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15 Luglio 2010

L'ecosistema vaginale: un ambiente densamente popolato

Tanti abitanti che convivono in armonia

La zona intima non è sterile, né asettica, anzi. È un’area densamente popolata, dove convivono pacificamente numerose popolazioni di microrganismi che – insieme – costituiscono quello che i medici chiamano ecosistema flora vaginale.

Un perfetto meccanismo di pesi e contrappesi consente che abitanti di “razze” anche molto diverse, alcune potenzialmente in conflitto fra loro (come funghi e batteri), riescano a stare a stretto contatto non solo senza farsi la guerra, ma condividendo il medesimo ambiente in perfetta armonia.

Fino a quando regna la pace, la zona intima sta bene, è forte, pronta a respingere attacchi esterni e ad affrontare con successo anche i problemi interni.

Poiché però si tratta pur sempre di una convivenza delicata, madre natura ha predisposto che la zona intima sia costantemente pattugliata da veri e propri guardiani dell’ecosistema: i cosiddetti bacilli di Doederlain, meglio noti come lattobacilli, i veri artefici dell’equilibrio vaginale.

Il loro compito, infatti, non si limita a sorvegliare l’area e a vegliare sull’ordine e sui rapporti di buon vicinato tra i vari componenti della flora vaginale: i lattobacilli fanno ben di più, partecipando attivamente alla creazione di un ambiente locale ostile ai nemici esterni.

I guardiani della zona intima

Sono i bacilli di Doederlain, chiamati anche lattobacilli, a garantire la convivenza pacifica dei microrganismi che costituiscono la flora vaginale. Ma come riescono a portare a termine questa “missione impossibile”?
Attraverso la produzione copiosa (e, soprattutto, costante) dell’elisir di lunga salute per la zona intima: l’acido lattico, la sostanza che ha il compito chiave di assicurare la giusta acidità (cioè un pH compreso tra 3,5 e 5,5) nell’ambiente vaginale.
Un ambiente sufficientemente acido, infatti, rappresenta l’ostacolo più efficace alla colonizzazione di batteri “cattivi”, che potrebbero perturbare l’equilibrio dell’ecosistema. • Attenzione, però. La produzione di acido lattico è strettamente legata alla quantità di glicogeno (zucchero) presente nel tessuto vaginale, e il glicogeno a sua volta subisce l’influenza degli ormoni estrogeni.
Ecco perché ad alterare più di frequente il pH locale (e, dunque, l’intero ecosistema vaginale) sono proprio le variazioni ormonali, le cui “bizze” comportano una serie di conseguenze a cascata: assottigliamento dei tessuti, abbassamento delle difese naturali locali e proliferazione selvaggia di alcuni microrganismi a spese di altri.
È utile precisare subito, però, che le fluttuazioni ormonali non sono certo le uniche “ attentatrici” dell’equilibrio vaginale. Il sistema difensivo locale, per esempio, subisce pesanti contraccolpi anche dall’utilizzo prolungato di certi farmaci, da una scorretta igiene personale e persino da una cattiva alimentazione.

 

 

A cura di: Alma Galeazzi

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