L'igiene intima al maschile. È un aspetto della cura di sé spesso sottovalutato, come se riguardasse solo le donne. A prescindere dal fatto che una cattiva igiene personale non è solo sgradevole, ma è anche foriera di non poche malattie nel sesso forte, durante i rapporti sessuali l'uomo può trasmettere le infezioni anche alla sua compagna. Fortunatamente, negli ultimi tempi sono nate linee di prodotti dedicati all'igiene maschile: uno stimolo in più, per i maschietti, a prestare un'attenzione maggiore a questi sani riti quotidiani.
Spesso l’uomo si ritiene immune dalle infezioni e pensa che possa essere sufficiente un’igiene
sommaria per questioni anatomiche. In parte è così, ma solo in parte…
È vero, infatti, che l’a pparato genitale maschile è in buona parte – a differenza di quello
femminile – esterno. Il pene, infatti, è formato da una parte fissa (radice), una mobile (il corpo)
e l’estremità arrotondata finale (il glande), sulla quale si trova un foro da cui fuoriescono
sperma e urina. Tra il glande e il prepuzio (la porzione di pelle mobile che riveste il pene), c’è
il solco “balano–prepuziale”, in cui si possono annidare i germi.
Ma è vero anche che, se con la minzione una parte del glande viene “disinfettata” dall’a
mmoniaca presente nell’urina, questo non avviene per il solco, dove si annidano appunto non pochi
germi.
Questi microrganismi di solito causano pochi problemi all’uomo, mentre diventano
particolarmente aggressivi se raggiungono la vagina, dove possono accendere fastidiose
infiammazioni e infezioni.
Anche l’uomo, dunque, deve curare scrupolosamente la propria igiene: per se stesso, ma anche per
difendere la salute intima della sua partner.
A ogni lavaggio occorre tirare all’indietro il prepuzio, in modo da riuscire a lavare
accuratamente il solco balano-prepuziale, dove possono ristagnare numerosi germi.
Inoltre, in linea generale non è del tutto sbagliato che anche lui utilizzi i prodotti di
lei (meglio di niente!), ma sarebbe consigliabile che l’uomo avesse il “suo” detergente intimo,
cioè studiato appositamente per rispondere a caratteristiche specifiche ben diverse da quelle
femminili.
A cura di: Alma Galeazzi