Terza età: sessualità & salute

Terza età: sessualità & saluteGli anziani di oggi sono ben diversi da quelli di 30-40 anni fa. Viaggiano, fanno sport, escono la sera, non disdegnano la tecnologia… e fanno l’amore. Insomma, sono molto più attivi da tutti i punti di vista. Anche quello sessuale. E l’eros nella terza età ha smesso di essere un tabù. Ne parliamo con la professoressa Rossella Nappi, della Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia, responsabile dell’Ambulatorio della Menopausa.

Professoressa Nappi, sesso a 70 anni: si può?
Non solo si può, naturalmente, ma si dovrebbe. Innanzitutto, perché mantenere l’intimità e avere una sessualità appagante è un ingrediente chiave della vita di coppia, a prescindere dall’età. In secondo luogo, perché, da un punto di vista biologico, la funzione sessuale, come tutte le funzioni dell’organismo, tende sì a declinare con il passare del tempo, ma la ‘macchina’, per quanto invecchiata, può ancora funzionare e quanto più si riesce a mantenere una sessualità attiva, tanto più si contrastano i meccanismi dell’invecchiamento. Insomma, tanto più quando si è anziani, fare l’amore fa bene all’amore, e alla salute. Se si mantiene attiva questa sfera in un momento in cui, per vari motivi, essa va incontro a un declino fisiologico, e se ne capisce l’importanza sia clinica, sia psicologica, sia relazionale, per la propria qualità di vita, sarà anche meno probabile avere disfunzioni sessuali. Che – è provato – derivano anche dall’inattività, in entrambi i sessi. Nella donna, avere rapporti sporadici, o non averne del tutto, non fa altro che favorire quel processo fisiologico di atrofia vaginale che li rende spesso dolorosi, innescando così un circolo vizioso. Nell’uomo, fare poco sesso significa avere meno testosterone in circolo e quindi anche erezioni meno pronte. Bisogna, invece, pensare alla sessualità come a qualcosa che attiene non solo alla sfera dell’intimità e delle emozioni, ma anche come a una funzione biologica fisica; che, come tale, va allenata. E non si può iniziare a 60 anni. Le basi per avere una buona vita sessuale anche nella terza età vanno gettate prima. Rispetto alle coppie giovani più ‘spente’ dal punto di vista sessuale, quelle che hanno più rapporti sono anche quelle che hanno una migliore sessualità andando avanti con gli anni. Inoltre, le donne che già prima della menopausa davano meno importanza a questo aspetto della vita tendono ad avere molti più disturbi nella sfera sessuale rispetto a quelle sessualmente più attive tra i 40 e i 50 anni.
Dopo una certa età, però, fare sesso indubbiamente è più difficile. Per la donna, in particolare, mantenere viva la libido può essere un’impresa. Come mai?
Non è facile, innanzitutto perché il quadro ormonale cambia profondamente. Al momento della menopausa si ha un brusco calo della produzione degli estrogeni, gli ormoni femminili alla base dei fenomeni biologici di risposta sessuale. Oltre a far venire le vampate di calore, ad alterare il tono dell’umore, il sonno e la capacità di concentrazione, il calo degli estrogeni ha un impatto importantissimo sulla sessualità femminile, provocando secchezza vaginale, e quindi una lubrificazione ridotta e una minor eccitazione, con dolore al rapporto. Tuttavia, la capacità di eccitarsi dipende non solo dagli estrogeni questi ormoni, ma anche dagli androgeni, gli ormoni sessuali maschili – in primis il testosterone – che sono presenti anche nella donna, seppure in misura minore rispetto all’uomo. A partire dai 40 anni anche gli androgeni diminuiscono, sferrando un ulteriore colpo alla libido. Il testosterone ha, infatti, un ruolo molto importante nel regolare l’equilibrio dei neurotrasmettitori da cui dipende il desiderio sessuale: primo fra tutti la dopamina, che è la sostanza coinvolta nel comportamento di ricerca del partner e nell’apertura alla stimolazione sessuale, e a seguire la serotonina, implicata in tanti processi biologici, come il comportamento alimentare, il ritmo sonno-veglia e la regolazione del tono dell’umore. Anche nell’uomo il testosterone cala fisiologicamente con l’età, ma questo calo è molto più tardivo e graduale, per cui lui, dal punto di vista sessuale, invecchia più tardi e meno bruscamente di lei. Al di là delle variazioni ormonali, comunque, anche lo stato di salute generale influisce in modo determinante sulla voglia e la capacità di continuare a far l’amore quando si è anziani, soprattutto se depressi. In presenza di patologie croniche come l’artrosi, il diabete o l’ipertensione, la sessualità finisce per andare a pallino molto più facilmente. Inoltre, gli uomini che soffrono di malattie cardiovascolari sono notoriamente a maggior rischio di problemi di erezione. Infine, molto importanti sono i fattori legati allo stile di vita. In particolare, il fumo è il killer numero 1 della sessualità, specie nel maschio. Dopo una certa età, infatti, gli uomini che fumano hanno un’erezione meno pronta e meno efficiente dei loro coetanei non fumatori a causa degli effetti nefasti delle sigarette sui vasi sanguigni e sull’ossigenazione dei tessuti.
