Sesso dopo il parto, si può?

Ritrovare l’equilibrio nella coppia: la nascita di un figlio è un meraviglioso terremoto che regala gioia ed emozioni immense, ma rivoluziona la vita e rimescola, giocoforza, gli equilibri di coppia. A tutti i neogenitori occorrono settimane, se non mesi, per trovarne di nuovi. Questo vale naturalmente anche per la delicata sfera erotica e sessuale. Ne parliamo con la prof.ssa Giovanna Testa*, docente di Ginecologia dell’Università Insubria di Varese e la prof.ssa Alessandra Graziottin**, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica “San Raffaele Resnati” a Milano.

 

Prof.ssa Testa, quali sono i tempi “giusti” per ricominciare a fare l’amore?

“La raccomandazione tradizionale è quella di aspettare almeno 4-6 settimane prima di riprendere l’attività sessuale” risponde Giovanna Testa. È questo, infatti, il periodo necessario affinché l’utero si stabilizzi e torni alle sue dimensioni normali, in caso di parto naturale (i tempi sono un po’ più lunghi per il parto cesareo).

“Se il collo dell’utero non si è ancora ben chiuso – avverte Alessandra Graziottin – l’organo risulta più vulnerabile alle infezioni, che a loro volta possono ridurre o addirittura compromettere la fertilità futura”. Tuttavia, se la coppia è monogama, sana, nessuno dei due partner è portatore di infezioni, e, soprattutto, se entrambi ne hanno voglia, non esiste un divieto tassativo a una ripresa più precoce della sessualità. Anche se ci sono altri motivi che “remano contro”.
Per esempio, nella donna che allatta, la presenza di alti livelli di prolattina, un ormone che è un forte inibitore del desiderio.

“Se a questo aggiungiamo la carenza di estrogeni, che provoca una marcata secchezza vaginale, i rapporti possono diventare dolorosi e il desiderio può spegnersi del tutto e rimanere congelato fino alla fine del puerperio, tre-sei mesi dopo il parto, anche più a lungo se l’allattamento prosegue” spiega la ginecologa.

” Il dolore – aggiunge Testa – può essere un deterrente molto forte anche se la mamma ha subito l’episiotomia, il “taglietto” che viene praticato sul perineo per agevolare l’espulsione del bebè durante il parto e la relativa sutura; le cicatrici, infatti, specie se non del tutto guarite o infette, possono rendere i rapporti sessuali ancora più dolorosi”.

 

Che fare, per superare questi problemi?

“Se la neomamma ha difficoltà, può e deve essere aiutata” risponde Graziottin.
“Per vincere la secchezza vaginale – aggiunge la ginecologa -, il medico può prescrivere estrogeni vaginali a basse dosi, che non interferiscono con l’allattamento e consentono la ripresa di una lubrificazione adeguata. Via libera anche ai gel lubrificanti che aiutano a recuperare un’intimità soddisfacente.
Se, in più, ci sono le cicatrici dolenti dell’episiotomia, per ammorbidirle e facilitarne la guarigione si possono fare massaggi con olio di iperico o gel a base di aliamidi.
Da non trascurare anche la ginnastica riabilitativa del pavimento pelvico, rimborsata dal Servizio sanitario nazionale, nei migliori ospedali, per recuperare al meglio la sensibilità e la tonicità dei muscoli vaginali, oltre che per prevenire l’incontinenza da sforzo, che può essere lo sgradevole “ricordo” di un parto vaginale“.

 

E lui, come vive l’arrivo del “terzo incomodo” che si intromette nella sfera intima della coppia? Che atteggiamento ha il futuro padre di fronte alla sessualità e alle eventuali difficoltà della compagna nel delicatissimo periodo del puerperio?

Certo, c’è chi ” freme” per riallacciare i rapporti prima possibile, magari senza troppa attenzione verso le resistenze della partner; ma anche i papà hanno bisogno dei loro tempi. “Secondo alcuni studi – spiega Graziottin -, in questa fase negli uomini si ha un calo di testosterone, e quindi anche del desiderio sessuale. Una scoperta interessante, che dimostra come la natura abbia in qualche modo provveduto a smorzare l’entusiasmo erotico maschile nel dopo-parto, al fine di rallentare le nascite.
Inoltre, si è evidenziato che quanto più forte è il coinvolgimento parentale del padre, tanto più lui è disponibile a riprendere i rapporti con tranquillità“.

