Combattere la sedentarietà: è facile se sai come farlo

A cura di Onda, Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna**

Allarme sedentarietà: secondo i dati dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio di mortalità a livello globale. In Italia, la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutti i decessi, pari a circa 90.000 morti all’anno.

 

Inattività fisica: l’epidemia del nuovo millennio

La sedentarietà è un grave problema a livello globale: secondo l’OMS, circa 3,2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di uno stile di vita scorretto, caratterizzato da livelli insufficienti di attività fisica e cattiva alimentazione. È causa principale del tumore della mammella e del colon (23%), diabete tipo 2 (27%) e malattie cardiache ischemiche (30%). La sedentarietà rappresenta uno dei principali problemi della società moderna ed è responsabile della drammatica crescita di sovrappeso e obesità, a loro volta potenti fattori di rischio per gravi patologie croniche.

L’Italia purtroppo non è da meno: nel nostro Paese, la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutti i decessi, pari a circa 90.000 morti all’anno, e si calcola che il 60% degli italiani non pratichi attività fisica regolare e quindi è a rischio: questo problema si aggrava con l’avanzare dell’età ed è maggiore tra le donne: la prevalenza di donne sedentarie è del 43,4% rispetto al 34,8% degli uomini.

 

“Quello che è certo è che le donne hanno sempre meno tempo a disposizione, impegnate nel mondo del lavoro spesso in attività prevalentemente di tipo sedentario, assorbite dai carichi domestici e familiari, dalla gestione dei figli e dei genitori sempre più anziani”, commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. “Il modo migliore per correre ai ripari è con la prevenzioneche significa adottare fin da bambini uno stile di vita sano, basato su attività fisica regolare e costante,alimentazione corretta e movimento attivo nel corso della giornata, ogni giorno della vita. Chi è già sedentario deve agire subito per non ammalarsi. La soluzione è semplice ma il problema è complesso perché molte persone non sanno di essere sedentarie oppure, pur sapendolo, non riescono a mettere in pratica uno stile di vita attivo, che preveda un’attività moderata, quotidiana e calibrata su esercizi mirati, più volte la settimana. Da qui l’esigenza di fare un passo avanti, fare informazione e rendere cosciente ogni cittadino su questa ‘epidemia’ del nuovo millennio”.

 

La campagna della Fondazione Onda contro la sedentarietà

La Fondazione Onda si impegna per combattere questo grave problema e per diffondere informazioni utili in tema di prevenzione della sedentarietà. Per farlo, ha creato la brochure dal titolo “Smettere di essere sedentario: è facile se sai come farlo”, con l’obiettivo di divulgare la cultura dell’attività fisica e fornire consigli utili da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni, anche in famiglia. Per rafforzare l’importanza di un corretto stile di vita è stato stilato anche un Manifesto contro la sedentarietà, visionabile insieme alla brochure sia online che negli ospedali con i Bollini Rosa.

 

Per scaricare la brochure “Smettere di essere sedentario: è facile se sai come farlo”, clicca qui.

 

 

** Onda, Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna lavora per difendere e sostenere la salute della donna insieme agli organismi che svolgono funzioni legislative, di indirizzo e di controllo con numerosi progetti e iniziative volti a sensibilizzare e influenzare le Istituzioni che a livello europeo, nazionale, regionale e locale, con le loro azioni e decisioni possono incidere sulla salute della donna.
A livello europeo, Onda stabilisce contatti permanenti con le esponenti del Parlamento Europeo per sollecitarle su temi relativi la salute femminile e interpellarle sulle azioni che vengono intraprese.

A livello nazionale, Onda coinvolge da anni un gruppo trasversale di Parlamentari del Senato e della Camera membri delle Commissioni Igiene e Sanità e Affari Sociali. Tra i temi che stanno maggiormente a cuore: la partecipazione delle donne agli studi clinici, il riconoscimento della medicina di genere, la valorizzazione degli ospedali attenti ai bisogni delle donne (bollini rosa e da qualche anno argento), le strategie di prevenzione delle malattie, gli interventi contro violenza e abusi.
Onda collabora anche con l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, in particolare sul tema della salute materno-infantile in Italia e nel mondo, nell’ambito della “Partnership per la salute Materna, Neonatale e Infantile” (PMNCH).

 

 

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