Problemi sessuali durante il puerperio

Professoressa Nappi, i media parlano sempre più spesso di depressione post-partum, ma ancora troppo poco della sessualità durante il puerperio: è d’accordo? E’ proprio così. Cominciamo allora col sottolineare che il parto e il puerperio rappresentano una stagione unica nella vita delle donne. La maternità è una tappa evolutiva fondamentale della femminilità, che richiede un equilibrio nuovo nel rapporto sia con se stesse, sia nella vita di coppia. Pertanto, soprattutto, dopo mesi e mesi di visite e controlli vari, la neomamma si ritrova a casa a dover affrontare un ruolo nuovo di donna, per il quale non sempre è preparata a sufficienza e davanti al quale, molto spesso, si sente inadeguata. E se già per parecchie donne risulta difficile ammettere di alternare momenti di estrema felicità con attimi di profonda tristezza, figuriamoci quanto “sconveniente” possa apparire confessare di dover fare i conti con inaspettati problemi legati alla sessualità…

rapporti sessuali nel puerperioLo specialista che cosa consiglia in questi casi? Per prima cosa, bisogna spiegare alla paziente che, in un certo senso, lei è una donna nuova, con tutti i diritti di riconquistare la femminilità a livello personale, così come con il partner, specie se, durante la gravidanza, la vita sessuale è stata limitata (vuoi da condizioni mediche, vuoi da una precisa scelta da parte della coppia).

Sono molti i motivi che possono condizionare la ripresa della sessualità dopo il parto, e comprendono: fattori biologici, quali per esempio il recupero del nuovo assetto ormonale; la persistenza di perdite vaginali; le modificazioni degli organi genitali e il dolore dei “punti”; le difficoltà nel determinare i periodi fertili; la stanchezza psicofisica. Assieme a questi fattori vi sono anche aspetti psicologici e relazionali, che hanno a che fare con il proprio vissuto individuale e di coppia, oltre che con il tempo necessario per adattarsi alla nuova vita “a tre”, nonché con la sensazione di sottrarre risorse da dedicare al bambino

In questa fase così delicata, quanto è importante l’atteggiamento e il comportamento del partner? Direi che rappresenta un ruolo fondamentale. Infatti, la comprensione da parte del compagno circa la vulnerabilità della donna sul versante sessuale- frequente nel primo periodo dopo il parto-, unita alla condivisione di alcuni aspetti della nuova gestione familiare, giocano un ruolo essenziale nella progressiva ripresa di una vita sessuale serena, magari diversa da prima nei tempi e nei modi, ma certamente rinsaldata dalla consapevolezza del nuovo ruolo genitoriale. Talvolta, si assiste alla comparsa di conflitti che nella maggior parte dei casi erano presenti già da prima, ma che si manifestano più chiaramente proprio alla luce della nuova presa di responsabilità come coppia nei confronti del bambino e della famiglia di origine.

I sintomi sessuali nel puerperio

La maggior parte dei sintomi sessualidopo il parto può essere transitoria, ma può anche diventare l’aspetto più importante, capace di condizionare il pieno recupero dell’intesa della coppia. Perciò, è fondamentale la capacità di parlarne, anche con le figure di riferimento, se la durata o l’intensità di questi disturbi persiste nel tempo:

  • Riduzione del desiderio sessuale (libido)
  • Disturbo dell’eccitazione (deficit di lubrificazione)
  • Dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia)
  • Disturbo dell’orgasmo (piacere sessuale)
  • Riduzione della soddisfazione (piacere della relazione)
  • Deficit di erezione del partner (disfunzione erettile)
  • Breve durata del rapporto sessuale.

 

Per quanto riguarda il dolore lamentato da molte puerpere durante i rapporti sessuali, come si spiega? Il dolore nei rapporti sessuali si chiama anche dispareunia . Nel puerperio la dispareunia può essere dovuta ad alcuni fattori principali:

  • la cicatrice dell’episiotomia : il taglio che viene fatto per agevolare l’uscita del bambino. Questa incisione viene suturata (episiorrafia) subito dopo l’espulsione della placenta. A volte la cicatrice è indurita e retratta, specie se guarita dopo un’infezione della ferita. Ciò può causare un dolore che si localizza subito all’inizio della vagina
  •  la contrazione difensiva del muscolo che circonda la vagina stessa, attivata dal dolore persistente e che peggiora con i tentativi di rapporto. Si tratta di una contrazione che può arrivare a causare una vera e propria mialgia, ossia una contrazione dolorosa del muscolo: in questo caso si manifestano i cosiddetti “tender points”, punti di dolorabilità più forti, soprattutto all’inserzione del muscolo, che causano il dolore avvertibile specie all’interno della vagina
  • la secchezza vaginale, sia per la mancanza di estrogeni  (determinata dal fatto che la donna sta ancora allattando), sia perché il dolore è il più potente inibitore riflesso della lubrificazione
  • la comparsa di una vestibolite vulvare , ossia di un’infiammazione dell’entrata vaginale, dovuta ai microtraumi causati da un rapporto sessuale in assenza di lubrificazione e con un muscolo contratto e dolente.

Nel puerperio, quando è consigliabile tornare ad avere rapporti sessuali? 
Dopo il parto, sia vaginale che cesareo, è opportuno astenersi dai rapporti sessuali per un periodo variabile, ma di almeno un mese. In particolare, dopo un parto vaginale è molto frequente dover eseguire una sutura più o meno complicata. Comunque, anche nei casi delle suture più semplici, sono necessari almeno quindici giorni prima del riassorbimento dei punti di sutura e della relativa cicatrizzazione della ferita (inoltre, anche le aree cicatriziali richiedono alcune settimane prima di riacquistare normali elasticità e sensibilità, e possono essere dolenti). Per di più, compaiono le lochiazioni[ (perdite di sangue unite a residui della gravidanza, che durano per circa 15-20 giorni dopo il parto), legate alla graduale riduzione di volume dell’utero. Tutto ciò, oltre a creare evidente disagio nella donna, espone facilmente a delle infiammazioni vaginali e del collo dell’utero. Ecco il motivo per cui è doveroso non solo rispettare “i tempi” della puerpera, ma anche attendere che sia il ginecologo a dare il consenso alla ripresa dei rapporti durante la visita che in genere si verifica dopo 30-40 giorni dal parto. Iniziare troppo presto, soprattutto in presenza di fastidi e dolori durante il rapporto, potrebbe condizionare per lungo tempo i rapporti successivi e mettere in moto stati d’ansia e timori.

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