Bevande zuccherate: vietato abusarne

I giovani americani consumano quantità eccessive di bevande zuccherate: lo dimostrano i dati raccolti da due importanti società scientifiche americane, l’American Heart Association (AHA) e l’American Academy of Pediatrics (AAP), che si battono per l’imposizione di accise, ovvero di imposte sulla fabbricazione delle bevande zuccherate (in inglese sugar tax), e per avere maggiori controlli sul marketing indirizzato a bambini e teenagers.

 

L’abuso di bevande zuccherate

La ricerca condotta dall’American Heart Association (AHA) e l’American Academy of Pediatrics (AAP) rivela che i bambini e teenager americani fanno un consumo eccessivo di bevande zuccherate, che può portare a gravi conseguenze sulla loro salute.

Le linee guida dietetiche per gli americani, edizione 2015-2020, raccomandano che le fasce di età più giovani consumino meno del 10% delle calorie giornaliere sotto forma di zuccheri aggiunti.La realtà dei fatti, però, è ben diversa: gli zuccheri aggiunti rappresentano in media il 17% di tutte le calorie assunte giornalmente da bambini e adolescenti e che metà di queste derivano dalle bevande zuccherate.

“Nel caso dei bambini”, spiega la pediatra Natalie D. Muth,“la principale fonte di zuccheri aggiunti non è rappresentata dal cibo ma dalle bevande. I bambini in media consumano oltre 113 litri di bevande zuccherate ogni anno; una quantità sufficiente a riempire una vasca da bagno!!! Come pediatra, ritengo che queste bevande zuccherate rappresentino un rischio reale e prevenibile per la salute dei bambini: carie ai dentidiabeteobesità e malattie cardiovascolari. C’è bisogno di politiche pubbliche di più ampio respiro, mirate a ridurre l’accesso dei ragazzi a queste bevande zuccherate low cost”.

 

Le soluzioni proposte per limitare l’uso di bevande zuccherate 

Tra le iniziative per ridurne il consumo, le società scientifiche propongono innanzitutto l’imposizione di una vera e propria sugar tax sulle bibite zuccherate, che favorisca l’acquisto di bevande più salutari come acqua e latte, nonché una maggiore attenzione al marketing indirizzato ai bambini.

Infatti, come sottolineano gli esperti, la maggior parte dei teenager vede almeno una pubblicità al giorno su una bevanda zuccherata. A subirne le conseguenze peggiori sono le fasce di popolazione a basso reddito, incentivate all’acquisto di questi prodotti per il loro basso costo rispetto alle alternative più salutari.

Per porre fine a questo trend negativo, l’American Heart Association (AHA) e l’American Academy of Pediatrics (AAP) suggeriscono una serie di soluzioni concrete, quali:

  • L’introduzione di leggi statali e locali per aumentare il prezzo delle bevande zuccherate, attraverso le accise, cioè imposte sulla fabbricazione di alcuni prodotti di largo consumo.
  • L’elaborazione di una campagna educativa che informi le fasce più giovani sui rischi che questi prodotti comportano per la loro salute.
  • Una maggiore collaborazione dei governi federali e statali per sostenere gli sforzi volti a ridurre il marketing delle bevande zuccherate rivolto a bambini e ragazzi.
  • La sostituzione di bibite gasate e zuccherate con bevande salutari, come acqua e latte, nei menu per bambini e nei distributori automatici.
  • Una maggiore facilità di accesso a informazioni nutrizionali credibili da parte di bambini, adolescenti e delle loro famiglie, comprese quelle sulle etichette nutrizionali, nel menu dei ristoranti e nella pubblicità.
  • Ottenere il buon esempio da parte degli ospedali in tema di alimentazione sana, favorendo le politiche volte a limitare o scoraggiare l’acquisto delle bevande zuccherate.

 

La situazione in Italia

Anche l’Italia si è occupata del problema: il Governo sarebbe intenzionato a tassare le bevande gassate e zuccherate, in particolare tutti i soft drink con più di 5 grammi di zucchero ogni 10 centilitri. Infatti, se è vero che le vendite delle bibite analcoliche sono scese quasi del 20% tra il 2006 e il 2016, bisogna considerare che è ancora significativo il livello di obesità, soprattutto in età infantile: un bambino italiano su dieci sotto i dieci anni di età è obeso, mentre il 21% è in sovrappeso.

L’introduzione di una sugar tax potrebbe essere una buona soluzione per incentivare il consumo di bevande salutari alternative anche in Italia. Per farlo, è necessario l’impegno delle istituzioni e degli adulti in generale, perché, come afferma la dottoressa Muth, “ogni bambino ha il diritto di crescere in salute”.

 

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References

Natalie D. Muth, William H. Dietz, et al – Public Policies to Reduce Sugary Drink Consumption in Children and Adolescents. Pediatrics,April 2019, Volume 143 / Issue 4

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