4 milioni di malati di artrite e oltre 3,2 miliardi di costi

La spesa per le patologie reumatiche nel 2009 è stata di circa 3,2 miliardi di euro, con la prospettiva di arrivare a quattro miliardi nel 2029; farmaci, assistenza sanitaria, ambulatoriale e ospedaliera rappresentano il 30% dei costi ma la parte più rilevante, il 70%, è dovuta all’a ssistenza sociale resa necessaria dalla perdita di autosufficienza dei malati, che diventano anche impossibilitati a lavorare: questa la sintesi del Documento relativo all’indagine conoscitiva del Senato sulle malattie ad andamento degenerativo di particolare rilevanza sociale, con un approfondimento specifico per le malattie reumatiche, approvato nei giorni scorsi. Il direttore della Divisione di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, Pierluigi Meroni, osserva: «Il trattamento con farmaci innovativi rappresenta una voce importante nella spesa farmaceutica perché si tratta di molecole moderne che hanno alle spalle molti anni di ricerca e sviluppo; ma sono farmaci costosi solo apparentemente perché studi di farmaco-economia hanno dimostrato che rappresentano un risparmio reale per il sistema sanitario, come nel caso del blocco dell’evoluzione della malattia o della remissione completa, in alcuni casi. Oltre al valore economico, questi farmaci devono essere valutati per gli effetti positivi nella riduzione della disabilità e nel recupero della qualità di vita. L’impegno è quindi di migliorare ulteriormente l’a ccesso alle cure personalizzate, tenendo conto dei principi basilari di efficacia e di appropriatezza». Consortium, il Network Internazionale delle Malattie Reumatiche Autoimmuni, cui hanno aderito finora 13 Centri di dieci paesi, è stato fondato per evitare le diagnosi fatte in ritardo, le cure costose e a volte inutili, le disabilità precoci causate magari da un percorso terapeutico sbagliato, per fare attenzione a non sprecare risorse in doppioni di ricerche già in corso e per stabilire regole comuni di diagnosi e di cura, basate sull’eccellenza e condivise internazionalmente. In tutto il mondo si aggrava il problema delle malattie autoimmuni ma l’accesso alla diagnosi precoce e alle terapie è ancora ‘a macchia di leopardo’; spiega Meroni, che è fra i fondatori di Consortium: «Siamo abituati a pensare che alcuni paesi rappresentino l’eccellenza nel trattamento di alcune patologie e questo porta alla ‘migrazione medicale’. Oggi i pazienti reumatici, all’estero per lunghi periodi per turismo o per ragioni professionali, possono trovare la stessa qualità e gli stessi servizi che trovano nel proprio Centro di riferimento in Italia». Sul sito www.autoimmunity-network.com si possono trovare tutte le informazioni sul network. Fra le principali malattie reumatiche autoimmuni, rare o croniche, ci sono l’Artrite reumatoide e il Les (Lupus Eritematoso Sistemico), la Spondiloartrite, la Sclerodermia, l’Artrite psorisiaca. L’artrite reumatoide colpisce il 2% dei giovani e il 5% delle persone di oltre 55 anni, con prevalenza femminile: tre donne malate per un maschio; gli Italiani colpiti da Les sono 71 ogni 100mila.

 

Fonte: corriere.it, 9 giugno 2011

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