Adolescenza: il benessere psicofisico migliora con le cene in famiglia

26 marzo 2013

Adolescenza: il benessere psicofisico migliora con le cene in famiglia - EsseredonnaonlinePer gli adolescenti mangiare regolarmente in famiglia aiuterebbe a salvaguardare, oltre la salute fisica grazie ad un’alimentazione più sana ed equilibrata, anche quella mentale; indipendentemente dal fatto se abbiano o meno un buon rapporto con i genitori.
È quanto emerge da una nuova ricerca pubblicata sulla rivista “Journal of Adolescent Health” ed eseguita su un campione di circa 26.000 adolescenti tra gli 11 e i 15 anni.

Secondo lo studio mangiare regolarmente a casa fa bene dal punto di vista emotivo in quanto scaturisce una maggiore stabilità e fiducia oltre a far acquisire agli adolescenti buone abitudini alimentari per mantenersi in salute e prevenire l’obesità.
Tale effetto positivo sulla salute mentale è stato riscontrato tra coloro che regolarmente consumano la loro cena in famiglia indipendentemente da sesso, età e livello socio-economico. Secondo Frank Elgar, principale autore dello studio e professore di McGill Istituto per la salute e delle politiche sociali di Montreal, è stato rilevato che i giovani hanno meno problemi emotivi e comportamentali ed hanno atteggiamenti positivi verso gli altri sentendosi anche più soddisfatti della loro vita.

“I pasti in famiglia possono effettivamente rappresentare un momento importante per comunicare con i figli in una fase particolare di crescita dei ragazzi – commenta la dottoressa Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico – rappresentano un momento fondamentale per trasmettere loro stabilità e serenità. Inoltre i genitori hanno la possibilità di avere sotto gli occhi il proprio figlio regolarmente, per poterlo osservare, per ascoltarlo e per parlargli. Il tipo di rapporto con mamma e papà non è cosi importante. Comunque quei momenti familiari, seduti intorno ad un tavolo, daranno al ragazzo la sicurezza che comunque i suoi genitori ci sono, pronti ad aiutarlo in qualsiasi momento e questo sarà fonte per il giovane di grande sicurezza”.

“Inoltre in un momento storico come quello che stiamo vivendo – aggiungere sempre la dottoressa – la famiglia assume un ruolo ancora più importante nel controllo dei comportamenti ossessivi sempre più diffusi tra i ragazzi. Dobbiamo frequentare i nostri figli per poterne individuare i comportamenti disfunzionali e quindi intervenire. Basta solo pensare all’uso esagerato che i ragazzi fanno di internet, quindi del computer e del cellulare, troppo presenti nella vita quotidiana, con una serie di rischi di cui non sono e non vogliono essere consapevoli”.

Fonte ASCA 25/03/2013

A cura di Simona Forti

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