Aritmia, assolto il caffè

Aritmia, assolto il caffèTra caffè e aritmia non ci sarebbe alcuna correlazione: ad affermarlo è una recente revisione di studi precedentemente condotti, da parte dell’Institute for Scientific Information on Coffee – ISIC, che dimostra come il consumo di caffè non sia una delle cause di aritmia cardiaca.
Al contrario, gli studi fino ad oggi condotti suggeriscono che un moderato consumo di caffeina, ovvero tra le 3 e le 5 tazzine al giorno, può essere considerato come parte integrante di una dieta bilanciata e uno stile di vita sano.
Nello specifico un importante studio del 2011 non aveva trovato alcun aumento di rischio di aritmia legato all’assunzione di caffè; rilevando invece tra i bevitori una piccola ma significativa riduzione di tale rischio.
La fibrillazione atriale, fenomeno per cui il cuore si contrae ad un tasso molto elevato e in maniera irregolare, è la forma di aritmia più comune che colpisce ad oggi 1-2% della popolazione.
In tutta Europa sono almeno 6 i milioni di persone che soffrono di questo tipo di aritmia, e circa l’1% del budget sanitario annuale dei Paesi dell’Europa Occidentale viene investito nella gestione di questa patologia. Si prevede che la diffusione di tale disfunzione possa addirittura raddoppiare nei prossimi 50 anni.
Su questo argomento si è espressa anche la Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione che afferma che “Il timore che il consumo di caffè potesse facilitare o provocare un’aritmia cardiaca è sto uno dei primi ad essere avanzati, date le peculiari azioni farmacologiche della caffeina. Da tempo però sia la ricerca che l’esperienza clinica hanno fornito dati rassicuranti: il consumo di dosi moderate di caffè non provoca disturbi del ritmo cardiaco, evento che può invece verificarsi in soggetti particolarmente sensibili e solo in casi di forte consumo.
A suffragare ulteriormente tali rassicuranti considerazioni sono arrivati, negli ultimi due anni, i dati di numerosi studi epidemiologici di lunga durata coinvolgenti migliaia di persone. Le conclusioni pressoché unanimi di questi ampi studi affermano che il consumo di caffè non solo non influisce sulle varie forme di malattie cardiovascolari quali aritmia cardiaca o insufficienza cardiaca, ma è in addirittura in grado di mostrare un effetto benefico, e quindi determinare un rischio ridotto, sia nel caso di aritmia attirare che in quello di aritmia ventricolare.
Sono stati questi recentissimi dati a confermare ancora di più come un’assunzione regolare di caffè non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari in soggetti sani nè aumenta il rischio di nuovi episodi cardiovascolari in pazienti già portatori di cardiopatie, diabete o ipertensione; ma potrebbe addirittura risultare positivo in entrambi i casi.

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