Dimagrire con l’attività e la dieta giusta

Le vacanze sono vicine e il problema dei chili di troppo si fa più urgente ma è necessario partire da un punto fondamentale per affrontare il dimagrimento, e lo spiega il docente di Medicina dello Sport all’Università dell’Insubria di Varese Rodolfo Tavana: «È un principio molto semplice: per dimagrire si devono introdurre meno calorie di quelle che si consumano e consumarne più di quelle che si introducono ma l’ideale è combinare le due cose abbinando un programma di allenamento che ottimizzi il tempo a disposizione a una dieta ipocalorica, non troppo restrittiva, che consenta di gestire lo stimolo della fame». Specifica Antonio Dal Monte, membro della Commissione medica del Comitato Olimpico Internazionale: «Se si parla di dimagrimento non si può prescindere dalla riduzione delle calorie che vengono dall’alimentazione; l’attività fisica, se non è particolarmente prolungata e intensa, riesce a incidere limitatamente sul peso, fermi restando i benefici che apporta all’organismo, tra cui la trasformazione del grasso in massa magra cioè in muscoli». Il vantaggio sta anche nella richiesta metabolica del muscolo, di dieci volte superiore a quella del tessuto adiposo per cui, aumentando la massa muscolare (e aumentando così il consumo energetico) si incrementa il metabolismo basale; tanto più intenso è l’allenamento, tanto maggiore e duraturo sarà il funzionamento del metabolismo, come spiega Dal Monte: «Perché il nostro metabolismo funziona come il serbatoio di un’automobile: più è vuoto, cioè l’organismo è svuotato di energia, più tempo ci vorrà per riempirlo e a noi per ricaricarci».
Il presidente della Società italiana di Cardiologia dello Sport, Bruno Carù, raccomanda: «È fondamentale non avere fretta perché il ‘tutto e subito’ piace ma è poco realistico. I risultati dipendono infatti non solo dalla qualità e dalla quantità del lavoro ma anche e soprattutto dalla costanza e dalla regolarità con cui viene svolto. Solo in questo modo si possono aumentare gradatamente i carichi e l’intensità del lavoro indispensabili per un sano e duraturo dimagrimento». Aggiunge Tavana: «Per perdere peso è bene dedicarsi a un’attività che piaccia, altrimenti si abbandoneranno presto tutti i buoni propositi. Chi ha poco tempo o non ha una buona preparazione fisica può dimenticare l’ascensore o, se può, andare al lavoro a piedi o in bicicletta. A questo bisogna aggiungere almeno tre sedute di attività fisica alla settimana che dovranno iniziare con una fase di riscaldamento (corsa leggera o cyclette), proseguire con la tonificazione delle grandi masse muscolari (esercizi con macchine da effettuarsi in palestra o quelli con i manubri, bilancieri e cavigliere da eseguire in casa) perché con la pesistica si utilizza glicogeno e quando si passa all’attività aerobica si hanno meno zuccheri da consumare e si intaccano di più i grassi difficili da bruciare. Si conclude la seduta con lo stretching. È anche importante ricordare che per perdere peso conta il carico che si solleva complessivamente nel corso dell’intera seduta: è inutile sollevare grandi pesi poche volte ma sono meglio pochi pesi, più serie, più chili. Poi è la volta dell’attività aerobica: l’ideale è la corsa , se non ci sono controindicazioni (obesità, legamenti fissi per cui sono indicati la bicicletta o il nuoto) e senza arrivare al ‘fiatone’. Ma se il tempo è poco un po’ di fiatone ci vuole». Una raccomandazione da Carù: «Le persone sedentarie, che difficilmente saranno in grado di mantenere un’intensità di corsa elevata per molto tempo, possono correre in salita, su un pendio dolce o su un tapis roulant con un’inclinazione del 10-12%. Bisogna però essere cauti e programmare a mesi e non a settimane il traguardo del dimagrimento: il cuore se è sano risponde bene a qualsiasi sollecitazione ma l’attività intensa è rischiosa per muscoli, tendini e articolazioni».

 

Fonte: corriere.it, 18 aprile 2011

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