Chef: nuovi oggetti del desiderio femminile?

«Prendilo per la gola e ti amerà per sempre». È quello che mi ripetevano sempre, con la loro saggezza antica e infinita, le mie nonne. Che, come tutte le nonne, oltre che donne concrete e con i piedi ben saldi a terra, erano anche cuoche straordinarie e instancabili.

 A lungo ho immaginato fosse un segreto ben custodito non solo dalle mie, ma dalle nonne di tutto il mondo (vabbè, non esageriamo, dalle nonne italiane: che come si mangia qui, da nessuna parte…). Un segreto che a un certo punto, come una sorta di rito di passaggio, decidevano di rivelare alle loro nipoti. E invece mi sbagliavo. A quanto pare lo devono aver spiegato anche ai loro nipoti maschi (oppure erano dietro la porta a origliare, non so).

Chef: nuovi oggetti del desiderio femminile? - EsseredonnaonlineCerto è che quella lezione i cuochi, pardon gli chef, che oggi hanno dai 20 a 40 anni, o poco più, l’hanno imparata eccome. E l’hanno imparata così bene che l’hanno declinata al plurale, all’universo intero: «Prendili per la gola e ti adoreranno per sempre».

Prima i cuochi se ne stavano tutto il tempo dietro i fornelli, tutt’al più si concedevano un giro al mercato, e i più bravi al massimo aspiravano a conquistare il plauso di critici e buongustai. Oggi sono le nuove star del villaggio globale. E in cucina ci stanno il minimo indispensabile. Vanno in tv, scrivono libri, rilasciano interviste, posano per calendari e copertine di riviste patinate, presenziano alle sfilate di moda, sono gli ospiti d’onore degli eventi più esclusivi. E fanno soldi a palate.

Di più: sono i nuovi sex symbol, più e meglio delle rock star, dei divi del cinema, dei calciatori. Perfino dei pompieri! Secondo un recente sondaggio realizzato da Speed Vacanze (un tour operator specializzato in vacanze e crociere per single), infatti, è emerso che il sogno erotico, non troppo nascosto, delle donne italiane è l’uomo con il grembiule. Le mille single che hanno partecipato al sondaggio hanno avuto pochi dubbi, e con il 47% delle preferenze hanno incoronato Gabriele Rubini, alias Chef Rubio, sex symbol per eccellenza. Non ancora trentenne, accento romano, baffi alla Dalì, un fisico da rugbista ricoperto di tatuaggi e un diploma alla scuola di cucina di Gualtiero Marchesi, è stato lanciato dalla trasmissione televisiva Unti e bisunti. E nell’arco di un’estate è riuscito a conquistare tutti. Piace alle donne per la sua fisicità spavalda e la sua personalità ruvida, e agli uomini perché si mostra in tutto il suo lato «animale».

Al secondo posto, Carlo Cracco ha raggiunto il 30% dei consensi. Diventato popolarissimo grazie al format televisivo Masterchef, vanta in realtà una carriera e un posto di rilievo nella hall of fame della gastronomia italiana. Di lui piace lo «sguardo intenso, la barba incolta e i capelli lunghi. E la sua riservatezza e le sue poche parole, che lasciano immaginare un mondo misterioso».

Sorrisi in abbondanza e genuinità casereccia, sono invece le caratteristiche che conquistano dello chef Alessandro Borghese, che si è aggiudicato il terzo posto con una percentuale del 23%. «Un’aria sempre un po’ stralunata», recita la motivazione, «data dalla pettinatura scapigliata e gli occhialetti da intellettuale, Alessandro Borghese, figlio d’arte, incarna la figura del ragazzo della porta accanto con un pizzico di pepe che non guasta mai».

Insomma, pensavamo di avere trovato tra pentole, mestoli e padelle le nostre armi della seduzione e, invece, ci ritroviamo a sognare una cena (e un dopocena, ça va sans dire) non da, ma con Bruno Barbieri, Simone Rugiati, Davide Oldani, Enrico Cerea, Filippo La Mantia, persino con quel burbero gigante di Antonino Cannavacciuolo… O, se siamo in vena di avventure esotiche, con Gordon Ramsey, Jamie Oliver, Anthony Bourdain.

Naturalmente, se per le donne gli chef rappresentano un sogno erotico, per gli uomini sono un modello da imitare. A giudicare dal boom degli iscritti alle scuole di cucina, che ormai spuntano come i funghi in tutta Italia, in molti devono essersi fatti convincere dal libro di Carlo Cracco: «Se vuoi fare il figo usa lo scalogno». E appena hanno un momento libero, nell’intervallo tra il programma di Benedetta Parodi e quello di Nigella Lawson, si mettono a spignattare come nemmeno le mie nonne la domenica mattina.

Ancor di più sono quelli che sognano di diventare veri chef, di farne una professione. I numeri testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un sondaggio della Coldiretti, secondo il quale il 54% dei giovani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). E intanto, sottolinea sempre la Coldiretti, quest’anno, quasi uno studente su 10 tra quelli che si sono iscritti alle scuole superiori ha scelto gli istituti professionali dedicati all’enogastronomia.

Pare che nemmeno i più piccoli siano immuni al fascino degli chef: secondo una ricerca realizzata dalla De Agostini Publishing che ha indagato le preferenze e i sogni dei bambini italiani sotto i 10 anni, è emerso che se il 20% dei maschietti da grande si immagina inventore o poliziotto, il 19% calciatore e il 16% astronauta, ben il 22% spera di diventare chef.

Chissà se immaginano che prima di diventare una star dei fornelli (e della tv), bisogna passare anni a pelare patate, pulire le verdure, sfornare il pane, impastare la farina, sfilettare il pesce e restare nell’ombra?

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