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28 Luglio 2010

Il ruolo chiave del detergente intimo

Diciamolo subito: un prodotto non vale l’altro. L’acquisto di un detergente intimo, dunque, non va fatto alla leggera, sia perché il mercato mette a disposizione davvero una sterminata varietà di proposte, rendendo difficile districarsi nella giungla di offerte e individuare quelle di qualità, sia perché ogni fase della vita della donna richiede un prodotto specifico.

L’importanza della giusta acidità

È meglio ripeterlo: il pH dell’ecosistema vaginale, cioè il livello di acidità che difende la zona intima da aggressioni interne ed esterne, cambia più volte nella vita di ogni donna. Il detergente deve tenere conto di ciò, per evitare di alterare il pH e, dunque, di indebolire la regione vaginale.
Durante l’età fertile, quando il pH è tendenzialmente acido, il detergente ideale dovrebbe avere un pH intorno 3,5-4,5; in menopausa, invece, il pH è più alcalino (o basico), quindi andrà preferito un prodotto con un altro pH.

Parola d’ordine: rispettare il pH naturale

Prima di tutto, il prodotto “giusto” garantisce due aspetti: non irrita la delicata mucosa vaginale e non altera il pH locale.
Come abbiamo visto, infatti, un equilibrato livello di acidità dell’area vaginale è la condizione indispensabile per evitare che i germi responsabili delle infezioni si moltiplichino.
L’ambiente acido, poi, favorisce la produzione dei lattobacilli, i cosiddetti guardiani della flora batterica vaginale.
L’acido lattico prodotto da questi bacilli, a sua volta, mantiene il pH della vagina entro valori tali da rendere molto difficile l’insediamento dei germi.
Un prodotto sbagliato, cioè troppo neutro o troppo alcalino, può alzare o abbassare eccessivamente l’acidità locale, depauperando i lattobacilli e aprendo le porte alle infezioni.

In situazioni particolari

Durante il ciclo mestruale il sistema difensivo dell’area genitale cala; ecco perché è consigliabile usare un detergente ad azione antibatterica naturale, con un pH intorno a 3,5, cioè capace di assicurare un’igiene ancora più profonda e prevenire eventuali irritazioni.
Anche quando si fa sport il rischio di infezioni è più alto, prima di tutto perché spesso si soggiorna a lungo in ambienti chiusi e affollati, e poi perché è facile che nella zona si crei un clima caldo-umido, ideale per la proliferazione di germi patogeni.
Un altro periodo critico è la gravidanza, quando la mucosa vaginale è naturalmente congestionata sia per fattori ormonali sia per il “peso” che grava sulla zona, e non si può beneficiare del puntuale “lavaggio” effettuato dal flusso mestruale.
In questo periodo l’igiene intima deve essere ancora più scrupolosa ed è consigliabile utilizzare detergenti specifici.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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