Anime gemelle…ma non a letto

Anime gemelle..ma non a lettoCon la consulenza del dottor Michele D’Acunto, psicologo e psicoterapeuta di San Martino Siccomario (Pavia).
Matrimoni in bianco: niente sesso anche da sposati. Capita eccome. In amore succede di tutto, anche che la coppia abbia una buona intesa emotiva e intellettuale, magari ottima, ma tra le lenzuola non faccia scintille, anzi. E non sono affatto infrequenti i matrimoni o le convivenze “in bianco”, in cui i due, fin dall’inizio, non riescono ad avere rapporti sessuali completi.. “Si stima che il fenomeno coinvolga una coppia su cinque. E non si tratta di un problema da poco: c’è il forte rischio, in questi casi, di andare incontro a una separazione o all’annullamento del matrimonio” spiega Michele D’Acunto, psicologo e psicoterapeuta di San Martino Siccomario (Pavia). L’assenza di attività sessuale tra coniugi non è una novità di oggi, ma rispetto al passato sta assumendo contorni decisamente differenti. “Fino a qualche decennio fa, la difficoltà ad avere rapporti sessuali dopo il matrimonio era dovuta a problemi maschili e femminili in misura abbastanza paritaria. Ora sembra che sia coinvolto soprattutto l’uomo che trascina con sé, ovviamente, in questa situazione anche la propria partner” continua lo specialista. La difficoltà a raggiungere l’erezione è, quindi, una causa delle cause prevalenti per cui le coppie ‘non consumano’, ma non mancano i casi di vaginismo, cioè l’involontaria resistenza della donna alla penetrazione, causata da una contrattura spontanea e non controllabile della muscolatura presente a livello genitale. Secondo l’esperienza dello psicologo, però, questo tipo di disturbo sessuale femminile è meno comune rispetto al deficit dell’erezione che interessa il partner maschile della coppia.
Da cosa può dipendere questa difficoltà ad avere una normale vita sessuale?
I motivi sono numerosi e molto diversi tra loro, come spiega lo specialista, che chiarisce come la banalizzazione del sesso nella società attuale, l’uso eccessivo dell’erotismo nei mass media e nella comunicazione, la pratica sessuale sempre più anticipata nell’età e disgiunta da un vero coinvolgimento affettivo siano alla base del fenomeno. “Questi elementi rischiano di far arrivare i partner al matrimonio, o alla convivenza, già annoiati dal sesso, che viene così a perdere l’appeal che aveva nel passato” dice D’Acunto. Trasgressione e gusto del proibito sembrano, quindi, svanire una volta saliti sull’altare e questo non gioca a favore di una buona intesa sessuale, anche alla luce del fatto che spesso i partner si frequentano da anni. “In alcuni casi, soprattutto quando nel partner maschile vi è già una scarsa autostima di base, l’emancipazione femminile non aiuta la sessualità della coppia” sottolinea lo psicologo. La donna di oggi è sempre più sicura di sé, è esigente, si sta affermando anche al di fuori della famiglia e riveste un ruolo sempre più attivo sia nell’ambito sociale sia affettivo. Questa emancipazione tende a mettere in soggezione l’uomo e a indurre ansia da prestazione, che mette a rischio l’equilibrio di coppia, soprattutto sul versante sessuale. Ma è vero anche il contrario: un’eccessiva autostima impedisce di donarsi all’altro ed è spesso accompagnata da una scarsa affettività. Anche in questo caso, la coppia “scoppia”, quanto meno a letto.
Le cause di un fallimento sessuale nel matrimonio, dunque, sono soprattutto psicologiche. Va, tuttavia, precisato che, al momento della presa in carico della coppia da parte di uno specialista (sessuologo, psicologo) normalmente si chiede ai partner di sottoporsi ad alcuni accertamenti clinici che escludano la presenza di cause organiche, quali possono essere le patologie del sistema urogenitale. Si analizzano anche lo stile di vita, l’alimentazione – una dieta troppo ricca di grassi non favorisce l’attività sessuale – e l’eventuale abuso di sostanze quali alcol e droghe leggere. “Una volta escluse interferenze di questo tipo e accertata la natura del disturbo, si può intraprendere un trattamento psicologico che può essere individuale o di coppia e che può durare da poche sedute fino a 2-3 anni” spiega D’Acunto lo psicologo. Il successo della terapia è favorito da una forte motivazione e si può raggiungere nel 60-70% dei casi, quando il percorso terapeutico è individuale, e in una percentuale un po’ inferiore, se si affronta una terapia di coppia. Se entrambi i coniugi sono disposti a mettersi seriamente in gioco, allora i tempi si accorciano, ma non sempre c’è la volontà di risolvere insieme la questione. “Nei casi di deficit maschile, una donna su due tende a rinunciare alla terapia dopo poche sedute e ad abbandonare il partner, il quale, al contrario, è generalmente più tenace e cerca di arrivare fino in fondo per arrivare a una soluzione del suo problema” prosegue lo psicologo. Una motivazione molto forte è, di solito, la ricerca di un figlio.
Ma allora, che tipo di percorso terapeutico è meglio preferire? La terapia psicologica non deve essere necessariamente di coppia e, comunque, il tipo di trattamento dipende dalle situazioni. Quando il deficit sessuale è dovuto prevalentemente a uno dei due partner, è preferibile affrontare un percorso terapeutico individuale: il problema sessuale può essere la spia di un disagio più profondo e avere radici in un vissuto così remoto che il coinvolgimento del o della partner è poco produttivo. In questa situazione è bene sviscerare la natura del disagio a fondo, come singola persona. A volte, invece, è indicato un percorso a due. Ma non sempre l’atteggiamento delle giovani coppie è costruttivo, anzi. “A volte prevale l’aggressività e l’ostilità, si cerca lo scontro. Quando la disposizione d’animo è di questo tipo, si tende ad aggirare l’ostacolo con la rinuncia e l’abbandono”, precisa D’Acunto. Laddove prevale il lato affettivo, invece, si tende a rimanere insieme e ad affrontare le difficoltà. “Se l’intesa personale è buona e il problema psicologico non è esclusivamente a carico di uno dei due partner, allora una terapia di coppia può essere l’approccio più indicato” conclude lo psicoterapeuta.

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