Danni del fumo: nelle donne cinque volte più gravi

Elena Tremoli, del Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università di Milano, ha presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia, che si è tenuto nei giorni scorsi a Parigi, una ricerca finanziata dall’Unione Europea sui danni procurati dal fumo; spiega Tremoli, coordinatrice della ricerca: «La maggiore nocività delle sigarette per il cuore delle donne è una scoperta particolarmente importante, in relazione all’ormai accertato fallimento sul sesso femminile delle campagne informative fatte negli ultimi anni per diminuire il numero dei fumatori. È noto che le donne sino alla menopausa sono protette dalle malattie cardiovascolari e che le donne stesse pensano di essere meno vulnerabili ai fattori più dannosi per le arterie come ipertensione, colesterolo alto, alimentazione grassa e fumo. Per quest’ultimo, abbiamo scoperto essere vero il contrario».
Le donne ormai fumano quasi quanto gli uomini e manifestano maggiori resistenze a smettere: lo rivela il Rapporto annuale sul fumo, stilato dall’Osservatorio Fumo, Alcol e Droghe dell’Istituto Superiore di Sanità. In Italia le donne che fumano sono il 19,7% della popolazione, gli uomini il 23,9%; le donne che hanno smesso di fumare sono il 9,8% delle fumatrici, la percentuale degli uomini che hanno smesso è il 15,7% dei fumatori, quasi il doppio. La ricerca è stata condotta su oltre tremila persone (circa 1900 donne e circa 1700 uomini) di Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi e Svezia; gli studiosi italiani, misurando l’ispessimento delle pareti della carotide, indice del livello di arteriosclerosi del sistema vascolare ed è influenzato dal fumo nello stesso modo nelle donne e negli uomini, hanno riscontrato che la progressione dell’arteriosclerosi, a causa del fumo, nelle donne è cinque volte più rapida che negli uomini, a parità di età, pressione arteriosa, obesità, classe sociale. A Parigi è stata presentata un’altra ricerca italiana che rivela che l’alcol associato al fumo aumenta i danni per le donne, che vivono più a lungo degli uomini ma in condizioni peggiori. Uno studio, condotto su oltre 18mila soggetti, dimostra inoltre che l’apixaban, un nuovo anticoagulante, ha ridotto sensibilmente i casi di ictus in soggetti con fibrillazione atriale, l’aritmia cardiaca asintomatica che frequentemente provoca danno vascolare al cervello. Nel corso del Congresso di Cardiologia parigino sono state presentate anche ricerche che confermano l’effetto protettivo del cacao: la revisione di sette lavori, per un totale di oltre 100mila soggetti coinvolti, cardiopatici e sani, ha dimostrato che sono sufficienti 7,5 grammi al giorno di cioccolato fondente, il peso di un cioccolatino, per registrare una riduzione del rischio di infarto del 37% e di ictus del 29%.

 

Fonte: repubblica.it, 29 agosto 2011

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