All’estremo opposto, ci sono anche i papà che vanno in tilt, e i molti casi arrivano disturbi del desiderio e dell’erezione, eiaculazione precoce, depressione. “Quando è così – conclude Graziottin – occorre rivolgersi allo specialista senza esitazione. L’aiuto è quasi sempre risolutivo, purché tempestivo; lasciare “incancrenire” il disinteresse sessuale può essere, invece, molto pericoloso”.

 

* La prof.ssa Giovanna Testa, nata a Boston nel 1964, medico, specialista in Ginecologia -Ostetricia è dal 1994 docente presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, Facoltà di Medicina e Chirurgia e dal 2004 Ginecologa del Consolato americano a Milano.
Dal 1985 ha svolto attività clinica e di ricerca in endocrinologia ginecologica, infertilità di coppia e menopausa presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica “Luigi Mangiagalli” di Milano e la Clinica Ostetrica e Ginecologica di Varese.
Nel 2005, ha conseguito il Master in “Metodi e Tecniche della comunicazione scientifica nell’area salute: dalla formazione (e-learning) all’informazione presso l’Università degli Studi di Milano.
Tra le numerose collaborazioni, da citare l’Istituto di Biologia Molecolare di Princeton New Jersey (USA) e l’Istituto Mario Negri di Milano.
La prof.ssa Giovanna Testa è Autrice e Co-autrice di numerose pubblicazioni, nazionali e internazionali, in tema di endocrinologia ginecologica e fertilità di coppia.

 

** La prof.ssa Alessandra Graziottin, medico, specialista in Ginecologia-Ostetricia e Oncologia, Psicoterapeuta in Sessuologia, è Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano.
Nel 2008 ha costituito la Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus, di cui è Presidente.
Dal 2017 è membro della Core Faculty della European School of Oncology (ESO) e del Consiglio Direttivo per il settore “Comorbilità e psicopatologia” del Gruppo Italiano per lo Studio della Motilità dell’Apparato Digerente (GISMAD).
Dal 2009 è docente presso il Master universitario di II livello in Andrologia e Medicina Sessuale presso l’Università di Firenze.
Dal 2014 è Segretario Provinciale dell’Associazione degli Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) per la provincia di Milano.
Dal 2011 è membro dell’International Organizing Committee (IOC) di Controversies in Obstetrics, Gynecology & Infertility (COGI) e nel corso della sua attività professionale è stata Membro dei più prestigiosi Direttivi, ricoprendo diverse cariche: SIM (1997-2001); PMI (1997-2007); EMAS (2000-2006); SIGITE (2003-2006); SIPGO (2002-2008); SIPGO (2008-2012); SIPPS (2008-2012); Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), in qualità di coordinatore dell’Area di Speciale Interesse SIGO “Dolore Pelvico” (2009-2011); FSFF (2000-2001); ISSC (2003-2010); ISSWSH (2001-2002), in qualità di Presidente. Nel giugno 2004 è stata nominata Membro Onorario della Society of Obstetricians and Gynecologists of Canada (SOGC).

La prof. Alessandra Graziottin ha pubblicato 22 libri scientifici e 7 divulgativi (in qualità di autore, co-autore o curatore), oltre 90 capitoli di libri scientifici, 8 manuali educazionali per le donne e più di 400 articoli scientifici, di cui oltre 120 referati, su diversi aspetti della ginecologia e della sessuologia medica.

Ha presentato più di 1570 relazioni scientifiche ai più prestigiosi congressi e corsi nazionali, internazionali e mondiali, di cui oltre 85 letture magistrali.

Si dedica con passione della salute e della qualità di vita della donna e della coppia in ambito clinico, didattico ed educazionale.

Per ulteriori informazioni:
fondazionegraziottin.org/it/scrivici »
www.alessandragraziottin.it »

 

 

A cura di: Alessandra Terzaghi (2010)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 31 luglio 2019

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