Chirurgia estetica intima: a che pro?

«È mia e la gestisco io». Era uno degli slogan urlati con più forza e orgoglio dalle femministe degli anni 70. Che invitavano tutte le donne a compiere un esercizio di consapevolezza semplice e rivoluzionario. Erano anni di celebrazioni vaginali e il pelo, non solo quello pubico, era segno di indipendenza e di lotta a modelli sociali maschilisti che la donna subiva da anni, anzi da secoli.
Poi è cambiato tutto. Sono cambiati i riferimenti culturali ed estetici e si è passati al modello brazilian: zero peli. C’è chi lo definisce “effetto Penthouse”, perché prima che sulle riviste erotiche patinate fossero pubblicati gli inguini nessuno se ne interessava, ma poi tutti, soprattutto i maschietti, hanno avuto un’idea precisa di come dovrebbe essere una vulva: piccola, stretta, tonica, luccicante, rosea, simmetrica. Virginale. Con piccole labbra che siano piccole per davvero. Ecco, non staremo qui a dire quali sia il modello preferibile, ci limitiamo a constatare un trend in ascesa. Quello delle tante donne che pensano che la loro intimità non rispetti i giusti canoni estetici e dunque decidono di rivolgersi al chirurgo plastico per correggerne i difetti. Sarebbe troppo facile liquidare l’a rgomento come l’ultima isteria di una società superficiale e decadente. Ci sono studi, e non sorprendono affatto, che dimostrano come le donne che hanno un’immagine positiva del proprio fisico non solo abbiano un maggior numero di esperienze sessuali, ma siano più attive e sessualmente più curiose. Insomma, la domanda è: volerla come quella di una coniglietta di Playboy è solo uno sfizio ovvero la necessità di nuova e maggiore autostima?


Chirurgia estetica vaginale: tutti gli interventi

Il primo fattore che deteriora l’integrità e l’aspetto dei tessuti è l’età, che rilassa la cute e la parte mucosa che, di conseguenza, appare flaccida e in eccedenza. Altra causa che provoca il cambiamento dell’aspetto genitale è il parto, che può lasciare asimmetrie nelle piccole labbra, irregolarità nella loro forma e nell’orifizio vaginale. Poi ci sono gli inestetismi, più o meno accentuati. E qui si potrebbe discutere sulla reale necessità di rimuoverli o meno.
Ecco, nel dettaglio, come e dove i chirurghi intervengono per il rimodellamento plastico della zona genitale.
In caso di perdita di tonicità e di compattezza, per risolvere i piccoli problemi d’incontinenza legati all’invecchiamento, si utilizza una procedura laser che dura meno di un’ora e tonifica la struttura vaginale interna ed esterna. Se il problema è il grasso, che può concentrarsi nella regione pubica creando un evidente dislivello, si provvede con una lipoaspirazione localizzata, realizzata in anestesia locale, attraverso un’i ncisione di un paio di millimetri. Rimosso il grasso in eccesso che sormonta il monte di Venere, il pube ritroverà un profilo più armonioso e sensuale. Se al contrario, si perde l’adeguata percentuale di grasso sopra il monte di Venere, l’intervento consigliato è il lipofilling: in anestesia locale viene prelevata una certa quantità di grasso dalla paziente in un punto nascosto. Poi, dopo averlo purificato, lo si riposiziona sul pube.
Per correggere l’asimmetria delle piccole labbra, si opera con una precisa incisione laser. Se, invece, il problema è rappresentato dalla dimensione delle piccole labbra (e non è solo una questione estetica, se sono troppo lunghe e pendenti, infatti, possono rendere doloroso o fastidioso il rapporto sessuale), si procede, dopo un’anestesia locale, una piccola incisione.


Vaginoplastica: perché intervenire

Chi, almeno in Italia, ricorre più spesso alla vaginoplastica, sono le donne che hanno partorito naturalmente. La maggior parte, infatti, circa il 60-70%, viene sottoposte a episiotomia, un’incisione della pelle e dei muscoli del perineo nella parte posteriore della vagina. Viene praticata quasi di routine durante il primo parto, per prevenire danni al neonato e lacerazioni maggiori che sarebbero difficili da suturare. In questo caso, la chirurgia estetica interviene correggendo sia la cicatrice sia per riportare a condizioni normali l’apertura della vagina.

Fin qui, i problemi anche seri. Poi c’è l’altra faccia della medaglia: le giovani donne, le ragazzine appena maggiorenni, che decidono di sottoporre a interventi estetici la loro vagina in ottima salute. Succede soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Ma, si sa, quel che succede da quelle parti, prima o poi succede anche in Italia. Ecco, c’è un ottimo documentario (per chi conosce l’inglese)che affronta il problema con occhio disincantato e senza pregiudizio. Si intitola The perfect vagina e si può trovare anche in rete. La visione è consigliata a tutte le madri con figlie adolescenti…

Per concludere, siamo d’accordo: è nostra e possiamo gestirla come meglio e più ci piace. Vorremmo solo ricordare qui le parole di Gérard Leleu, medico e sessuologo francese nato nel 1932 a Lille, autore di numerosi lavori sulla coppia e il piacere di coppia, conosciuto in particolare per il suo libro Trattato delle carezze. Dice così:«Di fronte alla moltitudine e alla delicatezza delle sue mirabili pieghe e ondulazioni, di fronte ai suoi festoni, ai suoi nastri e volants, alle sue ghirlande e alle sue increspature, a tutta questa passamaneria erotica, ai suoi tulle, le sue mussole, i suoi percalle, di fronte alle sue sete, ai suoi rasi, i suoi velluti – spogliare una donna, trovare il cuore nudo del suo sesso è come fare a rovescio il lavoro di un grande sarto… La vulva ha una tale ricchezza! Ed è talmente diversa da una donna all’altra, ci sono tante forme quante sono le donne; e come le impronte digitali, ciascuna ha la sua».
Ecco, sappiatelo, ci sono anche uomini così.

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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