26 Luglio 2010
Attenzione ai pericoli estivi
Le piscine
Niente da dire sul nuoto, se non per ricordare che è – e resta – uno degli sport più salutari e
completi per tutto l’organismo, estate o inverno che sia.
Le piscine zeppe di cloro, però, mettono a dura prova la flora vaginale, così come l’a
mbiente circostante (i bordi della vasca e gli spogliatoi) è un ricettacolo di germi.
Il cloro è vero che è un disinfettante, cioè un potente antibatterico, ma spesso –
magari per eccesso di zelo – si esagera con le dosi e questo provoca una forte
disidratazione dei genitali, condizione che apre le porte a dolore, bruciore e
taglietti fastidiosi.
I bordi delle vasche, poi, pullulano di germi anche patogeni, come i virus (chi non ha preso
le verruche ai piedi in piscina dopo aver dimenticato di indossare le ciabattine?). Per questo, è
meglio evitare di sedersi sui bordi della vasca prima di entrare in acqua e sulle panche degli
spogliatoi senza la protezione di un asciugamano personale.
L’uso di bagni “in comune”
Chi lavora fuori casa non ne può fare a meno, così come chi passa in spiaggia o in piscina tutto
il giorno.
Per evitare che una donna con una vaginite in corso la passi a chi utilizzerà la toilette
dopo di lei, potrebbe essere consigliabile usare la carta apposita per l’asse del gabinetto o
evitare di sedersi sul wc.
Le salviette degli alberghi
Saranno sterilizzate? Il dubbio è lecito. Se la categoria non è alta, oppure si viaggia in paesi
in cui l’igiene è scarsa, meglio scongiurare ogni rischio
utilizzando solo la propria salvietta personale.
Le sedie sdraio e i teli promiscui
Non pochi villaggi turistici e alberghi offrono ai propri clienti i teli da mare: se non si è
certi che siano a prova di batteri, meglio declinare gentilmente l’offerta e portarsi il proprio
telo da casa, da usare sempre quando si utilizzano le sedie a sdraio a uso promiscuo.
A cura di: Alma Galeazzi
Perché il caldo è un nemico intimo
C’è chi non tollera il caldo secco tipico della montagna e chi (la stragrande maggioranza) si
squaglia nella morsa del caldo-umido cittadino. Ma a prescindere dalla reazione soggettiva alla
canicola, tutti sono dotati di un “meccanismo interno” che permette all’organismo di adattarsi all’a
umento della temperatura.
Ma l’adattamento richiede un certo sforzo, che va a pesare su un organismo quasi sempre già
indebolito da un anno di lavoro e dai continui (e repentini) sbalzi di temperatura, che
immancabilmente la primavera porta con sé.
La conseguenza?
Un calo di efficienza del sistema immunitario e difese più deboli significano
germi più forti, maggiormente capaci di invadere con successo la zona intima, infettandola.
In altre parole, qualche ceppo batterico o fungino, che oltretutto si moltiplica più
rapidamente proprio in un clima caldo-umido, potrebbe approfittare di questa momentanea situazione
favorevole.
Acqua salata: un mare di virtù
Tanto il cloro delle piscine è nocivo quanto l’acqua di mare è benefica per la salute della zona
intima. In primis per il suo naturale potere anti infiammatorio.
D’altra parte, eccezion fatta per le zone molto inquinate, tutta l’
acqua salsobromoiodica – come lo è quella marina – fa bene, visto che lo iodio
aumenta le naturali difese dell’organismo e quelle locali della zona vaginale.
Mare, poi, significa vacanza, cioè una condizione che favorisce la rigenerazione del corpo e
che lo rinforza a livello globale.
Occhio a non annegare nel relax
Ma allora perché tante donne vengono colpite da vaginite, soprattutto da
Candida
, o da
cistite
non appena si lasciano alle spalle le afose città?
È un po’ ciò che succede a chi è colpito da quel martellante mal di testa che arriva
esclusivamente nel weekend, cioè proprio quando si riesce a “tirare il freno a mano” e scende la
tensione nervosa, emotiva e fisica.
Insieme alla tensione scendono anche le difese immunitarie, mentre il numero dei
germi cattivi può salire liberamente, senza incontrare troppi ostacoli.
Lo dimostra il fatto che spesso la vaginite o la cistite spuntano proprio durante i primi
giorni di vacanza, quando il fisico sta ancora cercando di adattarsi alla nuova situazione ed è,
quindi, estremamente vulnerabile.
Dopo la seconda settimana, il corpo è pronto per il vero relax e anche a cogliere il massimo
dalla vacanza. Nella terza settimana si può fare scorta di un benessere, che “coprirà” per tutto l’i
nverno.
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A cura di: Alma Galeazzi
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