Come ovviare a questi ostacoli?
Le carenze ormonali legate alla menopausa si possono correggere. Non tutte le donne possono fare la classica terapia ormonale sostitutiva o ne hanno realmente bisogno. Bisogna valutare caso per caso, tenendo sempre conto del rapporto rischio-beneficio. Alcune, infatti, presentano fattori di rischio tali da renderla assolutamente controindicata. Per fortuna, però, ci sono altre strategie disponibili. Gli ormoni, in primis gli estrogeni, si possono applicare sotto forma di compresse, gel, ovuli, creme localmente, a livello vaginale, dove stimolano la lubrificazione e favoriscono l’eccitazione. Non sempre, però, le donne sono disponibili a usare questi prodotti, magari perché si vergognano di far vedere al partner di averne bisogno o perché temono che questo comprometta la spontaneità del rapporto. Da poco, però, anche queste donne hanno una possibilità in più per combattere la secchezza e l’atrofia vaginale legate all’invecchiamento fisiologico. Al di là degli aiuti farmacologici, però, non bisogna dimenticare che per preservare la funzione sessuale e il desiderio è importante cercare di mantenersi in salute a 360° e avere uno stile di vita sano, sia per lui sia per lei. Quindi, no al fumo, dormire abbastanza, cercare di evitare il sovrappeso, fare regolarmente sport. L’attività fisica, infatti, oltre a rendere la muscolatura più elastica e a favorire l’ossigenazione dei tessuti, fa salire i livelli di testosterone, facilitando quindi l’erezione nell’uomo e stimolando il desiderio nella donna.
Come cambia la sessualità nella coppia matura?
I tempi della coppia cambiano: si allungano per lei e si accorciano per lui. Bisogna esserne consapevoli e trovare un punto d’incontro, una compensazione. Da una parte, la donna, specie se ha problemi di secchezza, ha bisogno di molto più tempo per eccitarsi. È fisiologico e l’uomo lo deve sapere. Il partner deve quindi avere pazienza e non essere avaro di preliminari. Lui, dall’altra parte, ha un’erezione meno efficiente e spesso ha paura di perderla. Deve essere quindi aiutato dalla compagna con la stimolazione fisica e con il contatto per poterla preservare più a lungo. Bisogna insomma imparare un nuovo modo di stare insieme, ma anche a 70 anni avere una vita sessuale appagante si può.
Inoltre, quando gli ormoni calano e la bellezza sfiorisce, la spinta verso la sessualità di una coppia di over 60, che magari sta insieme da 40 anni, in genere non è più di tipo corporeo-erotico-visuale, ma nasce soprattutto dall’immaginazione. Ci sono vari studi che dimostrano come alcuni anziani continuino a livello cerebrale a vedere il partner con gli occhi di quando lui o lei era giovane. Questo però accade solo se si è in sintonia affettiva ed emotiva col partner. Se, invece, si sono convogliati nel rapporto delusioni, tristezze, recriminazioni è ben più difficile riuscire a vivere bene l’intimità affettiva e, quindi, anche quella sessuale.
Qualche altro consiglio per continuare ad avere una vita intima soddisfacente e mantenere vivo il desiderio dopo tanti anni di convivenza?
Per una coppia di una certa età, è fondamentale, forse la cosa più importante, sapere di aver fatto belle conquiste insieme, di aver raggiunto degli obiettivi comuni di qualità e realizzato dei progetti, in cui ognuno dei due ha messo qualcosa di sé per costruire una buona relazione. Quando c’è questo elemento, magicamente la sessualità è migliore, perché in questa situazione il nostro cervello riesce a vedere più facilmente nell’altro l’innamorato dei 20 anni, quando era ancora bello, in forma, senza rughe, acciacchi e chili di troppo, by-passando il fatto che, in realtà, il corpo è sfiorito. Ed è altrettanto essenziale continuare a fare cose belle e piacevoli insieme, anche piccole cose, ma che siano di valore per la vita e abbiano un significato di ricompensa per il cervello, come passeggiare mano nella mano, ascoltare musica, guardare un film abbracciati sul divano, senza dimenticare di dedicarsi attenzioni e tenerezze quotidiane, perché anche questo è un termometro della capacità di comunicarsi qualcosa che dia un piacere reciproco. Infine, a proposito di comunicazione, non nascondere i propri bisogni e i propri problemi al partner, cosa che la donna è più propensa a fare. E in presenza di disturbi sessuali, oltre a parlarne apertamente con il compagno, non temere di rivolgersi a uno specialista, che è la figura più qualificata ad aiutare la coppia ad affrontare e risolvere il problema. Vietato, invece, assumere un atteggiamento rinunciatario e dirsi ‘tanto il sesso alla nostra età non conta più’, perché non c’è niente di più falso.

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