Sindrome da rientro: 5 consigli salva-stress

Provare un certo malessere psico-fisico è normale, visto che cambiamenti così bruschi e repentini alterano i delicati equilibri dell’organismo, il quale ha bisogno di un po’ di tempo per prendere le misure e adattarsi alla nuova situazione. Ma anche per acclimatarsi: le giornate più corte e il clima autunnale – suggerisce la meteoropatia – hanno ripercussioni dirette sul tono dell’umore. In alcune persone, tuttavia, la fisiologica fatica a riprendere le redini della propria vita cittadina si trasforma in veri e proprio disturbi psico-fisici.
È la cosiddetta “sindrome da rientro”, in inglese “post vacation blues” (dove blues vuol dire tristezza), in continuo aumento soprattutto tra le donne a causa di stili di vita sempre più frenetici, alienanti, insostenibili.
L’antidoto principale? Difendere il “tempo liberato” in vacanza.
Come? Evitando di occuparlo tutto con obblighi, impegni, appuntamenti e seguendo questi semplici consigli.

1) Rientrare in città con qualche giorno d’anticipo
sulla data prevista dal piano-ferie lavorativo, proprio per consentire all’organismo di riabituarsi dolcemente al clima e ai tempi urbani. Il cambiamento troppo repentino dai rilassanti ritmi vacanzieri ai vorticosi ritmi cittadini (lavoro-casa-figli-palestra-banca-posta) può, infatti, provocare una sorta di rigetto al solo pensiero di affrontare tutte quelle incombenze, che si traduce in ansia da prestazione e, talvolta, malesseri fisici.

2) Programmare qualcosa di bello per il rientro
come una gita fuori porta con gli amici o una giornata in un centro benessere tutto massaggi e relax. Per ripartire con ottimismo e buonumore, insomma, coccolarsi ancora un po’ e concedersi senza sensi di colpa un’attività ricreativa, rilassante o divertente.

3) Ricominciare a piccoli passi
senza voler risolvere tutto subito, evitando di auto-imporsi tabelle di marcia da infarto, soprattutto se le ferie sono state molto lunghe e un’enorme mole di lavoro si è accumulata minacciosamente sulla scrivania e tra le mura domestiche. Prefiggersi, al contrario, obiettivi minimi, che consentano di procedere per gradi.

4) Coltivate hobby e nuove passioni “scoperte” in vacanza
qualunque siano: all’estero vi siete innamorate di una lingua che volete assolutamente imparare? Al ritorno iscrivetevi subito a un corso; al villaggio turistico avete ballato salsa e merengue giorno e notte? La città pullula di luoghi dove si può affinare la tecnica e scatenarsi in danze liberatorie, benefiche per il corpo e la mente; con un po’ di tempo libero a disposizione vi siete finalmente dedicate al bricolage nella casa in campagna? Anche la casa in città ha sicuramente bisogno di qualche miglioria.

5) Fare movimento fisico
in ogni sua forma: sport, ballo, walking, fitness… meglio ancora se all’aria aperta, ancora possibile nei mesi autunnali. È ormai dimostrato che l’attività fisica non è solo il più potente elisir di lunga vita per i suoi effetti benefici su tutto l’organismo, ma anche una specie di anti-depressivo naturale. Uno studio americano ha addirittura paragonato i miglioramenti che si ottengono con il walking a quelli che derivano dalla pratica costante della meditazione. In ogni caso, il movimento stimola la produzione delle sostanze del buonumore, le endorfine, e del benessere, la serotonina.

Attenzione a questi segnali
Ecco i campanelli d’allarme che possono preannunciare la “sindrome da rientro”, che in ogni caso non deve destare preoccupazione se scompare da sola nel giro di un breve arco di tempo.
In caso contrario, può essere utile parlarne con il proprio medico di famiglia.
FISICI

  • Mal di testa
  • Nausea
  • Cattiva digestione
  • Raffreddore
  • Mal di gola
  • Tosse
  • Dolori muscolari

 

PSICHICI

  • Cattivo umore
  • Stress
  • Apatia
  • Ansia
  • Astenia o stanchezza cronica
  • Calo dell’attenzione
  • Stordimento

 

 

 

A cura di: Alma Galeazzi

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