Cibo a spreco zero: piccoli accorgimenti quotidiani

All’indomani di EXPO 2015, lo spreco alimentare continua ad essere un problema attuale, che tocca tutti i Paesi industrializzati. I numeri sono allarmanti: da un recente rapporto dell’Osservatorio Nazionale Waste Watcher, presentato in occasione della terza Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco (5 febbraio) emerge che lo spreco alimentare, sommato allo spreco di acqua e risorse per produrlo e all’impatto sull’ambiente, “pesa” oltre 2600 miliardi di dollari, nel mondo.

La buona notizia è che – complici EXPO 2015 e le grandi campagne di sensibilizzazione sul problema – la percezione della gravità del problema è in aumento, e i consumatori italiani si stanno muovendo verso un sempre maggiore impegno. Partendo da comportamenti quotidiani più consapevoli. Dal rapporto Waste Watcher emerge infatti che, per contenere lo spreco di cibo, il 56% dei consumatori italiani è disposto a “pagare di più per imballaggi che aumentino la probabilità di utilizzo del prodotto”. Il 64% preferisce le confezioni piccole, che garantiscono un consumo più rapido, e dunque meno a rischio di spreco. Il 91% degli intervistati, infine, presta molta attenzione alla data di scadenza riportata nelle etichette.
Anche le abitudini di approvvigionamento alimentare stanno modificandosi, a favore di comportamenti sempre più orientati al contenimento dello spreco: nel 69% dei casi la spesa alimentare è quotidiana, al massimo si rinnova ogni 2/3 giorni. La grande spesa settimanale è abitudine del solo 27% degli italiani.
Come dare quotidianamente il proprio piccolo contributo alla diminuzione dello spreco alimentare? Alcuni consigli, di facile realizzazione, che possono aiutare a contenere gli sprechi di cibo a casa.

A cura di Alessandra Ratti

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