La vita di coppia ricomincia a 60 anni

Ricominciare una vita di coppia a 60 anni, perché no? Nonostante la “sindrome da nido vuoto” (la casa senza i figli che ormai hanno una loro famiglia), 60 anni rappresentano l’età ideale per dedicarsi ad un hobby sempre trascurato per mancanza di tempo, per non perdersi una prima teatrale o, anche, per intraprendere attività di volontariato… Ma cosa succede alla vita di coppia? Ebbene, questo può essere il momento giusto per ricostruire un rapporto dato ormai per scontato, per godersi assieme una vacanza magari più “complice” dell’ormai lontano viaggio di nozze, per pensare a nuovi progetti a due. Ne parliamo con la prof.ssa Rossella Nappi, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

 

60 anni: tempo di raccolta o di rimpianti?

L’età che coincide con il periodo seguente alla menopausa può rappresentare un momento di vulnerabilità nella vita della donna e, di conseguenza, della coppia. Le cause non sono solo biologiche (in relazione alla carenza ormonale tipica della menopausa nella donna e ai piccoli e grandi “acciacchi” correlati all’età in entrambi i partner), ma anche psicologiche e relazionali. Questa stagione della vita è un’epoca importante di bilanci per il benessere psicofisico e la salute sessuale della coppia. Il bilancio è in attivo quando entrambi hanno la sensazione di sentirsi realizzati come individui e come coppia, e gli obiettivi raggiunti nella cura dei figli e nella vita lavorativa sono stati davvero condivisi. Solo così si stemperano i dispiaceri che possono nascere dal rendersi conto che il tempo è passato e forse si sarebbe potuto fare di più o fare meglio una serie di cose. Ma il “festival” delle occasioni perdute deve essere rielaborato in positivo.
Tante sono le strategie per riscoprirsi una coppia: certamente si ha più tempo libero da trascorrere insieme, soprattutto se si è in pensione. Invece di lasciarsi prendere da noia e depressione, è importante riscoprire i propri “spazi” vitali, le passioni messe da parte per dedicarsi alla casa, ai figli, ai familiari, al lavoro. Coniugare responsabilità nuove, come la cura dei nipotini se se ne hanno, con una ritrovata libertà di fare. Insomma: piccoli svaghi, interessi culturali, qualche viaggio. Il tutto, perché no, in un rinnovato romanticismo, dedicandosi soltanto a se stessi. In un tempo finalmente sereno, insieme.

 

Quali possono essere i principali problemi a livello sessuale?

Le modificazioni ormonali conseguenti alla menopausa possono nel tempo contribuire all’insorgenza di problematiche legate alla sfera sessuale che dipendono anche dalle condizioni generali di salute della donna e del partner, oltre che dalla qualità dell’attività sessuale e dal livello di intesa affettiva della coppia nel tempo. Se la donna inizia a non star più bene con se stessa il suo disagio si riflette inevitabilmente sul partner. Il maschio più o meno di pari età non ha un momento biologico equivalente a quello della menopausa perché gli ormoni maschili – gli androgeni – calano progressivamente nel tempo, senza mai avere un brusco “stop” come nel sesso femminile. È vero però che in questa fase della vita anche gli uomini vanno incontro a problematiche che possono interferire con il senso di benessere e la “performance” sessuale.

 

Più precisamente?

Nella donna la secchezza vaginale si accompagna spesso a dolore durante il rapporto sessuale, a una diminuzione del piacere orgasmico e a un progressivo calo del desiderio. Il partner, di contro, può presentare deficit dell’erezione e ansia da prestazione con disturbi dell’eiaculazione. L’universo femminile e quello maschile non s’incontrano più in modo armonico e ciò può generare nella coppia una mancanza di comunicazione e di comprensione.

 

È davvero così importante la sessualità, anche ad una certa età?

Pensare che una vita sessuale soddisfacente non sia più importante ad una certa età è una valutazione superficiale perché la sessualità, intesa come felicità e pienezza dell’essere, deve essere valorizzata sempre per una vita personale e di coppia che valga la pena di essere vissuta fino in fondo.
La capacità di comunicare i propri bisogni e desideri è di grande importanza: dall’attenzione reciproca può nascere un nuovo modo di stare insieme, più attento ai tempi e alle esigenze del partner. Se non ci si capisce, ci si sente “messi da parte” e si sviluppano vissuti di depressione o di evasione che separano progressivamente la coppia.
Se invece si trova un’intesa, si ha una sessualità giocosa, tenera, libera in una dimensione “a due” emotivo-sentimentale che si nutre di parole in un dialogo costante, che parla ancora e sempre di amore.

 

 

La prof.ssa Rossella Nappi, napoletana d’origine e pavese d’adozione, è Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso la Sezione di Diagnostica e Clinica Integrata – Unità di Ostetricia, Ginecologia e Riproduzione Umana, Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia.
Svolge la sua attività di ginecologa, endocrinologa e sessuologa presso il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita e l’Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica & della Menopausa, Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia.
Ha completato la sua formazione in Italia e all’estero con un dottorato di ricerca in fisiopatologia della funzione ovarica e un postdottorato canadese in endocrinologia molecolare riproduttiva.
Mantiene tutt’ora numerosi contatti e collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo ed è membro attivo delle più prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali nel campo dell’endocrinologia ginecologica e della fisiopatologia della riproduzione.

 

 

A cura di: Minnie Luongo
 

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