Lo stress che uccide il desiderio

Scena: una tranquilla domenica come tante. Tarda mattinata, quasi pomeriggio. Fuori tira vento e fa freddo. Dentro al bar-caffetteria american style del centro: tavoli imbanditi per il brunch, odore di caffè, dolci alla cannella, hamburger che sfrigolano in cucina. Tre amiche intorno a un tavolo. Chiacchierano appassionatamente davanti a tre Bloody Mary.
«…Ormai facciamo l’amore solo nel weekend. E mica tutti. Ho paura che A. non mi desideri più. Ragazze, non so più che cosa fare».
«Non me lo dire: anche B. non mi guarda più come una volta. Pensa che l’altra sera, quando è rientrato a casa, sotto la vestaglia indossavo il completino nuovo di Victoria’s Secrets che ho comprato su internet. Sì, quello esagerato che ti ho fatto vedere. Praticamente un’istigazione a delinquere. E lui? Niente. Non m’ha degnato neanche di uno sguardo, si è fiondato in poltrona. Sai, c’era la partita…» «Io e C., invece, lo facciamo ancora. Tanto, tantissimo. E bene. Sotto la doccia, appena svegli. In cucina, sul divano, davanti alla tv. A letto, naturalmente. Il segreto? Boh. C. non pensa ad altro…»
«…?».
«…!».

No, non è una scena di Sex & the city. Di certo, è una scena tutt’altro che improbabile. Alzi la mano chi non ha pronunciato, o ascoltato, almeno una volta parole simili. C’è poco da fare. Prima o dopo (tranne rare, strabilianti, miracolose eccezioni), la passione si spegne. Passa qualche anno di fidanzamento, matrimonio o convivenza che sia, e la fiamma del desiderio non arde più come agli inizi del rapporto. L’amore c’è ancora, si presume (e si spera), ma il trasporto, l’eccitazione, lo slancio, gli impeti, la bramosia, la voluttà, che fine hanno fatto? Spariti. Ecco, la risposta che danno in molti è: tutta colpa del tempo. Il tempo che passa e, ahi noi, non perdona. E allora: tutte di corsa in palestra. O ancora meglio, dal chirurgo plastico. Ma, tempo un amen e il seno nuovo, finalmente rigoglioso, il viso più luminoso e liscio, la pancia tirata a lucido, perdono l’appeal, il loro effetto novità. E siamo da capo.
Ma è anche, si dice, colpa del tempo che non è mai abbastanza. Che ci vuoi fare, tra lavoro, casa e figli, è normale che si finisca per tralasciare qualcosa, o meglio qualcuno. E allora: via con i salti mortali per riprogrammare la giornata, o almeno la settimana, e ritagliare un po’ di tempo per te e lui e basta. Facile a dirsi…
L’ultimo indiziato è ancora il tempo, quello che trasforma tutto in routine, in abitudine. E, in ultimo, in noia. E allora: vai con le fantasie erotiche, i giochi di ruolo, le sorprese inattese. Ma che fatica fare sempre il primo passo, infilarsi il costumino da infermiera, la lingerie striminzita, il tacco 12, le mutandine di chiffon…
In conclusione: se è davvero tutta colpa del tempo che passa, che corre troppo in fretta, che ingrigisce ogni cosa, allora le speranza sono davvero pochine. Ci arrendiamo.

Ma se invece…

Calo del desiderio sessuale: aumento del cortisolo e dello stress
Ma se, invece, fosse colpa dell’ormone dello stress, il cortisolo? Parliamo di un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che, in dosi adeguate, aiuta il sistema immunitario a combattere le infezioni, equilibra la concentrazione del glucosio nel sangue e sostiene la circolazione e la pressione sanguigna.
Ma, se raggiunge livelli troppo alti (quando? in condizioni di stress psico-fisico pesante, appunto), può provocare ansia e insonnia (e fin qua ce ne si può fare ancora una ragione) ma soprattutto (e qua invece son dolori) fa crollare il desiderio sessuale.
Spieghiamo meglio: la libido sparisce, o quanto meno diminuisce parecchio, perché se sta aumentando il cortisolo vuol dire che nel frattempo si sta abbassando il testosterone. E il testosterone, si sa, è l’afrodisiaco per eccellenza. Per gli uomini, ma anche per le donne. Questi due ormoni, infatti, cortisolo e testosterone, hanno un comune precursore, il pregnolone  che, con l’aumentare dello stress, si trasforma in cortisolo anziché in testosterone. Normalmente si crede che il testosterone sia un ormone esclusivamente maschile. E che gli estrogeni siano solamente femminili. Invece, è tutta una questione di proporzioni: gli uomini producono circa 5 mg di testosterone al giorno, cinquanta volte più delle donne, che a loro volta producono dal doppio al triplo di estradiolo, il più importante tra gli estrogeni. Ecco, quando il valore di testosterone è basso, troppo basso, ci si ammala. Di una malattia non grave (direbbe qualcuno) oppure gravissima (diremmo noi): l’anoressia sessuale.

Prendersi cura del desiderio sessuale
Che fare dunque se il cortisolo è tanto e il testosterone poco? Intanto, controllare periodicamente i livelli. E, se i risultati parlano chiaro, correre ai ripari. Riducendo le calorie giornaliere, iscrivendosi in palestra (per incrementare la massa muscolare), diminuendo la dose giornaliera di carboidrati e incrementando quella di proteine (senza esagerare). Perché più una persona è grassa e fuori forma e più rischia di avere bassi livelli di testosterone nel sangue. Ma, soprattutto, è imperativo abbassare il livello di stress. Con lo yoga, per esempio. Oppure, fermandosi un attimo a riflettere, per scoprire che la carriera, gli happy hour, le cene nel ristorante giusto con la gente che conta, non sono tutto. Nella vita c’è di meglio: ci siete voi, e meritate grandi attenzioni. E poi bisogna sapere che la massima produzione di testosterone, stress o meno, avviene tra le 3 di notte e le 9 della mattina. E diminuisce sempre di più verso sera. Certo, l’orario non è dei migliori, ma a buon intenditrice… Anche perché, sapete quale il miglior antistress? Il sesso.

 

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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