Tantra: quando il sesso è“slow”

Galeotta fu un’intervista a Sting, una ventina d’anni fa o giù di lì. Quella volta assieme a lui c’erano Bob Geldof, un giornalista rock e, a quanto pare, parecchio alcol. Che, come si sa, scioglie la lingua e cancella le inibizioni. Così, a un certo punto, i tre finirono a parlare di sesso e Geldof confessò di essere un «uomo da 3 minuti», mentre il suo amico Sting, che praticava lo yoga, probabilmente poteva durare ore. L’ex ragazzo dei Police sorrise e poi disse: «Avete mai sentito parlare di sesso tantrico?». Addio! Da quel momento centinaia di migliaia (milioni?) di donne in tutto il mondo hanno iniziato a sognare di poter fare anche loro l’amore per otto ore di fila. O forse di farlo con Sting, la cosa non è ancora ben chiara.

Tantra: quando il sesso è slow - EsseredonnaonlineFatto sta che a partire da quell’intervista, Tantra è diventata una parola famosa. Magica ed evocativa. Quasi leggendaria. La promessa di un piacere immenso, mai provato prima. Il problema è che ne parlano in tanti, ma in pochi sanno davvero di cosa si tratta. E ancora meno sanno come metterlo in pratica. Il sesso tantrico, infatti, non prevede una strategia precisa da seguire alla lettera, non è una versione alternativa del Kamasutra per cui basta azzeccare qualche posizione e il gioco è fatto. Il Tantra è un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’espansione dell’ordinario stato di coscienza nei vari aspetti della vita, il cui scopo è la crescita della propria conoscenza e la maturazione di sé. L’eros è solo una parte della filosofia tantrica. Ma è una parte importante, e soprattutto, è la parte che ci interessa.

Per coglierne l’essenza, forse, si può partire dalla sua iconografia. La figura tipica che raffigura l’unione tantrica è lo Yab Yum. Trattasi di una donna seduta su un uomo a sua volta seduto. Sembra banale. E infatti lo è. Ma è lì il segreto. A osservare bene lo Yab Yum, emerge subito un senso di calma straordinaria. Il sesso tantrico, infatti, contrariamente alla concezione occidentale, fatta di potenza muscolare, si concentra sulla stabilità della stimolazione. I movimenti devono essere minimi, mentre si lascia svanire sullo sfondo qualsiasi tipo di pensiero. Lo scopo è raggiungere il “vuoto concentrativo”. E prolungarlo al massimo. Come spesso accade nelle discipline orientali, per riuscirci è utile concentrarsi sul respiro, fare in modo che una ricca ossigenazione rallenti il battito cardiaco e allenti le tensioni muscolari e tendinee.

Insomma, è un po’ come fare yoga in due.

La lezione che viene dalla disciplina tantrica è che il piacere non dipende tanto dal partner, ma da noi: più ci conosciamo e abbiamo consapevolezza profonda di chi siamo e del nostro corpo, più il piacere sarà intenso. Ma attenzione, non è che il partner sia inutile. Anzi, nel Tantra il partner è come una divinità: da adorare e desiderare.
L’amore si fa con il corpo e con la mente, si parte dal contatto visivo e quindi dalla ricerca del desiderio, per passare attraverso massaggi e carezze che possono accompagnare verso il piacere assoluto. L’ansia da prestazione non trova spazio, perché il rapporto viene vissuto con totale abbandono.

Bello no? Sì, ma ancora non si capisce in pratica che cosa si debba fare per raggiungere l’estasi promessa. Come detto, quando si fa l’amore, secondo il Tantra, non esiste una tecnica univoca da seguire e viene meno soprattutto la responsabilità di dover dimostrare le proprie capacità amatorie. Il sesso è energia pura che si trasmette tra i due corpi: l’energia della donna è “fredda” e “ascendente”, quella maschile “calda” e “discendente”. Durante l’atto sessuale, che rappresenta il momento di massima unione, queste due energie si confondono e si fondono. Invece di concentrare tutta l’energia nel momento dell’orgasmo, la si distribuisce lungo tutto il corpo facendola durare anche ore.

Ma come si fa? Intanto si può provare a creare un ambiente intimo e confortevole. Con candele profumate e fiori, lenzuola pulite e fresche, cuscini comodi, musica rilassante di sottofondo. E senza elementi che possano distrarre o trasmettere un senso d’ansia . Poi si può cercare di sincronizzare la respirazione. Basta mettersi uno di fronte all’altra e iniziare a inspirare ed espirare in maniera alternata, come se ognuno si nutrisse dell’alito dell’altro.

E infine, quando iniziate a fare l’amore, guardatevi negli occhi, è il massimo dell’intimità . E soprattutto prendetevi tutto il tempo che serve per scoprire il corpo del partner. E invitate il partner a fare lo stesso con voi.
Perché – e forse questa è l’unica vera regola del sesso tantrico – la fretta è vietata!

 

Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento sappia che esiste un Istituto ad Anghiari, Arezzo, dove si insegna la materia. Dai corsi introduttivi fino a quelli avanzati. L’hanno fondato Elmar e Michaela Zadra, ex coach manager lui, ex industrial design lei, folgorati ormai più di vent’anni fa sulla via del Tantra, tra l’India e il Tibet. Oggi sono tra i massimi esperti in Italia. (www.maithuna.it)

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