Assumere ferro prima del ciclo riduce la SPM

Sindrome premestruale e ferro - EsseredonnaonlineTensione, irritabilità, nervosismo e sbalzi  d’umore; ma anche mal di testa, dolore alla schiena o alla pancia, sono tutti sintomi che spesso affliggono le donne nei giorni che precedono il ciclo. Si chiama sindrome premestruale e ad oggi una cura vera e propria ancora non esiste.

Ma secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology e svolto dall’Università del Massachussetts di Amherst, l’assunzione di un minimo di 20mg al giorno di ferro proveniente da integratori o alimenti e piante diminuirebbe del 30-40% la possibilità di incorrere in questi malesseri correlati.
Lo studio ha preso in esame 3 mila donne che presentavano sintomi di sindrome premestruale. Dopo 10 anni di monitoraggio si è evidenziato che due terzi delle partecipanti non hanno più avuto problemi e, analizzando la dieta seguita da questo gruppo, i ricercatori hanno trovato un legame tra l’assunzione di ferro non-eme e la scomparsa dei sintomi.

Il ferro non-eme è un tipo di ferro presente nel 60% della carni e nella quasi totalità dei  vegetali, come ad esempio i broccoli, e nella frutta, come le albicocche.
Il legame, secondo un’ipotesi dei ricercatori, è dovuto al fatto che il ferro è coinvolto nella produzione della serotonina nel cervello, l’ormone che aiuta a regolare l’umore, ma Elisabeth Bertone-Johnson, responsabile della ricerca, ci tiene a precisare che “i risultati devono essere confermati da altri studi. Tuttavia, le donne a rischio di sindrome premestruale dovrebbero assicurarsi di raggiungere le dosi giornaliere raccomandate di ferro non-eme”.

Largo quindi a broccoli che contengono 1 mg di ferro non-eme ogni 100 g, ai semi di sesamo tostati che ne contengono 14,8mg ogni 100 g e alle albicocche secche che ne hanno 6,3 mg ogni 100 g.

 Fonte Agi 27/02/2013

A cura di Simona Forti

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