una soluzione, ma allora perché lo facciamo? Perché in questo modo procrastiniamo l’accettazione e l’elaborazione del lutto, mantenendo un legame con il passato. Non ci concediamo di vivere il presente – che può essere più intensamente doloroso rispetto all’elaborazione astratta del passato, tipica della ruminazione – per impedirci di andare avanti.

Rimuginare fa male alla salute

Purtroppo il rimuginio/ruminazione non è solo una cattiva abitudine: anche quando non si tratta di una situazione patologica questa modalità di affrontare i problemi incide significativamente sul nostro benessere mentale e perfino sulla nostra salute fisica.

  • La ruminazione aumenta i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Una situazione di stress prolungato può causare ipertensione e diventare un fattore di rischio per la salute del nostro cuore 
  • Incide sulla concentrazione e sulla capacità di attenzione perché le nostre energie sono distolte continuamente dai pensieri negativi
  • Ci rende meno proattivi nella ricerca di una soluzione
  • Aumenta il rischio di disturbi dell’alimentazione e di binge drinking – banalizzando: bevo o mangio per non pensare 
  • Aumenta il rischio di ansia e depressione patologiche

Cosa fare per uscirne

A questo punto si pone la fatidica domanda: come posso smettere di ruminare? Se siete davvero dei rimuginatori da competizione anche questa domanda vi sta procurando un bel po’ di pensieri. E allora proviamo noi a darvi qualche suggerimento.
Il primo suggerimento è agite con gradualità, un passo alla volta: non pretendete da voi stessi di spegnere il cervello immediatamente, perché non ci riuscirete. Provate però a relegare il rimuginio in un tempo delimitato: dedicate un momento preciso della giornata ai vostri pensieri ricorrenti, un appuntamento fisso quotidiano che però vi permette di non distogliere attenzione ed energia da quello che farete durante il resto della giornata. Scoprirete così che non solo siete in grado di controllare il rimuginio, ma che molto spesso non esiste nemmeno un vero e proprio motivo di preoccuparsi.

Un altro aspetto importante è rompere la spirale di negatività generata dal rimuginio: per farlo il nostro consiglio è quello di dedicarvi ad attività che aumentino i pensieri positivi. Per esempio lo sport, che ha il vantaggio di aumentare il rilascio di endorfine, ma anche a un hobby che vi appassioni.

Infine, vivete nel presente, non nel passato o nel futuro. Facile a dirsi, ma come si fa?
Potreste provare con la meditazione: secondo un recente studio del Department of Psychiatry della Yale University School of Medicine, alcune tecniche di meditazione sono in grado di “spegnere” una specifica area del cervello, responsabile di quel costante riemergere di idee e pensieri che distoglie la nostra attenzione dall’esperienza presente. Lo studio ha dimostrato anche che l’ “allenamento” alla meditazione porta i suoi effetti benefici anche nella vita quotidiana non solo durante la pratica. Le tecniche considerate comprendono:

  • CONCENTRAZIONE: il praticante si concentra sul respiro, sentendo l’aria che entra e che esce dal naso, e l’addome che si riempie e si svuota, e ogni volta che si presenta un pensiero con fermezza deve lasciarlo andare distogliendo l’attenzione da esso.
  • AMARE-GENTILEZZA: il praticante ricorda e visualizza una situazione nella quale ha desiderato il bene di qualcuno per lui significativo e utilizza questo ricordo per desiderare per estensione il bene degli altri.
  • CONSAPEVOLEZZA: questa tecnica consiste nel prestare attenzione momento per momento a quello che sta succedendo, accettando senza tentare di modificare ogni emozione vissuta.

A cura di Francesca Memini

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?