Celiachia, sempre più diffusa ma poco diagnosticata

16 novembre 2012

Cresce l’attenzione verso i celiaci ma i casi accertati fino ad ora sarebbero solo un quarto di quelli reali.
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine: un complesso proteico contenuto in grano tenero, grano duro, farro, segale, kamut, orzo e altri cereali minori. Lo si trova quindi in alimenti come pane, pasta, pizza, biscotti e in ogni altro alimento prodotto derivato da tali cereali.
L’ingestione di glutine in persone affette o predisposte a tale malattia, provoca un grave danneggiamento della mucosa intestinale con un conseguente inefficace assorbimento dei nutrienti che può arrivare a determinare anche alcune patologie e può essere particolarmente pericoloso nei bambini.

Non si nasce però malati di celiachia, ma si può nascere con una predisposizione ad ammalarsi; infatti tale intolleranza ha una forte componente ereditaria.
Al momento la sola e unica terapia è seguire una dieta priva di glutine che permette di eliminare i sintomi della malattia e prevenire ulteriori complicanze. In commercio sono presenti prodotti come farine, pane, pasta, biscotti e altri alimenti a base di riso e mais che per natura non contengono glutine.

Un altro fattore importante da tenere presente, soprattutto quando si mangia fuori casa, è la contaminazione. I celiaci devono fare attenzione a non mangiare alimenti che durante la loro produzione, o cottura, possano aver subito qualche contaminazione con il glutine. È importantissimo quindi verificare che il ristoratore utilizzi pentole diverse esclusivamente per la cottura di alimenti senza glutine.

I casi fino ad ora diagnosticati risultano essere 135.800, ancora troppo pochi però rispetto al numero di celiaci presumibilmente presenti in Italia. Secondo i dati contenuti, nella relazione 2011 sulla celiachia del Ministero della salute, la celiachia ha una prevalenza stimata dell’1%, quindi in Italia dovrebbero esserci almeno 600.000 celiaci.

La Lombardia è la regione in cui ne risiedono di più, mentre la Valle d’Aosta quella in cui ne risiedono meno. Rispetto all’anno precedente la media dell’incremento nazionale è stata del 19% e ad essere più colpite sono proprio le donne: nel 2011 i maschi celiaci sono stati 38.655 contro 96.245 femmine, più del doppio. Il maggior numero di diagnosi si ha dai 10 anni in su: nel 2011 sono state 116.641 rispetto alle 104,081 dell’anno precedente. Nella fascia d’età tra i 6 mesi e 1 anno la Campania è risultata essere al primo posto con 36 bambini celiaci, seguita da Abruzzo 8 e Sardegna 7. Nella fascia fino ai 3 anni e mezzo è invece al primo posto la Lombardia con 466 bambini, seguita da Campania 280 ed Emilia Romagna 250. Infine fino ai 10 anni e dai 10 in su le tre Regioni con più celiaci residenti sono Lombardia, Campania e Lazio

La diagnosi della celiachia è piuttosto complessa perchè la sintomatologia è molto variabile e gli stessi sintomi sono spesso associabili ad altre patologie: infatti andando a colpire l’assorbimento degli alimenti, può avere conseguenze su diversi distretti corporei. Risulta quindi importantissimo rivolgersi al proprio medico che ci indirizzerà dallo specialista (generalmente un gastroenterologo) per svolgere specifici esami medici per la diagnosi ( marker anticorpali e la biopsia intestinale).

Fonte: ANSA 14/11/2012

A cua di Simona Forti

 

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