Vita a due: istruzioni per l'uso

Perché esistono ancora quelle unioni solide modello qualità-costante-nel-tempo, soltanto che spesso vengono guardate dagli altri con stupore prima ancora che con ammirazione. Ci si chiede come siano riuscite a lasciarsi alle spalle le difficoltà, le crisi di coppia e i trabocchetti dell’esistenza a due, o il lavoro ai fianchi compiuto dalla routine.
Della possibilità che esista davvero il cosiddetto amore eterno, e di quale possa essere la migliore “strategia” per coltivarlo ci ha parlato la dottoressa Anna Maria Casale, sessuologa e psicoterapeuta a Roma.
Con lei abbiamo cercato di capire, prima di tutto, se all’inizio di una storia sia ancora possibile credere che durerà “per tutta la vita”, anche sapendo che l’età per le favole scade prima del latte in frigorifero, e poi tocca ragionare in termini realistici.

«È naturale» premette la dottoressa Casale «che con l’innamoramento si pensi (e ci si auguri) che sia per tutta la vita, e non è detto che non possa essere così, nonostante i mille impegni e le distrazioni della vita quotidiana. Quello che non bisognerebbe mai dimenticare, però, è che una relazione di coppia è un impegno e come tale va affrontato e portato avanti. Questo significa, innanzitutto, non dare nulla per scontato. E cioè: ci siamo domandati perché molte coppie all’inizio vanno a gonfie vele e poi si indeboliscono col passare del tempo? Uno dei motivi principali è proprio che all’inizio di una storia d’amore ci si impegna al meglio per riuscire a conquistare l’altro, e per dimostrargli tutto l’amore che abbiamo per lui e la fiducia che nutriamo nel rapporto. Mano a mano che passano gli anni, invece, questi “impegni” verso il partner diventano per noi sempre meno presenti, la routine lascia spazio al rilassamento e a pensieri di comodo tipo: “Tanto sa che lo amo”. Niente di più sbagliato!». L’impegno, insiste la sessuologa, va preso a livello emotivo e deve essere quotidiano: non si tratta di una fatica o di un lavoro, ma della consapevolezza che niente va dato per scontato. Sottolinea la dottoressa, partendo proprio dalla sua esperienza di terapeuta di coppia: «Quasi sempre le persone vengono da me con in testa solo i benefici personali. Le incomprensioni si basano spesso su aspetti egoistici che distolgono l’attenzione dal benessere comune,appunto dall’essere coppia». Al contrario, per riuscire a mantenere nel tempo un’unione sana bisogna fissare con chiarezza alcuni paletti.

Un dialogo sincero.
Parlare liberamente col partner è fondamentale per arrivare a una reale conoscenza reciproca. Non bisogna dare per scontato che l’altro ci capirà comunque, perché questo meccanismo porta a una comprensione parziale e soggettiva, che quasi sempre sfocia in fraintendimenti.

Mettere da parte l’egoismo.
Quando si sceglie di stare in coppia si decide di uscire da un punto di vista monocentrico, per incontrare e condividere quello di un’altra persona. I bisogni individuali devono essere quindi mediati e concordati.

Prendersi i propri spazi.
Condividere non significa dimenticarsi di essere un individuo. È importante coltivare interessi personali, perché la soddisfazione che ne deriva crea energie e spunti positivi che hanno valore per il singolo, ma possono anche essere riportati all’interno della coppia. Queste “zone franche”, però, vanno concordate in modo che il partner non si senta estromesso.
Coltivare il tempo per la coppia.
È un punto importante quanto il precedente. Bisogna mantenere la capacità di ritagliare dei momenti personali ed esclusivi da dedicare alla relazione. Spesso si è presi da vortici di interessi e impegni (il lavoro, i figli…) e ci si dimentica di dare linfa alla coppia, che invece ha estremo bisogno di attenzione. Può trattarsi anche di momenti brevi, a patto che siano regolari e che in quelle occasioni tutti gli altri problemi siano lasciati fuori.

Avere un progetto comune.
Sotto un aspetto puramente psicologico, questa è probabilmente la caratteristica più importante di una coppia sana, felice. Avere una progettualità comune – un interesse da perseguire e sul quale sentirsi in sintonia – aiuta la coppia ad andare avanti. Ad alimentarsi invece di spegnersi. Viceversa, non avere più interessi né idee da costruire insieme mina alla base la vitalità del rapporto. La condivisione può riguardare anche cose piccole e di semplice attuazione, ciò che conta è avere sempre interessi condivisi, e ricrearne nel tempo di nuovi. Lo stimolo psicologico, infatti, facilita il percorso comune. In altre parole favorisce l’idea di un futuro insieme, e mette in gioco spinte emotive importanti.

Spazio centrale alla sessualità.
Desiderare e sentirsi desiderati è un aspetto del rapporto che non può mai essere trascurato: nonostante la routine, i figli, le incombenze che rischiano di zittire il desiderio. Il discorso precedente sullo “spazio di coppia” va declinato anche dal punto di vista sessuale. Sia perché l’intimità è legata alla vicinanza emotiva, e crea un clima di intesa e di armonia, sia perché è essenziale poter esprimere liberamente i propri desideri e trovare nel partner il proprio complice. Anche dal punto di vista erotico.

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Anna Maria Casale

Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa, collabora con PsicOnline
Collabora con l’Università “la Sapienza” di Roma con la Cattedra di Psicopatologia Forense e Criminologia

www.annamariacasale.com

 

 

A cura di: Laura Taccani

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