Sexy toys: il sesso è un gioco (da ragazze)

Perché il desiderio può spegnersi
E comunque, voi non credeteci. Non date retta a quelli (o peggio, a quelle) sempre pronti ad alzare il ditino e dirvi che no, proprio non si fa. Che non sta bene, che insomma, quantomeno è di cattivo gusto.
E soprattutto state alla larga da chi giura che è roba da pervertiti. La vera perversione è la mancanza di comunicazione nella coppia, quella che alla lunga (nemmeno poi tanto lunga) porta alla routine, alla noia, alla fine. Dell’amore e della coppia. In un rapporto di coppia, il sesso non è, non può essere mai una specie di compito, di obbligo da espletare, più o meno regolarmente. Qualcosa da fare così, tanto per fare. Il sesso è piacere, il sesso è gioco, il sesso è fantasia, il sesso è immaginazione. E l’immaginazione va alimentata.
Ecco allora l’utilità dei sexy toys. Giocattoli, appunto, che ravvivano il sesso e che, ahinoi, ancora sono visti da molti come un tabù. O al contrario, e forse è pure peggio, come qualcosa di sciocco e inutile, buoni da regalare a un addio al celibato per farsi su una bella risata, sapendo già che finiranno dimenticati in qualche cassetto nella casa della futura sposa.

Un po’ di storia
Intanto, bisogna sapere che i sex toys non sono il frutto della società moderna. Li usavano anche in tempi non sospetti. Nella Grecia classica, per esempio. Il Museo Nazionale di Copenhagen ha delle raffigurazioni di un vaso greco che mostrano una donna alle prese con un dildo, per dire. E anche i romani non scherzavano: basta fare un giro a Pompei e dare un occhio alle stanze dove sono raffigurate le scene di sesso. Il salto di qualità avviene con la Rivoluzione industriale e l’a vvento di nuove tecnologie e materiali. C’è un film recente, Hysteria, della regista americana Tanya Wexler, presentato all’ultimo Festival del cinema di Roma, che racconta una storia vera ambientata proprio in quegli anni. La storia dell’invenzione del primo vibratore elettrico. Nell’Inghilterra Vittoriana di fine Ottocento l’isteria è una malattia molto diffusa, attraverso la quale viene diagnosticata di fatto l’insoddisfacente vita sessuale delle donne. Il medico protagonista del film scopre che può fare molti soldi aiutando le donne a raggiungere l’orgasmo, ovvero proprio quello che la vita matrimoniale nega loro.

Da allora è passato ben più di un secolo e i sex toys si sono evoluti eccome. E così pure il loro utilizzo. Secondo una recente ricerca commissionata dalla Durex, oggi li usa il 28% delle italiane, tre volte più che nel 2004. E l’ultima frontiera è stata superata con il tupper sex, la vendita a domicilio di questi giochi erotici. Una moda scoppiata come al solito prima in America, da poco è sbarcata anche in Italia, il cui nome (e anche la modalità) ricorda ironicamente le riunioni a cui partecipavano le casalinghe di qualche decennio per comprare i famosi contenitori in plastica.


L’imbarazzo della scelta

Che sia nel salotto dell’amica di un’amica o nel più classico dei sexy shop si trova un po’ di tutto. Di ogni forma e colore. C’è l’ovetto telecomandato, il massaggiatore per clitoride, l’anello che vibra e quello con filamenti morbidi e particolarmente solleticanti incollati su tutta la circonferenza. Ci sono le geisha balls (o palline cinesi), le margherite multi-uso, le paperelle con cristalli, i pinguini, i pesciolini, i delfini e i coniglietti. Non è importante quale (o quali) si sceglie, quel che conta è aver ben chiaro in che modo possono esserci utili: con lo scopo di esaltare il lato ludico della sessualità. Per rinsaldare la complicità di coppia. O anche per utilizzo personale, magari per capire quali sono le zone erogene che più provocano piacere e poi condividere la scoperta con il proprio partner. Senza imbarazzi e con l’unica accortezza di non farli diventare indispensabile durante il sesso né considerarli rivali del partner. E naturalmente di non lasciarsi sedurre da prezzi bassi e toys scadenti (made in China, per dire) e ponendo grande attenzione, all’igiene e alla lubrificazione.

Chi ancora ha dei dubbi, sappia che i sexy toys sono ampiamente utilizzati nella terapia. Per esempio, nei casi di donne che soffrono di vaginismo (contrazione riflessa e involontaria dei muscoli del perineo, della vulva, dell’orifizio vaginale tale da impedire la penetrazione necessaria al coito e spesso anche durante l’esame ginecologico) o dispareunia (un dolore che la donna avverte nell’area della vagina o della pelvi durante un rapporto), o che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo. E comunque i sessuologi aggiungono che non è mica necessario averi problemi sessuali per provare a dare una svolta alla propria sessualità.

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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