Per un'estate protetta dalle malattie dell'amore

Estate tentatrice, tutta “sole, cuore, amore”. Che male c’è? In fondo un pizzico di follia dovrebbe essere concessa a tutti, nella stagione della massima libertà di movimento, delle ore piccole, delle notti stellate. Niente da eccepire. Se non fosse per una folta schiera di nemiche che – invisibili, silenziose e striscianti come le spie durante la guerra fredda – si celano ai bordi delle piscine, sotto gli ombrelloni, lungo la battigia, tra le onde del mare, ma soprattutto tra le braccia di un nuovo partner. Il loro nome in codice? MST, cioè malattie sessualmente trasmissibili. Un nome che rivela la loro natura subdola, visto che definisce le infezioni veicolate dai rapporti intimi.

È una grande famiglia di patologie – provocate da diversi agenti infettivi (batteri, virus, parassiti) dal livello di gravità estremamente variabile, protagoniste ormai da diversi anni di una vera emergenza sanitaria. Che in tutto il mondo miete le sue vittime soprattutto fra i giovanissimi – complici la frequenza di rapporti sessuali con più partner e la tendenza a sottovalutare i rischi, utilizzando poco e male il preservativo – e fra le donne, più vulnerabili al contagio per ragioni anatomiche e fisiologiche. Non stupisce, poi, che il picco delle MST venga raggiunto puntualmente in autunno, quando i “segni” lasciati da un’estate un po’ troppo calda vengono alla luce e si rischia di pagare un conto molto salato.
Tuttavia, per proteggere la propria salute non è necessario invocare l’astinenza o misure draconiane. Basta giocare d’anticipo, portandosi in valigia un po’ di prudenza e magari qualche preservativo di scorta, l’unica protezione davvero efficace durante i rapporti occasionali. Follia estiva sì, dunque, a patto che sia lucida.

Con la consulenza del dottor Filippo Murina, Servizio di Patologia Vulvare-Osp. V. Buzzi-Milano.

MST, una famiglia numerosa (e pericolosa)
Quella delle MST, acronimo di malattie sessualmente trasmissibili (o trasmesse), è una famiglia allargata, composta da un folto numero di patologie anche molto diverse tra loro per sintomi e gravità, ma tutte accomunate dal canale di trasmissione: i rapporti sessuali a rischio, cioè non protetti dal preservativo, con partner occasionali, dei quali presumibilmente non si conosce lo stato di salute.
Si tratta, dunque, di infezioni (e, come tali, contagiose), provocate da diversi agenti infettanti (o patogeni): – batteri, all’origine per esempio della sifilide o della gonorrea; – virus, all’origine di MST intime, come l’Herpes genitale o i condilomi, oppure di MST sistemiche molto gravi, come l’HIV e le epatiti; – parassiti, all’origine per esempio della tricomoniasi; – funghi (o miceti), all’origine per esempio della candidiasi.

Quando il sesso diventa contagioso
Sul canale di trasmissione “sesso non protetto” vanno in onda le MST. Ma come mai?
Perché durante i rapporti sessuali non si viene solo a stretto contatto con la pelle del partner, già di per sé ampio serbatoio di germi non sempre innocui, ma anche con le sue secrezioni intime e, talvolta, con il suo sangue, dove si possono annidare e dove proliferano maggiormente i microrganismi patogeni responsabili delle MST. Ecco perché il solo strumento a prova di MST è il più vecchio contraccettivo del mondo, il profilattico, l’unico in grado di frapporre una “ barriera” tra la mucosa genitale e le secrezioni eventualmente infette.

