Alcol e giovani: binomio ad alto rischio

L’alcol come la droga, provoca dipendenza, assuefazione e disturbi comportamentali; causa ogni anno in Italia circa 20mila morti, quattro volte quelli provocati dagli incidenti stradali: questo il quadro delineato da Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della Sia (Società Italiana di Alcologia). Spiega Scafato: «Sono oltre otto milioni gli Italiani che consumano alcolici a rischio e oltre quattro milioni i binge drinkers, quelli cioè che almeno una volta nel corso dell’ultimo anno hanno consumato più di sei bevande alcoliche in un’unica occasione. E le pessime abitudini dilagano sempre di più fra i giovani e i giovanissimi. La collettività, attraverso il Servizio Sanitario, paga ogni anno oltre 11 milioni di euro per gli effetti dell’alcol sulla salute e sulla sicurezza, costi riferibili anche ai quattro milioni di ubriachi e di binge drinker». La diffusione dell’abitudine a bere è in continuo aumento; si calcola che superi il milione e trecentomila il numero di ragazzi e ragazze fra gli 11 e i 25 anni che consumano alcol con frequenza variabile, dall’episodico al quotidiano, e che dovrebbero essere oggetto di interventi mirati. L’alcol trova strade per diffondersi fra i giovani anche con la frequentazione di discoteche, concerti, manifestazioni sportive e con gli incontri sui social network, ed è spesso associato al fumo, provocando così una doppia dipendenza. Anche la pubblicità fa la sua parte, investendo ogni anno in promozione di prodotti alcolici 65 milioni di euro, molti nei siti web e sui social network, attraverso modalità cui non è possibile sottrarsi, come i pop up. Il consumo eccessivo di alcolici è causa di rischio per molte patologie, oltre 60: dal cancro alla cirrosi epatica, dal disordine psichico alle malattie cardiovascolari, gastrointestinali e immunologiche, dall’infertilità alle malattie dell’apparato scheletrico; può avere conseguenze anche sul peso, come sottolinea Scafato: «Anche il peso è una variabile da tenere in considerazione, e non per il sovrappeso ma per il rischio contrario: il sottopeso. Emerge dai dati la tendenza da parte delle ragazze sottopeso a bere prevalentemente secondo modalità a rischio; il rischio è quello della cosiddetta drunkoressia, condizione in via di diffusione fra le teenager, che acquisiscono le calorie di cui hanno necessità esclusivamente dall’alcol, sommando così una doppia condizione patologica: l’anoressia e l’alcol-dipendenza».
L’Europa è fra i maggiori consumatori nel mondo di alcol ma l’Italia è il paese europeo, insieme alla Norvegia, che segna il minor consumo pro capite di alcol puro (0,4 litri); gli Italiani, come i Francesi consumano molto vino: nel 2010 ne ha bevuto il 67,2% dei maschi e il 40,4% delle femmine. Un terzo degli Italiani ha bevuto aperitivi alcolici (29,8%) e ha consumato almeno una bevanda alcolica il 78,9% degli uomini e il 53,4% delle donne, di età superiore agli 11 anni; la birra è stata bevuta dal 60,6% dei maschi e dal 32,3% della femmine. Questi dati sono stati diffusi nei giorni scorsi a Roma, nel corso dell’Alcohol Prevention Day, dedicato all’aggiornamento sulla situazione e le tendenze dell’u so dannoso delle bevande alcoliche nella popolazione italiana ed europea, allo scopo di offrire indicazioni per l’adozione di politiche efficaci di controllo e prevenzione.

 

Fonte: Osservatorio Nazionale Fumo, Alcol e Droga, Istituto Superiore di Sanità

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