Cancro al seno, la mortalità scende del 30%

7 dicembre 2015

Cancro al seno, la mortalità scende del 30%Negli ultimi 23 anni, il tasso di mortalità per cancro al seno è sceso quasi del 30%:
Una notizia che fa sicuramente tirare un sospiro di sollievo e fa guardare con sempre più fiducia alle terapie e alla ricerca sulla forma tumorale più frequente nelle donne, che ancora oggi rappresenta il 29% di tutti i tumori al femminile.
Diagnosi precoce, farmaci sempre più efficaci e presenza sempre maggiore di campagne informative su vasta scala hanno permesso a oltre 690 mila donne italiane colpite da neoplasia, di continuare a vivere, con un aumento del 19% rispetto al 2010.

“Si è registrato negli ultimi vent’anni un aumento costante e progressivo dell’incidenza, ma la mortalità dopo il picco degli anni Ottanta, è diminuita” ha spiegato il professor Francesco Cognetti, direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena e presidente del ConvegnoInternational Meeting on New Drugs in Breast Cancer” durante il quale sono stati discussi questi risultati.
“È migliorata anche la durata della sopravvivenza nelle pazienti con patologia in stadio avanzato. Le terapie target hanno determinato benefici evidenti, in termini di riduzione della mortalità ma soprattutto di miglior qualità di vita. Le molecole a bersaglio, inoltre, possono essere impiegate in pazienti selezionate, con un utilizzo estremamente mirato e appropriato delle risorse. Va quindi affinata la ricerca sui marcatori biologici così da trattare solo chi sappiamo ha maggiori possibilità di rispondere”.

C’è però una nota stonata: negli ultimi 15 anni, in Italia, sono purtroppo aumentati di più del 27% i casi di tumore al seno nelle under 50, passando da 7.921 casi nel 2000 a ben 10.105 ad oggi.
“Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40% la mortalità per cancro al seno nell’ultimo ventennio. L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74” ha spiegato il professor Cognetti.
Rimane quindi fondamentale sensibilizzare sempre più le donne ad eseguire, fin da giovani, esami specifici come la mammografia in modo da poter attuare diagnosi precoci e intervenire, dove riscontrato, fin dai primissimi stadi in modo da poter assicurare sempre più la sopravvivenza alle donne colpite dal tumore.

Fonte: La stampa

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