L’emergenza è mondiale
Trecentocinquanta milioni: le persone che ogni anno contraggono una MST sono un esercito sterminato (e spesso inconsapevole). Che fa tanto più paura quanto più si pensa che questi numeri agghiaccianti si riferiscono solo al gruppo di infezioni non virali (gonorrea, clamidia, sifilide, ulcera molle, tricomoniasi), al quale andrebbe aggiunto quello altrettanto sconfinato delle MST da virus (HIV, epatite, Papilloma, Herpes genitale).
Non è esagerato, dunque, parlare di emergenza mondiale, peraltro più volte denunciata dalla stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha messo la lotta alle MST in testa agli obiettivi della politica sanitaria planetaria presente e futura.
Le MST, infatti, non sono “roba” da terzo mondo o da paesi in via di sviluppo, sebbene qui siano particolarmente diffuse. Nei modernissimi Stati Uniti, circa il 75% della popolazione sessualmente attiva ha contratto un’infezione da Papilloma virus e oltre il 20% della popolazione ospita l’H erpes genitale.
L’Europa non è da meno: in Francia e Gran Bretagna, le MST continuano a diffondersi a macchia d’olio, complici una libertà sessuale che spesso sfocia nell’incoscienza, il fenomeno dei massicci flussi migratori, che non di rado “importano” malattie storiche, e ai viaggi in paesi dove queste patologie sono ancora endemiche.
E l’Italia? L’emergenza serpeggia soprattutto tra i giovanissimi, sempre più precoci e sempre meno prudenti sul fronte sessuale. Chi, oggi, ha meno di vent’anni spesso si ritiene immune dalle malattie del sesso e giudica il profilattico uno scomodo optional di cui si può tranquillamente fare a meno.

Donne più a rischio: perché?
Se, almeno in teoria, le MST non fanno distinzioni di genere e di età – visto che colpiscono uomini e donne, giovani e meno giovani – in pratica amano di più il mondo femminile, rendendo il sesso debole davvero più debole sul fronte del contagio.
Detto altrimenti, è più facile che un virus o un batterio venga trasmesso da un maschio a una femmina che non viceversa. Una maggiore vulnerabilità che ha motivazioni anatomiche e fisiologiche.
La superficie mucosa degli organi genitali femminili, infatti, è molto più ampia di quella maschile, dal momento che si estende a tutta la vagina, quindi la zona intima delle donne è maggiormente esposta all’aggressione di eventuali microrganismi nemici.
Inoltre, il ciclo mestruale indebolisce temporaneamente le difese immunitarie dell’organismo femminile, che si ritrova meno protetto per alcuni giorni ogni mese, condizione sfavorevole che non riguarda, invece, il sesso forte.

Il vademecum da mettere in valigia
Evitare i rapporti con gli sconosciuti. Un tempo il problema MST veniva liquidato con questo semplice divieto, con il risultato che il numero di persone colpite dalle infezioni intime non ha fatto che aumentare e aumentare.
Oggi i consigli di prevenzione sono un po’ più realistici e tengono conto di molte variabili generali che caratterizzano il fenomeno, tra cui l’abbassamento costante dell’età dei primi rapporti, l’instabilità delle coppie, i grandi spostamenti delle popolazioni, i frequenti viaggi in mete esotiche.
In generale, le regole della prevenzione sono così sintetizzabili:

  1. usare il profilattico a ogni rapporto sessuale occasionale e per tutta la durata del rapporto: non è solo un sistema contraccettivo, ma anche e soprattutto l’unica barriera contro la trasmissione di malattie anche molto serie;
  2. controllare sempre che il profilattico sia integro prima dell’utilizzo e mai utilizzare due volte lo stesso preservativo;
  3. evitare il rapporto a rischio in mancanza del preservativo, anche se apparentemente il partner è sano: molte MST, infatti, sono invisibili e asintomatiche;
  4. osservare una scrupolosa igiene intima prima e dopo ogni rapporto, scegliendo detergenti non aggressivi e protettivi verso la mucosa genitale; molti prodotti contengono princìpi attivi di origine naturale di provata efficacia, capaci di rendere la zona meno vulnerabile all’aggressione di virus, batteri e funghi, indispensabili per l’i giene quotidiana e a maggior ragione durante i viaggi;
  5. eseguire periodici controlli, da intensificare soprattutto dopo aver avuto comportamenti a rischio.

 

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A cura di: Alma Galeazzi

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