Celiachia: diagnosi più facile con un nuovo test

21 febbraio 2014

iStock_000014036228SmallDiagnosticare la celiachia – l’intolleranza al glutine che si stima colpisca una persona su 100 in Italia – da oggi sarà più facile, grazie a un nuovo test messo a punto da un gruppo di ricercatori australiani del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research di Parkville.

Si tratta di un semplice esame del sangue in grado di diagnosticare la patologia molto più rapidamente e in maniera non  invasiva rispetto ai precedenti metodi in uso.
Allo studio hanno partecipato 48 persone che sono state sottoposte ad un normale prelievo di sangue: “Questo test – spiega Jason Tye-Din, uno degli autori della ricerca – misura il rilascio di citochine, ovvero la risposta delle cellule T del sistema immunitario al glutine. Una risposta positiva èaltamente predittiva della malattia celiaca. Con questo test siamo stati in grado di rilevare la risposta delle cellule T nella maggior parte dei partecipanti allo studio affetti da malattia celiaca e, soprattutto, il test èrisultato negativo in tutti i pazienti che pensavano di essere affetti dall’intolleranza al glutine, ma in realtà̀erano sani”.

Gli attuali metodi di diagnosi sono invece molto  invasivi: per accertarsi dell’effettiva presenza dell’intolleranza a questa sostanza lipoproteica è necessario sottoporsi ad una biopsia che valuti lo stato di salute della mucosa e dei villi intestinali oppure, in alternativa, all’esposizione prolungata al glutine per osservarne le conseguenze sull’organismo.

 “Un test affidabile per la celiachia impone loro di consumare di nuovo il glutine, cosa spesso sgradevole e difficoltosa. Molte persone hanno infatti paura di sperimentare gli spiacevoli sintomi legati a questa malattia (diarrea, vomito, gonfiore addominale, spossatezza, perdita di peso, anemia) e finiscono per fermarsi prematuramente o evitare del tutto questi test”.

Secondo i ricercatori, questo nuovo esame sarebbe in grado di dare un responso preciso a sole 24 ore di distanza dal prelievo; inoltre “i nostri studi hanno messo in evidenza che questo innovativo esame del sangue èpreciso dopo soli tre giorni di consumo di glutine, e non dopo le diverse settimane o mesi generalmente necessari per ottenere una diagnosi attraverso la biopsia intestinale. Un test che semplifichi la diagnosi è probabile che in futuro possa migliorare significativamente l’individuazione della malattia”.

A cura di Simona Forti

Fonte Il Sole 24 Ore 06/02/2014

 

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