Aprile, mese della prevenzione dell’ictus

Aprile, mese della prevenzione dell’ictus - EsseredonnaonlineNel mondo colpisce una persona ogni sei secondi e provoca più morti in ogni anno di quelli causati  da Aids, tubercolosi e malaria messe insieme.  Si tratta dell’ictus, ovvero dell’ostruzione o rottura improvvisa di un’arteria del cervello, con conseguente interruzione del flusso di ossigeno ai neuroni, che può colpire anche giovani e persino neonati.
Ogni anno, in Italia, si verificano oltre 200.000 casi di ictus e ben 930.000 persone riportano conseguenze invalidanti, perché l’ictus costituisce anche  la prima causa d’invalidità e la seconda causa di demenza con perdita dell’autosufficenza.

Due sono le armi per combattere l’ictus: l’intervento tempestivo e la prevenzione.
E proprio alla prevenzione dell’ictus e alla diffusione di maggiori conoscenze per riconoscerne tempestivamente i sintomi,  è dedicato il mese di aprile.  A.L.I.Ce. Italia Onlus,  federazione di oltre 70 Associazioni locali,  organizza, per tutto il mese e su tutto il territorio nazionale, iniziative di sensibilizzazione e di informazione (il calendario completo è disponibile sul sito dell’associazione).

La prevenzione dell’ictus passa attraverso il controllo dei fattori di rischio modificabili:  fumo, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, sovrappeso e sedentarietà. Particolare attenzione devono prestare le persone che hanno avuto infarti cardiaci o TIA (attacchi ischemici transitori che tendono a recidivare)

Altrettanto importante è il riconoscimento dei sintomi, perché la terapia deve essere somministrata il più presto possibile:  “La somministrazione del trattamento trombolitico entro le prime 4 ore dall’inizio dei sintomi consente, a circa un terzo delle persone colpite da Ictus ischemico, di rientrare rapidamente alle proprie abitazioni, completamente guarite, e ad un altro 50% di tornare a casa in buone condizioni funzionali” spiega il Prof. Domenico Inzitari, Professore in Neurologia presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell’Università di Firenze.

“Intervenire tempestivamente permette di ridurre notevolmente il rischio di danni cerebrali permanenti – sottolinea  il Professor Giuseppe Micieli, Direttore del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza dell’Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino di Pavia – Per questo motivo, il 118 di tutte le Regioni dovrebbe attivare, come avviene ad esempio in Liguria e in Lombardia,  uno specifico protocollo di emergenza, il cosiddetto “Codice Ictus”, una sorta di “corsia preferenziale” per il paziente colpito da ictus che consente di guadagnare minuti estremamente preziosi”.

 Fonte:  www.aliceitalia.org

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