Cibo & Eros: seduzione a tavola

Le fragole di 9 settimane e ½, l’aragosta di Flashdance, i cioccolatini di Chocolat, il sandwich di Harry ti presento Sally, per non parlare della colossale, definitiva, fatale, Grande Abbuffata di Tognazzi, Mastroianni, Noiret & C. E si potrebbe continuare a lungo. Il cinema è pieno zeppo di riferimenti al rapporto indissolubile, inequivocabile, diretto tra cibo e sesso . E così pure la letteratura. Da sempre.
Il perché è facile da comprendere. E da condividere. Mangiare e fare sesso sono due, se non i due, fondamentali piaceri della nostra esistenza. Cos’altro dovrebbero celebrare le arti?

Ma se l’appetito alimentare e l’appetito sessuale sono inscindibilmente legati e se, come si dice, l’appetito vien mangiando allora, per far meglio uno bisogna imparare a far bene l’altro. Insomma, mangiar bene fa bene all’umore. E il buon umore predispone e migliora il sesso.

Ma cosa significa mangiar bene? Per cominciare, mangiar bene vuol dire farlo in un contesto piacevole, in un ristorante dalle atmosfere romantiche o, meglio ancora, a casa. E soprattutto in buona compagnia, mica con il primo che capita. E poi, mangiar bene vuol dire mettere nel piatto cibi gustosi, quelli che inducono il cervello a produrre endorfine, sono sostanze chimiche di natura proteica con un alto potere analgesico ed eccitante.
Per esempio, una cenetta che preveda crudités come antipasto, un secondo a base di pesce o di preziosi formaggi o ancora una leggera tartare di carne, accompagnata da un rinfrescante contorno di verdure e da un paio, non di più, di bicchieri di ottimo vino, soddisfa il palato senza appesantire. Perché non ci si può appesantire, vero?, se poi l’idea è quella di finire sotto le lenzuola, e non per una pennichella…

Secondo una ricercatrice americana, per aumentare al massimo il piacere sessuale femminile bisogna stabilire un equilibrio fra due neurotrasmettitori presenti nel nostro organismo, la serotonina (nota anche come ormone del buonumore) e la dopamina (ormone del piacere). E per farlo bisogna assumere quotidianamente Omega 3 (nei pesci come la trota, il merluzzo, il salmone, le aringhe, ma anche nella frutta secca, nell’olio di mais e di soia, nelle verdure a foglia verde, nei legumi, nelle uova e nelle carni di animali, purché bio) e dedicare almeno venti minuti alla ginnastica pelvica, che serve a rafforzare i muscoli vaginali.

Per fare l’amore, però, bisogna essere in due. E allora bisogna anche pensare ad aumentare la resistenza e la passione nell’uomo. Frutta e la verdura aiutano a mantenere le arterie libere e a prevenire la disfunzione erettile. I pomodori contengono licopene, un membro della famiglia della Vitamina A, che serve a mantenere la salute della prostata. Gli aminoacidi, fondamentali per la sintesi di ossido nitrico, un composto che favorisce l’erezione, sono presenti nelle noci. Peperoncino, zafferano, melissa, prezzemolo, basilico, menta, sedano e rafano hanno tutti un’azione tonica e migliorano la circolazione sanguigna (la salvia, invece, è utile solo alle donne, soprattutto a quelle ipersensibili). La vaniglia combatte l’astenia sessuale agendo sul sistema nervoso centrale e, grazie al suo profumo dolce e delicato, è un ottimo stimolante. Le ostriche e i crostacei, che non a caso godono della fama di cibi afrodisiaci per eccellenza, sono ricchi di zinco. E lo zinco migliora la produzione di liquido seminale e la funzionalità del testosterone.

A proposito di cibi afrodisiaci, così chiamati per via di Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza, va detto che nell’immaginario collettivo vengono considerati dei toccasana per l’ars amatoria più per la loro forma e natura che per le loro reali proprietà. È il caso del sedano, per esempio, ortaggio dalle forme evocative che un tempo veniva messo sulla testiera del talamo nuziale per aumentare la fertilità. Oppure dell’ostrica, appunto, che pur ricca di preziosi minerali, soprattutto ricorda l’organo femminile. Greci e Romani consideravano l’aglio afrodisiaco perché una volta metabolizzato dall’organismo lasciava un leggero sentore simile a quello emanato dal corpo dopo l’attività sessuale. E vogliamo parlare dei testicoli del toro?

Eppure funzionano tutti, chi più chi meno. Il motivo lo spiegano gli psicologi, parlando di effetto placebo: se riteniamo che questi cibi siano afrodisiaci, automaticamente lo diventano. Insomma, basta crederci.

Se per gli afrodisiaci il confine tra mito e realtà è molto sottile, ci sono invece alimenti le cui proprietà sono certificate. E vanno assolutamente evitati. Il cioccolato contiene polifenoli, sostanze antinvecchiamento con un’elevata capacità di migliorare il flusso sanguigno, teobromina e feniletamina, ormoni che il corpo produce durante la fase dell’i nnamoramento. Insomma, sembrerebbe perfetto, ma proprio per le sue proprietà rischia di diventare un sostitutivo della sessualità. Meglio lasciar perdere. In piccole dosi l’alcol provoca una leggera alterazione dello stato di coscienza e dei freni inibitori, ma se viene assunto in dosi maggiori l’effetto si rovescia e le prestazioni maschili precipitano. Vengono considerati inibitori anche alcuni vegetali come i cetrioli, la lattuga, il melone e la zucca. Attenzione infine a non esagerare con bevande eccitanti come tè o caffè: non è quello il tipo di eccitazione che vogliamo!

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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