Appuntamento con lo specialista.
La contraccezione oggi: tra falsi miti e realtà

La contraccezione continua ad essere un argomento di attualità anche in considerazione delle novità rese disponibili in questi ultimi anni, che hanno consentito di personalizzare la contraccezione sulle necessità e richieste della singola donna.

Ne abbiamo parlato con il dr. Filippo Murina, Responsabile del Servizio di Patologia del Tratto Genitale Inferiore Ospedale V. Buzzi, Università degli Studi di Milano.

 

Dr. Murina, la contraccezione oggi ha ancora molto da dire?

Certamente, la contraccezione è un argomento attuale e importante nel dialogo con la donna, perché vanno sfatati alcuni miti che ne limitano la prescrizione. Oggi il ginecologo ha a disposizione un tale ventaglio di opzioni da poter profilare la contraccezione sulle singole esigenze di ciascuna donna.

 

Ci faccia qualche esempio, per capire meglio…

Ad esempio, una domanda ricorrente è: Vanno prescritti sempre gli esami ematochimici prima di iniziare una contraccezione?No, non vanno prescritti sistematicamente esami particolari, ma una anamnesi, una storia clinica ben condotta consente a noi medici di individuare quelle donne che poi eventualmente ne avranno necessità. Misuriamo, ad esempio la pressione arteriosa perché è un parametro importante che ci dà a volte un campanello di allarme.

 

La mestruazione è necessaria in corso di contraccezione?

No, non serve: la mestruazione in corso di contraccezione è un evento “artificiale” conseguente alla tipologia di preparato ed alla cadenza di somministrazione dei preparati ormonali. Ridurre la perdita mestruale coincide con la limitazione di tutta una serie di eventi che possono influire negativamente sulla qualità di vita della donna: anemia, cefalea, dolori mestruali ed alterazioni del tono dell’umore. Va spiegato questo alla nostra donna e va detto: “Guarda, il fatto che non avrai la mestruazione o mestruerai poco non vuol dire che le tue ovaie non funzionino, non vuol dire che il tuo sistema sta invecchiando, ma vuol dire che quello che ti stiamo dando sta lavorando con un profilo correlato all’assunzione della pillola in modo del tutto reversibile alla sospensione del preparato.

 

Deve essere controllata ogni sei mesi la donna che assume un contraccettivo?

Sbagliato! (Di regola no!) La donna deve fare i suoi controlli di routine, ma dovrà dare quei feedback all’operatore sanitario che ci consentano di avere un campanello d’allarme qualora dovesse subentrare un problema. Alcuni segnali che ci aiutano a mirare in modo più adeguato i controlli possono essere una perdita di sangue irregolare, un mal di testa accompagnato da disturbi visivi (cefalea con aura), secchezza vaginale e dolore ai rapporti sessuali. Altrimenti, un controllo a cadenza annuale può essere un corretto atteggiamento di prevenzione.

 

La donna oltre i 35 anni non può assumere un contraccettivo in sicurezza o la donna che fuma non può assumere un contraccettivo?

Parzialmente vero: le donne che hanno oltre i 35 anni e che magari fumano più di dieci sigarette al giorno hanno un maggior rischio, ma oggi abbiamo preparati che ci consentono di lavorare in modo adeguato e sicuro su questi aspetti.

 

La donna che si dimentica la pillola non può fare una contraccezione efficace?

No, sbagliato! Oggi abbiamo dei sistemi, come i dispositivi intrauterini, come i patch applicati sulla cute, come i ring vaginali, che ci consentono di avere quello che noi ginecologi chiamiamo una migliore compliance. Addirittura, abbiamo dei micro-bastoncini da inserire sotto la cute (impianto sottocutaneo).

Oggi può esserci la contraccezione adeguata per ogni donna: quelle che non possono assumere nulla, nulla in assoluto, sono veramente molto poche.

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