Papilloma virus al maschile

Papilloma virus al maschile - Esseredonna onlineSappiamo poco del papilloma al femminile, ma ancora più arduo è saperne di più quando questo virus colpisce la popolazione maschile. Ecco perché ne parliamo con il professor Alessandro G. Littara, andrologo e sessuologo, specialista in Chirurgia ricostruttiva e Plastico-Estetica Genitale e Direttore del Centro di Medicina Sessuale di Milano.
Professor Littara, parliamo di Papilloma Virus
Il Papilloma è un Virus (HPV); in realtà, gli HPV sono oltre un centinaio e di questi solo alcune decine infettano i genitali. Tra loro, una minoranza ha però la capacità di determinare dei cambiamenti della cellula, i quali possono predisporre al cancro quando associati ad altri fattori, fumo di tabacco in testa.
L’HPV è molto comune sia negli uomini, sia nelle donne. È difficile fare stime specifiche per gli uomini, poiché non sono stati condotti studi ampi e un test HPV approvato per gli uomini non è a oggi disponibile. Tuttavia, negli Stati Uniti, i “Centers for Disease Control and Prevention” (Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, CDC) stimano che oltre la metà degli uomini contragga l’HPV nel corso della propria vita.
Come accorgersi di essere stati colpiti da questo virus?
In genere, il virus HPV è asintomatico. Anche quando il virus provoca alterazioni delle cellule cutanee, queste alterazioni sono spesso così marginali da risultare impercettibili. Quando il virus HPV causa delle alterazioni visibili, la conseguenza più comune sono i condilomi, che compaiono generalmente intorno all’ano o sul pene, lo scroto (testicoli), l’inguine o le cosce. I condilomi assumono un aspetto variabile, da piccole chiazze squamose ad escrescenze pronunciate. Non rappresentano una patologia grave e possono essere curate, sebbene possano ripresentarsi se il sistema immunitario non riesce a eliminare completamente il virus HPV. In rari casi, i tipi di HPV “ad alto rischio” possono causare alcuni tipi di tumore, come il cancro del pene o dell’ano.
La trasmissione avviene soprattutto per via sessuale. Nella maggior parte dei casi l’infezione si esaurisce in breve tempo, ma in altri il virus può rimanere vivo nelle cellule per tempi lunghi. L’infezione può essere trasmessa attraverso rapporti vaginali, anali o anche orali. A volte il virus può essere trasmesso attraverso il prolungato contatto mani-genitali; talvolta la persona stessa si autoinocula l’infezione durante le pratiche di igiene intima: è il caso di chi ha l’infezione a livello genitale e “trasporta” l’infezione a livello anale, dove poi si sviluppano i condilomi. Pertanto, la presenza di condilomi anali non sempre è un segno di aver avuto rapporti di tale tipo. In qualche caso c’è la possibilità di trasmissione attraverso oggetti. Le persone con condilomi rischiano 6 volte di più di essere contagiate dall’infezione da HIV durante un rapporto non protetto con una persona sieropositiva.
Come detto, la presenza di ceppi dei virus HPV ad alto rischio di trasformazione (molto rara in questi casi) può favorire la comparsa del cancro del collo dell’utero, dell’ano, della vulva e, forse, del pene.
Come si effettua la diagnosi?
La diagnosi viene fatta con una attenta osservazione dei genitali durante una visita medica. Esiste anche la possibilità di cercare il virus nelle lesioni o nella pelle con un esame di laboratorio, ma al momento non ci sono indicazioni per l’utilizzo di tali test se non in particolari circostanze che vengono decise dal medico.
In cosa consiste la cura?
Il 20% dei condilomi sparisce da solo nell’attesa di un trattamento. Quindi niente paura: la cura ha un carattere “estetico” più che curativo. L’infezione non viene completamente eliminata dalle terapie. Il medico può eliminare i condilomi con l’applicazione locale di farmaci ad azione distruttiva, o con farmaci che stimolano il sistema immunitario. In molti casi l’eliminazione delle escrescenze viene eseguite con sistemi chirurgici: crioterapia (bruciatura con azoto liquido), diatermocoagulazione (bruciatura con calore), raggio laser o intervento chirurgico vero e proprio. Purtroppo, in almeno un quarto dei casi queste escrescenze si riformano. Attualmente, non esiste un vaccino per gli uomini e non esistono dati che indichino che il vaccino destinato alle donne possa proteggere gli uomini dalla formazione di condilomi, dallo sviluppo di forme tumorali correlate all’HPV (come il cancro del pene, che è raro) o dalla trasmissione del virus alle donne.
Tutti i partner con i quali si sono avuti rapporti nei tre mesi precedenti andrebbero avvisati ed avviati a un controllo medico. E’ necessario astenersi dai rapporti sessuali sino alla fine della terapia per evitare una re-infezione. Probabilmente l’infezione è trasmessa più facilmente quando le lesioni sono di recente insorgenza e/o visibili; quindi è consigliabile l’uso del preservativo finché ci sia qualche lesione visibile. Dopo l’asportazione dei condilomi si consiglia l’uso del preservativo per due-tre mesi a scopo precauzionale.
Avere rapporti sessuali protetti può contribuire a diminuire il rischio di contrarre questa infezione. L’efficacia del preservativo non è assoluta, ma rappresenta una barriera molto efficace contro la trasmissione del virus. Invece, non ci sono regole precise per gli oggetti, ma è comunque meglio evitare sempre lo scambio di salviette igieniche o oggetti usati per il piacere sessuale.

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