Androgeni & sessualità femminile

androgeni e sessualità femminileAndrogeni e sessualità femminile: un argomento di cui si parla poco e di cui forse le donne sanno anche poco. Abbiamo chiesto di approfondirlo al dr. Maurizio Magnani, specialista in Ostetricia e Ginecologia e in Patologia della Riproduzione Umana Ginecologia all’Università degli Studi di Milano, e medico presso l’Unità di Ostetricia e Ginecologia Clinica Madonnina di Milano.

 

Dr. Magnani, cominciamo dal quesito base. Che cosa sono gli androgeni?

Gli androgeni sono gli ormoni maschili che – al contrario di quello che si può pensare – sono fondamentali anche per la sessualità femminile. Nell’organismo della donna, i principali ormoni maschili sono il testosterone, l’androstenedione e il deidroepiandrosterone solfato (DHEAS), che ha origine principalmente nella corteccia surrenale.

Gli ormoni androgeni, il testosterone in particolare, sono ormoni fondamentali perché:

  • stimolano il desiderio sessuale, i sogni erotici, le fantasie sessuali;
  • aumentano l’intensità e il piacere dellorgasmo;
  • facilitano gli orgasmi multipli;
  • aumentano il tono, la competenza e la forza muscolare;
  • contribuiscono a mantenere una forma del corpo tipica dell’età giovane e fertile: in loro carenza, come succede dopo la menopausa (specie la menopausa chirurgica), aumenta il grasso sul punto vita e sull’addome (grasso viscerale o addominale, il più pericoloso perché associato a un maggior rischio cardiovascolare);
  • in sinergia con gli estrogeni, gli ormoni androgeni stimolano le ghiandole sudoripare e le ghiandole sebacee a produrre ferormoni, sostanze che producono il caratteristico “profumo di donna”.

 

Come si producono nella donna gli androgeni?

È bene distinguere due fasi della vita femminile:

 

A che cosa si va incontro quando gli androgeni sono troppo bassi?

La donna alla quale il medico riscontra un scarso numero di androgeni può lamentare diversi inconvenienti, più o meno importanti:

  • scarso desiderio sessuale;
  • scarsa energia vitale, una condizione simile alla depressione alla quale la carenza di androgeni può contribuire;
  • maggiore difficoltà e minore intensità dell’orgasmo.

Accanto a questi sintomi sessuali, si può anche evidenziare una maggiore stanchezza fisica, una minore vivacità anche cognitiva, nonché maggiore difficoltà nel praticare sport o nell’esercizio fisico (il testosterone migliora la performance muscolare). Contemporaneamente, come verifica in prima persona la maggioranza delle donne, c’è un’evidente tendenza ad accumulare adipe sull’addome e sul punto vita (grasso addominale o viscerale), e a perdere massa magra (muscolare) con aumento della massa grassa.

 

Dr. Magnani, quali sono le cause dei bassi livelli di androgeni?

Le cause possono essere molteplici. Tra le più comuni:

  1. l’età: il picco massimo del testosterone è a vent’anni, con una riduzione graduale progressiva; a quarant’anni una donna sana ha già la metà degli ormoni androgeni che aveva a venti, e a sessanta un quarto di quanti ne aveva in gioventù;
  2. l’asportazione bilaterale delle ovaie (per patologie benigne come l’endometriosi, o maligne come i tumori): riduce gli androgeni totali del 50 per cento; in questi casi si parla di “menopausa chirurgica”;
  3. la menopausa precoce spontanea (Premature Ovarian Failure, POF): le donne con questo problema hanno meno androgeni e lamentano una caduta significativa di tutti gli indici sessuali;
  4.  un basso livello spontaneo di androgeni: in questi casi i valori sono inferiori al 25 per cento del livello normale; la causa di questa situazione può essere genetica;
  5. la chemioterapia, che oltre a distruggere i follicoli ovarici, causando menopausa precoce e sterilità, danneggia anche le cellule di Leydig, che all’interno delle ovaie producono gli androgeni;
  6. la radioterapia, che può ledere le ovaie, con quantità diverse di irradiazione: se nella donna giovane, con meno di 40 anni, sono necessari 20 gray (Gy: 1 gray è pari a un centesimo di rad, che misura la radiazione assorbita) per danneggiare irreversibilmente anche la capacità di produrre androgeni, dopo i 40 anni bastano 6 Gy per causare sia la menopausa precoce, sia il blocco della produzione di ormoni maschili dall’ovaio;
  7. la sindrome di Turner, un’anomalia genetica causata dalla mancanza di uno dei due cromosomi sessuali X e che determina menopausa precoce o assenza completa di ormoni e flussi (amenorrea primaria);
  8. il pan-ipo-pituitarismo, in cui tutta l’ipofisi  non funziona, determinando una drastica riduzione di produzione sia di ormoni delle ghiandole surrenali che di ormoni secreti dalle ovaie;
  9. l’assunzione della pillola monofasica, soprattutto se leggera. Molte donne lamentano in questo caso un notevole abbassamento del desiderio. In questi casi può essere utile passare a una pillola trifasica, che imita il fluttuare degli estrogeni durante il ciclo mestruale. In alternativa, dopo una valutazione medica e dopo aver effettuato un dosaggio plasmatico per valutare i livelli basali, si può somministrare localmente, a livello della vulva del testosterone propionato topico al due per cento: una terapia che aumenta nettamente la risposta fisica all’eccitazione sessuale e all’orgasmo, migliorando indirettamente anche il desiderio sessuale.

 

Passiamo adesso alle cause che portano a un eccessivo livello di androgeni

L’iperandrogenismo porta nella donna a disturbi nella fertilità e a mascolinizzazione. Come tutti gli ormoni steroidei, gli androgeni agiscono attraverso i recettori intracellulari specifici; a questo proposito occorre sottolineare che il testosterone non è l’ormone attivo a livello recettoriale, bensì lo è il diidrotestosterone (DHT), che si forma nella cellula bersaglio in seguito alla riduzione enzimatica del doppio legame tra il carbonio C4 e il carbonio C5 ad opera della 5alfa-riduttasi. Le cause più frequenti sono due:

 In questo caso, nella donna possono comparire:

  • acne;
  • ipertricosi: peli “in più”, nelle sedi tipiche femminili;
  • irsutismo: peli in più, in sedi tipicamente maschili quali mento, guance, areola e addome;
  • abbassamento della voce, perché le corde vocali diventano più spesse;
  • aumento eccessivo della massa muscolare in risposta all’esercizio fisico;
  • ingrossamento del clitoride;
  • aumento eccessivo del desiderio sessuale e dell’eccitabilità fisica e mentale;
  • aumento del colesterolo totale e del colesterolo cattivo (colesterolo-LDL);
  • riduzione del colesterolo buono (colesterolo-HDL).

 

 

A cura di Minnie Luongo (2012)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 25 febbraio 2019

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