Colesterolo alto: il rischio aumenta se la mamma ne soffriva

Colesterolo alto: il rischio aumenta se la mamma ne soffrivaChi è nato da madri con alti livelli di colesterolo nel sangue prima della gravidanza è più a rischio di ipercolesteremia. Lo dimostra uno studio del National Heart, Lung and Blood Institute di Bethesda, nel Maryland (Stati Uniti) pubblicato su JAMA Cardiology. Il colesterolo è un grasso trasportato nel sangue da proteine. Le HDL, lipoproteine ad alta densità, fungono da “spazzine” perché non lasciano il colesterolo circolare nelle arterie ma lo trasportano verso il fegato, dove viene metabolizzato: per questo il colesterolo HDL è considerato “buono” (protegge dal rischio cardiovascolare). Le lipoproteine a bassa densità o LDL (colesterolo “cattivo”) hanno invece un’azione negativa perché facilitano la permanenza all’interno delle arterie del colesterolo che, quando si accumula, può favorire lo sviluppo di placche ostruttive nelle coronarie, fino a ostruire completamente il vaso e provocare un infarto.
Lo studio
Partendo dai risultati di uno studio precedente, il Framingham Heart Study, gli studiosi hanno valutato i livelli di colesterolo LDL in 500 coppie genitori/figli, constatando che gli adulti nati da madri che avevano alti valori prima della gravidanza erano 3,8 volte più interessati da ipercolesterolemia. Non è chiaro il meccanismo all’origine di questo legame: gli scienziati suppongono che gli alti livelli di colesterolo LDL nelle future mamme possano avere un impatto negativo sulla capacità dei figli, in età adulta, di regolare la quantità di colesterolo nel sangue.
I consigli di prevenzione
Le conclusioni: la riduzione dei livelli alti di colesterolo nelle donne in età fertile potrebbe avere un effetto protettivo sulla salute cardiovascolare della generazione futura. In linea generale, nelle persone sane il colesterolo LDL non dovrebbe superare i 130 mg/dl (milligrammi per decilitro). Come non superare questi livelli?

  • Riducendo la quota giornaliera di grassi alimentari, per esempio preferendo gli oli vegetali come quello extravergine di oliva e gli oli di semi come mais, soia e girasole (ammessi 2-3 cucchiaio al dì);
  • Consumando uova e formaggi non più di 2 volte a settimana;
  • Privilegiando carne bianca (pollo, tacchino, vitello, coniglio) e pesce;
  • Praticando regolare attività fisica (anche solo 30 minuti di camminata al giorno);
  • Eliminando il vizio del fumo;
  • Limitando il consumo di alcolici.

Qualora questi accorgimenti non dovessero essere sufficienti per tenere sotto controllo il valore del colesterolo, è possibile ricorrere, previo consiglio del medico, all’utilizzo di integratori o nutraceutici dalla comprovata efficacia clinica, che ne garantisce efficacia, qualità e sicurezza d’impiego.
A cura di Roberta Camisasca
Fonte: JAMA Cardiology

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